Perù: la Procura indaga sul ministro degli Interni per presunta incompatibilità

Pubblicato il 3 agosto 2021 alle 13:44 in America Latina Perù

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Il Pubblico Ministero del Perù ha riferito questa domenica di aver aperto un’inchiesta contro il ministro degli Interni, Juan Manuel Carrasco, per presunta incompatibilità con la carica. L’inchiesta contro Carrasco è affidata all’Ufficio decentrato per il controllo interno del Pubblico ministero, tre giorni dopo il giuramento nel gabinetto presieduto dal presidente del Consiglio, Guido Bellido.

La Procura ha riferito, tramite Twitter, che Carrasco ha chiesto un congedo non retribuito, il 26 luglio, come procuratore provinciale specializzato contro la criminalità organizzata nella regione settentrionale di Lambayeque. Il congedo per motivi “privati” è stato approvato per 90 giorni, come è consuetudine nel Pubblico Ministero, ed è entrato in vigore il 28 luglio, giorno in cui il politico di sinistra, Pedro Castillo, ha assunto la presidenza del Perù. Il Pubblico Ministero, verificato il giuramento di Carrasco come Ministro dell’Interno, il 29 luglio, ha disposto l’istruttoria per la presunta incompatibilità della licenza concessa al ministro.

Il gabinetto nominato da Castillo ha ricevuto diverse critiche da vari politici per l’idoneità dei suoi ministri, in riferimento soprattutto a Bellido, un politico di estrema sinistra che ha un’inchiesta aperta per apologia di terrorismo, dopo aver espresso pubblicamente il suo sostegno al gruppo di estrema sinistra Sendero Luminoso.

Diversi gruppi di persone e di attivisti si sono riuniti, il primo agosto, lungo l’Avenida de la Peruanidad, a Jesús María, per protestare contro il Governo del nuovo presidente, Pedro Castillo. La manifestazione, promossa sui social network come “Marcia contro la dittatura comunista”, è iniziata alle 15:00, con punto d’incontro intorno al Campo de Marte. In questo contesto, la polizia ha rafforzato la sicurezza intorno alla casa del capo di Stato a Breña.

Castillo ha prestato giuramento, il 28 luglio, come nuovo presidente del Perù in una cerimonia solenne al Congresso a Lima, nel giorno del bicentenario dell’indipendenza del Paese. “Rivestirò la carica di presidente della repubblica nel periodo costituzionale 2021-2026. Giuro per i popoli del Perù, per un Paese senza corruzione e per una nuova Costituzione”, ha dichiarato Castillo.

Il politico socialista, sconosciuto alla maggioranza della popolazione fino a poco prima delle elezioni, ha affermato, il 20 luglio, che ha intenzione di integrare diversi gruppi politici nel suo Governo, assicurando che questa decisione sarebbe un’opportunità per dare spazio ai diversi settori del Paese. “La gente ha bisogno di lealtà. Il mio Governo penserà alla salute del popolo peruviano e affronterà la crisi economica che ci sta attualmente affliggendo”, ha comunicato il politico di sinistra, che dovrà affrontare la pandemia di Covid-19 e riattivare l’economia nel Paese, che è il secondo produttore mondiale di rame.

Il capo di Stato ha anche annunciato che non guiderà il Paese dal Palazzo di Pizarro, la sede del Governo, poiché ha intenzione di trasformarlo in un museo. “Non governerò dalla sede ufficiale, perché credo che dobbiamo rompere con i simboli coloniali. Cederemo questo Palazzo al nuovo Ministero delle Culture in modo che possa essere utilizzato come museo che mostri la nostra storia”, ha comunicato il presidente, criticando lo sfruttamento delle ricchezze materiali durante il periodo della colonizzazione, in cui la maggior parte degli indigeni era “subordinata”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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