Egitto: la Marina riceve il quarto sottomarino dalla Germania

Pubblicato il 3 agosto 2021 alle 13:14 in Egitto Germania

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La Marina egiziana ha ricevuto, il 2 agosto, il sottomarino S-44, modello 209/1400, fabbricato in Germania. La mossa si inserisce nel quadro degli sforzi del Cairo volti a potenziare le proprie capacità di difesa e combattimento, al fine di preservare la stabilità e la sicurezza nel Mediterraneo, nel Mar Rosso, e nel Canale di Suez.

Il sottomarino ricevuto il 2 agosto, presso la base di Alessandria, fa parte di un accordo più ampio, siglato nel 2014, in base al quale Berlino si era impegnata a fornire al Cairo quattro sottomarini tra il 2017 e il 2021, per una cifra pari a più di un miliardo di euro. Il primo sottomarino è stato ricevuto a dicembre 2017, mentre gli altri sono stati consegnati successivamente, secondo le scadenze stabilite. Il quarto mezzo navale, al pari dei precedenti, è stato fabbricato nella città tedesca di Kiel dal gruppo ThyssenKrupp, ed era stato inaugurato già il 29 settembre 2020.

In un discorso pronunciato durante la cerimonia di ricezione del mezzo navale, il 2 agosto, il comandante della Marina, il tenente generale Ahmed Khaled, ha messo in luce l’entusiasmo delle proprie forze di possedere i più recenti sistemi di armamento navale, e ha ribadito il loro impegno nel salvaguardare le coste, oltre che gli interessi economici, dell’Egitto. Alla cerimonia di ricezione hanno partecipato comandanti, anche veterani, delle forze armate e della Marina, oltre all’ambasciatore tedesco al Cairo e agli studenti della scuola navale e dell’aeronautica. Non da ultimo, vi è stata una parata lungo le coste di Alessandria durante la quale sono state dispiegate oltre 50 unità navali differenti, tra sottomarini, portaerei, fregate e lanciatori multi-missione.

Già a gennaio 2021, il quotidiano al-Araby al-Jadeed aveva riferito che l’Egitto era stato, nel 2020, il secondo maggior destinatario di armi tedesche, dopo l’Ungheria, con contratti dal valore totale di 764 milioni di euro, in leggera diminuzione rispetto agli 801 dell’anno precedente, il 2019. Oltre ad ampliare le proprie forze navali e a creare basi militari nel Nord e nell’Est, Il Cairo ha destinato il 30% della propria spesa all’importazione di sistemi missilistici ed equipaggiamento di lancio, mentre il 10% a radar e sistemi stealth.

Stando a quanto rivelato dal medesimo quotidiano, il 31 maggio scorso, si è tenuto un incontro tra il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e Peter Lurssen, amministratore delegato dell’omonima impresa di costruzioni navali, specializzata nella costruzione di yacht di lusso e navi militari. Al meeting era altresì presente il comandante della Marina egiziana, Ahmed Khaled, insieme ad altri ufficiali, i quali hanno discusso degli sforzi da profondere per localizzare le industrie navali egiziane, migliorando l’arsenale del Cairo e formando personale specializzato, al fine ultimo di stare al passo con le più recenti tecnologie sviluppate a livello internazionale.

Dopo i colloqui del 31 maggio, fonti diplomatiche egiziane hanno riferito ad al-Araby al-Jadeed che il progetto di cooperazione con la compagnia tedesca è supervisionato proprio dal comandante della Marina egiziana, considerato uno dei leader militari più vicini ad al-Sisi, e da una squadra di ufficiali e ingegneri egiziani, responsabili della visita di Lurssen e del più ampio accordo. A detta delle medesime fonti, obiettivo iniziale dell’azienda tedesca era produrre sei nuove fregate per l’Egitto, presso il cantiere navale di Brema, la cui costruzione richiederebbe circa tre anni. L’offerta, presentata nel 2020, è stata successivamente sviluppata, includendo assistenza per sviluppare industrie e arsenale navale nel Paese nordafricano, oltre all’addestramento delle forze locali.

In particolare, il piano egiziano, approvato dalla società tedesca, prevede, a detta delle fonti, la partecipazione di oltre 200 ufficiali specializzati e lavoratori egiziani nelle fasi di costruzione delle imbarcazioni, assistenza logistica all’esercito del Cairo per gestire cacciatorpedinieri e i moderni mezzi di comunicazione e controllo, oltre alla fornitura di parti di navi e scafi prefabbricati, il cui assemblaggio verrebbe monitorato ad Alessandria da membri di Lurssen. Stando a quanto affermato dalle fonti, ciascuna delle sei fregate ha un costo che oscilla tra i 500 e i 650 milioni di euro, ma l’obiettivo del Cairo è, in realtà, sviluppare capacità a lungo termine che le consentano di costruire localmente imbarcazioni di piccola e media dimensione con tecnologia straniera e, in una fase successiva, partecipare alla fornitura di fregate e corvette ad altri Paesi.

Nel 2018, il produttore navale tedesco aveva concluso un affare con l’Arabia Saudita, del valore di circa 130 milioni di euro, che, però, a causa dell’embargo sulle armi imposto al Regno del Golfo, non è stato mai portato a termine. Così, il 2 novembre 2020, Berlino ha accettato di vendere equipaggiamento navale all’Egitto, tra cui 9 motovedette e una nave per la difesa costiera, rafforzando le capacità militari del Cairo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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