Nuova Zelanda e Regno Unito negoziano un accordo di libero scambio

Pubblicato il 3 agosto 2021 alle 19:32 in Nuova Zelanda UK

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Il ministero del Commercio di Londra ha annunciato, il 31 luglio, che il Regno Unito e la Nuova Zelanda  sono vicini alla conclusione di un’intesa di principio su un accordo di libero scambio.

La ministra del Commercio di Londra, Liz Truss, ha affermato che sono stati compiuti “grandi progressi” in un sesto round di discussioni sull’accordo di libero scambio che si è svolto dal 19 al 30 luglio scorsi. Tuss ha poi aggiunto: “Ci stiamo avvicinando a un accordo in linea di principio, con altri 6 capitoli che sono stati ora completati”.

Secondo quanto riferito dal Ministero per gli Affari Esteri e il Commercio della Nuova Zelanda, Londra e Wellington hanno lanciato i negoziati per raggiungere un accordo di libero scambio il 17 giugno 2020. Tale risultato era stato raggiunto dopo che le parti avevano avviato preparativi in tal senso nel 2017, istituendo il cosiddetto “Dialogo sulla politica commerciale Nuova Zelanda-Regno Unito”. Per avviare formalmente i negoziati per l’accordo di libero scambio le parti hanno dovuto aspettare l’uscita formale del Regno Unito dall’Unione europea (UE), nota come Brexit, il 31 gennaio 2020. Nello scenario post-Brexit, la Nuova Zelanda è stata individuata come uno tra i quattro Paesi che sono partner prioritari di Londra insieme a USA, Australia e Giappone. Con quest’ultimo, il Regno Unito ha siglato il cosiddetto UK-Japan Comprehensive Economic Partnership Agreement (CEPA), il 23 ottobre 2020.

Nel negoziare l’accordo con Londra, Wellington ha posto una serie di obiettivi strategici. Innanzitutto, l’accordo dovrà fornire “accesso completo e commercialmente significativo” per gli esportatori, rimuovendo le tariffe e riducendo altre barriere che incidono sul commercio di beni e servizi e sulle attività di investimento. In secondo luogo, l’intesa dovrà rispettare l’agenda sullo sviluppo sostenibile e sul commercio della Nuova Zelanda, nota come “Trade for All”. In terzo luogo, l’accordo dovrà preservare il diritto dei governi di regolamentare e il trattato di Waitangi del 6 febbraio 1840, che definisce le relazioni politiche tra il governo di Wellington e la popolazione maori. Infine, l’intesa non dovrà includere disposizioni sulla risoluzione delle controversie con gli investitori statali.

Il Regno Unito è il sesto partner commerciale delle Nuova Zelanda e, nel 2019, l’interscambio bilaterale aveva raggiunto un valore di circa 4 miliardi di dollari. Le principali esportazioni di beni della Nuova Zelanda nel Regno Unito includono carne, vino, frutta, alcuni macchinari, uova, miele e lana. Le principali importazioni di beni dal Regno Unito comprendono, invece, veicoli e parti, macchinari, attrezzature e prodotti farmaceutici.

Lo scorso 15 giugno, Londra aveva dichiarato di aver raggiunto un accordo di libero scambio che eliminerà i dazi su un’ampia gamma di prodotti con l’Australia. In tal caso, le parti avevano deciso di ampliare le esportazioni di prodotti tradizionali inglesi, quali lo scotch, in Australia, così come le importazioni inglesi di carne di agnello e vini australiani. Oltre a questo, per Londra, l’intesa ridurrà anche le barriere al commercio di servizi finanziari e di altro tipo, nella speranza che possa facilitare il suo ingresso nel Partenariato Transpacifico. L’accordo di libero scambio con l’Australia era stato il primo patto di tale genere negoziato da zero e siglato da Londra. Altre intese, quali quelle con il Canada e il Giappone sono state sviluppate sulla base di accordi preesistenti.

Prima ancora dell’Australia, il 4 maggio scorso, Londra aveva stabilito un  “partenariato commerciale rafforzato” con l’India, che porrà le basi per un futuro accordo commerciale di libero scambio e con il quale i contraenti ambiscono a far raddoppiare il valore dell’interscambio bilaterale entro il 2030.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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