Russia-Uzbekistan: avviate esercitazioni militari congiunte

Pubblicato il 2 agosto 2021 alle 17:42 in Russia Uzbekistan

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Le truppe di Russia e Uzbekistan hanno iniziato, lunedì 2 agosto, esercitazioni militari congiunte, vicino al confine con l’Afghanistan, tra il timore di un peggioramento della sicurezza che potrebbe estendersi in tutta l’Asia centrale. Mosca ha specificato che 1.500 soldati dei due Paesi prenderanno parte alle esercitazioni, della durata di cinque giorni, iniziate nel sito militare uzbeko di Termez.

Come segno di quanto Mosca stia prendendo seriamente la potenziale minaccia proveniente dall’Afghanistan, il Cremlino ha annunciato che invierà un contingente militare molto più grande in Tagikistan, per esercitazioni trilaterali che inizieranno alla fine di questa settimana. Nello specifico, il Ministero della Difesa russo ha chiarito che 1.800 dei suoi soldati avrebbero preso parte alle esercitazioni tagike, invece di 1.000, come inizialmente previsto. In totale saranno coinvolte più di 2.500 truppe. Le manovre congiunte, che vedranno partecipare i contingenti di tutti e tre i Paesi, dovrebbero svolgersi dal 5 al 10 agosto. Mosca utilizzerà anche 420 unità di hardware militare per le esercitazioni, il doppio della quantità originariamente prevista, ha aggiunto il Ministero.

A detta del comandante del Distretto militare centrale della Russia, il colonnello Alexander Lapin, i soldati russi coinvolti nelle manovre militari trilaterali saranno quelli operanti presso la 201° base russa situata in Tagikistan. Si tratta della struttura militare terrestre più grande al di fuori del confine russo. È situata nei pressi di Dushanbe e di Bokhtar dai tempi dell’Unione Sovietica e comprende fucili a motore, unità corazzate, di artiglieria e di ricognizione, forze di difesa aerea, strutture di protezione chimica e biologica, nonché truppe di segnalazione. Oltre a ciò, nella 201° base sono presenti carri armati T-72, veicoli corazzati BTR-82A, sistemi di lancio multiplo Grad, sistemi di artiglieria Gvozdika e Akatsiya. Nel 2001, la Divisione era stata dispiegata al confine con l’Afghanistan, dopo che i talebani avevano tentato di attraversare il confine afghano-tagiko. Nell’ottobre 2012, è stato firmato un accordo che estende, fino al 2042, il periodo di stazionamento della base militare russa in Tagikistan.

Le esercitazioni militari congiunte sono da collocare nel quadro dell’avanzata talebana in Afghanistan. La situazione della sicurezza è diventata particolarmente grave nelle regioni meridionali e occidentali del Paese, dove i miliziani sono arrivati a controllare gran parte dei distretti. A Lashkar Gah, uno dei tre capoluoghi di provincia afghani minacciati direttamente dagli insorti, nella provincia di Helmand, i talebani hanno recentemente rivendicato di aver preso possesso di diversi quartieri della città. Nelle ultime ore, si sono avvicinati anche a Herat e hanno sparato con i razzi all’aeroporto di KandaharIl presidente afghano, Ashraf Ghani, ha incolpato del deterioramento della sicurezza nel Paese gli Stati Uniti, che hanno deciso “improvvisamente” di ritirare le proprie truppe. Il contingente USA e NATO dovrebbe abbandonare definitivamente il Paese il 31 agosto.

L’escalation, in effetti, si è intensificata da quando la nuova amministrazione statunitense, guidata dal presidente Joe Biden, ha confermato il graduale ritiro delle truppe, ad aprile. Tuttavia, è da decenni che il Paese è caratterizzato da una profonda instabilità politica. I talebani, un’organizzazione di matrice fondamentalista islamista, sono stati dapprima impegnati nella lotta antisovietica in Afghanistan. Una serie di guerre intestine hanno poi visto trionfare questi ultimi, che nel 2001 controllavano la maggioranza del territorio afghano. Lo stesso anno, con l’intervento degli Stati Uniti e il successivo sostegno offerto dalla NATO il regime teocratico instaurato dai talebani è stato rovesciato. Tuttavia, il gruppo ha continuato a lottare per il controllo del territorio e per l’imposizione di un emirato islamico in Afghanistan, lanciando attacchi contro le truppe della coalizione internazionale dell’Alleanza Atlantica schierate in Afghanistan, nonché contro le forze governative di Kabul, considerate “burattini” della potenze occidentali. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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