Cina-India: possibile nuovo accordo sulle dispute di confine

Pubblicato il 3 agosto 2021 alle 19:15 in Cina India

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Il Ministero della Difesa della Cina, nella sera del 2 agosto, ha rilasciato la dichiarazione congiunta emessa a conclusione del il dodicesimo incontro a livello militare sino-indiano organizzato il 31 luglio per risolvere le tensioni lungo la Linea di controllo effettivo (LAC), il confine de facto tra India e Cina. Alcuni media indiani hanno dichiarato che le parti hanno raggiunto un accordo di principio che non è stato però menzionato nella dichiarazione congiunta.

La dichiarazione congiunta ha evidenziato che il 12esimo round di colloqui a livello militare si è tenuto sul lato indiano della LAC, a Moldo-Chushul, ed è stato organizzato dopo che, il 14 luglio scorso, i ministri degli Esteri di Cina e India si erano incontrati a Dushanbe. Oltre a questo, nel comunicato è stato anche affermato che, il 25 giugno, le due parti hanno tenuto la 22a riunione del meccanismo di coordinamento e consultazione degli affari di confine Cina-India. Nuova Delhi e Pechino hanno dichiarato di aver avuto uno scambio di opinioni “sincero e approfondito” sulla smobilitazione dei rispettivi soldati nelle aree in cui sono ancora presenti nel settore occidentale della LAC. Le parti hanno definito l’ultimo round di incontri costruttivo e utile a rafforzare la comprensione reciproca e hanno deciso di risolvere rapidamente i problemi rimanenti in base agli accordi e ai protocolli esistenti e di mantenere lo slancio positivo del dialogo e dei negoziati.

Il 3 agosto, India Today ha affermato che, in occasione del 12esimo incontro a livello militare, la Cina e l’India hanno firmato un accordo di principio con il quale hanno stabilito la smobilitazione dei rispettivi eserciti da due punti di primaria importanza nella parte occidentale della LAC, nella postazione denominata PP17A. In particolare, la Cina avrebbe accettato di ritirarsi da tale area, nota anche come Gogra Post. Tuttavia, Pechino si sarebbe rifiutata di ritirare i propri uomini dalla postazione PP15, nota come Hot Springs. Rispetto alla PP17A vi sarebbe quindi un accordo del quale restano da definire le modalità e i dettagli del disimpegno dei rispettivi militari. Secondo quanto riferito da fonti vicine ai fatti a India Today, le operazioni dovrebbero iniziare tra il 4 e il 5 agosto.

Secondo la testata indiana, sebbene restino da risolvere questioni relative ad altre postazioni di grande importanza lungo la LAC, l’accordo raggiunto il 31 luglio sarebbe particolarmente significativo visti i mesi di stallo nelle operazioni di smobilitazione. In particolare, dal 14 giugno 2020, sul lato indiano della LAC alle postazioni PP15 e PP17A, sarebbero state schierate unità militari delle dimensioni di un plotone. In entrambi i punti la distanza tra le truppe cinesi e quelle indiane sarebbe di 500 metri, rendendo il rischio di scontri particolarmente elevato.

La LAC è un punto cruciale nelle relazioni sino-indiane in quanto si regge su un fragile equilibrio in tutti e tre i settori in cui può essere suddivisa, ovvero quello orientale, centrale e occidentale. Nel 2020, le tensioni di confine tra gli eserciti indiano e cinese si sono riaccese in più segmenti della LAC. In particolare, tra il 5 e il 6 maggio 2020, si erano verificati i primi scontri fisici tra i due eserciti nella zona del passo di Nathu La, nello Stato indiano del Sikkim, nel settore centrale della LAC. Successivamente, il 15 giugno, un altro scontro era culminato nella morte di circa 20 soldati indiani nella valle di Galwan, situata tra l’area di Aksai Chin, amministrata dalla Cina, e il territorio indiano di Ladakh, nel settore occidentale della LAC. Per mesi, la Cina non aveva fornito un numero esatto dei propri caduti in tale episodio fin quando, lo scorso 19 febbraio, aveva annunciato di aver perso almeno 4 uomini e di aver riportato anche un ferito grave. L’episodio è stato l’incidente che ha causato il maggior numero di vittime tra i due eserciti dal 1967, nonché la prima volta dal 1975 in cui scontri di confine sino-indiani hanno causato vittime.

In seguito, il 7 settembre 2020, Nuova Delhi e Pechino si erano poi accusate reciprocamente di aver sconfinato nel territorio l’una dell’altra e di aver aperto il fuoco in segno di avvertimento, per la prima volta dal 1975, nella zona del lago Pangong Tso, un bacino che si estende dal territorio indiano di Ladakh fino alla regione autonoma del Tibet cinese e che è attraversato dalla LAC. Così facendo, le parti avevano violato un accordo firmato dalle due potenze il 29 novembre 1996 e che impedisce ad entrambe di aprire il fuoco o detonare esplosivi entro 2 km dalla LAC.

Parallelamente ai momenti di tensione, da maggio 2020, sono in corso più round di negoziati a livello militare e diplomatico per cercare di ridimensionare gli attriti lungo la LAC. Tra i risultati ottenuti, dal mese di febbraio 2021, le parti hanno iniziato a ritirare i soldati dei rispettivi eserciti schierati lungo il settore centrale della LAC all’altezza del lago Pangong Tso.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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