Immigrazione: oltre 800 persone a bordo di Ocean Viking e Sea-Watch 3

Pubblicato il 4 agosto 2021 alle 12:50 in Europa Immigrazione

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Le due navi di soccorso umanitario Ocean Viking e Sea-Watch 3 hanno caricato a bordo un totale di oltre 800 persone in seguito ad una serie di salvataggi avvenuti nei giorni scorsi nel Mediterraneo centrale. Secondo quanto riferito dalla ONG Sos Mediterranée, sulla Ocean Viking ci sono ora almeno 555 migranti e rifugiati, mentre la Sea-Watch 3 ha raggiunto la sua  massima capacità di carico accogliendo in totale 263 persone in difficoltà.

“É una situazione insostenibile”, ha dichiarato Sos Mediterranée, chiedendo l’assegnazione di un porto sicuro. “Abbiamo chiesto a tutte le autorità competenti: Malta, Tunisia, Libia e Italia”, ha aggiunto, specificando che La Valletta ha dato una risposta negativa, mentre Tripoli e Tunisi non hanno ancora risposto. Si attende ora il feedback di Roma. Anche la Sea-Watch ha chiesto l’autorizzazione per l’ingresso in un porto sicuro, ha fatto sapere il portavoce dell’organizzazione, Oliver Kulikowski.

Le due ONG che gestiscono le navi di soccorso hanno affermato che stanno lavorando instancabilmente per salvare vite umane, dal momento che il numero di traversate nel Mediterraneo è aumentato. Uno dei salvataggi più recenti è stato effettuato domenica primo agosto, quando circa 400 persone sono state recuperate da un barcone di legno, che si stava riempendo d’acqua, al largo della costa della Tunisia. All’operazione di salvataggio hanno partecipato gli equipaggi della Ocean Viking, di Sea-Watch 3 e della barca a vela “Nadir” della ONG tedesca ResQship. I volontari hanno specificato che la situazione era critica, perchè la barca stava per affondare e molte persone erano già in acqua. Tra quelli soccorsi dalla Ocean Viking, c’erano almeno 28 donne e 33 bambini, due terzi dei quali non accompagnati. Sos Mediterranée aveva aggiunto che il più giovane sopravvissuto, salvato durante l’operazione, aveva solo 3 mesi.

Celine Schmitt, portavoce dell’Ufficio francese di relazioni esterne dell’UNHCR, ha affermato che c’è urgente bisogno di un sistema automatico per condividere i nuovi arrivati tra i diversi Paesi europei, in modo da garantire loro una migliore accoglienza e da evitare che siano solo i Paesi mediterranei ad assumersi la responsabilità. “Se guardiamo al Mediterraneo centrale, l’anno scorso sono arrivate meno di 50.000 persone”, ha osservato Schmitt, aggiungendo che si tratta di una situazione “totalmente gestibile per la popolazione europea, soprattutto se si considera che ci sono 82 milioni di persone nel mondo che sono state costrette a fuggire dalle proprie case”.

Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM), almeno 1.146 persone hanno perso la vita quest’anno nel tentativo di raggiungere l’Europa. Gli esperti, tuttavia, ritengono che la cifra sia molto più alta considerato il numero di casi non segnalati e i dispersi. Sos Mediterranée, che opera da oltre cinque anni nell’area, ha affermato di aver salvato, fino ad oggi, più di 30.000 vite in totale.

Negli ultimi mesi, sono aumentate le traversate verso l’Europa e, in particolare, verso l’Italia. Gli arrivi sulle coste italiane, uno dei principali punti di sbarco per i migranti in partenza dalla Libia e dalla Tunisia, erano diminuiti negli ultimi anni, ma i numeri sono tornati a crescere nel 2021. Secondo i dati del Ministero dell’Interno italiano, aggiornati al 29 luglio, circa 27.834 migranti sono sbarcati quest’anno in Italia, a partire dal primo gennaio, un numero di gran lunga superiore ai 13.336 dello stesso periodo del 2020 e ai 3.664 dello stesso periodo del 2019. La nazionalità che più di frequente viene dichiarata al momento dello sbarco è quella tunisina (6.147 persone quest’anno), seguita da quella bengalese (4.176) e da quella egiziana (2.291). 

Le partenze sono aumentate soprattutto dalla Libia. Quasi 15.000 rifugiati, richiedenti asilo e migranti sono stati intercettati nella prima metà di quest’anno, una cifra che, secondo i dati delle Nazioni Unite, supera il totale degli sbarchi di tutto il 2020. L’ONG Amnesty International ha affermato che, nei primi sei mesi del 2021, più di 7.000 persone intercettate in mare sono state riportate in Libia e rinchiuse nei centri di detenzione del Paese nordafricano.

La rotta del Mediterraneo centrale continua ad essere la più pericolosa ma anche la più utilizzata dai migranti che tentano di raggiungere l’Europa. Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di luglio 2021, sono giunti in Europa, via mare e via terra, oltre 9.271 migranti, segnando una lieve diminuzione rispetto alle cifre registrate nel luglio 2019. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri risulta essere l’Italia (quasi 7.000 sbarchi), seguita da Spagna (16.009), Grecia (4.172), Cipro (1.704) e Malta (325). L’IOM ha calcolato che, nei primi sette mesi del 2021, il numero di morti e dispersi nel Mar Mediterraneo ammonterebbe a circa 1.113 persone, una cifra significativamente superiore rispetto ai dati del 2020, quando, nello stesso periodo, persero la vita in mare 476 persone. Le prime cinque nazionalità dei migranti entrati in Europa, secondo le stime della UNHCR, sono bengalese, tunisina, siriana, ivoriana ed egiziana.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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