Libia-Italia: il ministro degli Esteri Di Maio in missione per la quinta volta

Pubblicato il 2 agosto 2021 alle 14:24 in Italia Libia

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato a Tripoli, oggi, lunedì 2 agosto. L’obiettivo è “proseguire il dialogo con i principali interlocutori libici”, in un momento in cui la Libia continua il “processo di stabilizzazione e transizione istituzionale”, avviato, sotto l’egida delle Nazioni Unite, con il cessate il fuoco del 23 ottobre 2021.

Come si legge sul sito del Ministero degli Esteri italiano, Roma è impegnata a garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi “chiave” per la Libia, primi fra tutti la concretizzazione delle clausole dell’accordo di cessate il fuoco e lo svolgimento delle elezioni, calendarizzate per il 23 dicembre 2021. Non da ultimo, l’Italia sostiene la parte libica nel percorso verso la riconciliazione nazionale e nella risoluzione di alcuni dossier, tra cui quello relativo all’approvazione del bilancio unificato. Obiettivo della visita del 2 agosto, la quinta per il ministro italiano dall’inizio del 2021, è altresì “approfondire le numerose iniziative in corso per il rafforzamento ad ampio spettro del partenariato bilaterale” e discutere di questioni relative agli ambiti migratorio, sanitario e culturale.

Sebbene atteso anche in Cirenaica, Di Maio è stato già accolto, in mattinata, dalle autorità esecutive libiche ad interim, il capo del Consiglio presidenziale, Mohamed al-Menfi, e il primo ministro del governo di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba, con i quali sono state prese in esame questioni di mutuo interesse. L’attenzione è stata rivolta anche agli sforzi congiunti da profondere per per il rilancio della cooperazione economica tra i due Paesi in vari settori, tra cui infrastrutture, energia e trasporti. Al meeting con il premier libico erano presenti anche la ministra degli Esteri, Najla al-Mangoush, e il ministro di Stato per gli affari governativi, Adel Jumaa. Stando a quanto riferito dal governo libico, è previsto un altro incontro “allargato” tra rappresentanti di Libia e Italia.

La missione di Di Maio in Libia è giunta a pochi giorni di distanza dal raggiungimento di un risultato rilevante per il percorso di riconciliazione libico, la riapertura della strada costiera Sirte-Misurata, annunciata il 30 luglio. L’iniziativa rappresenta uno dei punti chiave fissati nell’accordo di cessate il fuoco, raggiunto, il 23 ottobre 2020, all’interno del Comitato militare congiunto 5+5, formato da delegati del Governo di Accordo Nazionale (GNA), di Tripoli, e dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). É stato proprio il Comitato, sostenuto dalle Nazioni Unite, a dichiarare la riapertura della strada, chiusa dal 2019. Oltre a essere ritenuta tra gli ostacoli da superare per portare avanti il processo di pace e riconciliazione in Libia, la questione riguarda un collegamento rilevante non solo per accorciare le distanze tra Tripoli e le restanti città libiche, ma altresì per garantire un’adeguata fornitura di servizi alla popolazione.

Altro dossier spinoso per il governo di unità nazionale libico è l’approvazione del bilancio unificato da parte della Camera dei Rappresentanti. Proprio il 2 agosto, il Parlamento libico si è riunito a Tobruk per provare, ancora una volta, a risolvere la questione, sebbene il presidente, Aguila Saleh, abbia già dichiarato che l’incontro di oggi mira ad ascoltare le opinioni dei diversi deputati e che la votazione sul progetto di bilancio sarà svolta in un secondo momento. Approvare il bilancio unificato, a circa otto mesi dall’inizio dell’anno, risulta essere essenziale per portare avanti i progetti elaborati e rispondere alle esigenze della popolazione libica, riguardanti, in particolare, elettricità, salute e risorse alimentari.

Il quadro dei rapporti Libia-Italia include l’incontro, del 5 luglio, tra il comandante dell’Esercito Nazionale Libico, Khalifa Haftar, e il console d’Italia a Bengasi, Carlo Batori, in occasione della riapertura del consolato italiano nella Libia orientale. Ciò è avvenuto dopo che, il 30 marzo, il ministro Di Maio aveva annunciato la riapertura di una rappresentanza diplomatica italiana a Bengasi, dopo quasi otto anni di chiusura. Nella medesima occasione, è stata altresì annunciata l’apertura di un consolato onorario nel Sud della Libia, a Sebha, così come confermato successivamente dalla ministra degli Esteri libica, al-Mangoush, al termine della sua visita in Italia del 22 aprile.

Di Maio ha più volte ribadito la necessità di rafforzare la presenza diplomatica italiana in Libia, al fine di rilanciare i progetti interrotti allo scoppio della crisi libica, tra cui il tratto orientale dell’autostrada costiera che collega l’Est e l’Ovest libico. Tra gli ultimi incontri Italia-Libia, si annovera quello del 22 giugno, che ha visto il capo del Consiglio presidenziale libico, Menfi, recarsi a Roma, per tenere colloqui con il premier italiano, Mario Draghi. Prima di Menfi, è stato Dabaiba a recarsi in Italia, il 31 maggio scorso, per una visita svolta in concomitanza con il Business Forum italo-libico, dal titolo: “La nuova Libia si presenta alle imprese italiane”. In precedenza, anche il premier Draghi, il 6 aprile, è stato in Libia per la sua prima visita di Stato all’estero, che l’ha visto impegnato in colloqui con le nuove autorità esecutive.

Attualmente la Libia si trova ad assistere a una fase di transizione, che si prevede culminerà con le elezioni programmate per il 24 dicembre 2021. Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per il Paese Nordafricano, che, dal 15 febbraio 2011, è stato teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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