L’Egitto si avvicina al Senegal per cercare sostegno nella crisi sulla GERD

Pubblicato il 2 agosto 2021 alle 6:51 in Egitto Etiopia Senegal

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L’Egitto sta cercando di rafforzare le sue relazioni con il Senegal, che assumerà la presidenza dell’Unione Africana il prossimo anno, a partire da gennaio 2022. In tale contesto, l’ambasciatore egiziano a Dakar, Noha Khader, ha già annunciato che Il Cairo sosterrà la candidatura senegalese. Il sostegno egiziano arriva mentre il Paese si prepara per i negoziati che presto potrebbero essere rilanciati dall’UA per trovare una soluzione alla disputa sulla Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), la grande diga etiope in costruzione sul fiume Nilo Azzurro e fonte di discordia tra Etiopia, Egitto e Sudan.

Per raggiungere il suo obiettivo, Il Cairo sta cercando di rafforzare la sua presenza economica in Senegal. Il 24 luglio, il Ministero dell’Industria egiziano ha annunciato l’organizzazione di mostre periodiche per la presentazione di prodotti egiziani nel Paese dell’Africa occidentale. Il 9 luglio, inoltre, le due nazioni avevano firmato un protocollo per l’istituzione del Joint Business Council egiziano-senegalese, volto a raddoppiare il volume degli scambi bilaterali, che si attestava a 67,6 milioni di dollari nel 2020 e si stima possa superare i 200 milioni di dollari nei prossimi tre anni. Il ministro senegalese del commercio e delle piccole e medie imprese, Aminata Asoum Diatta, aveva dichiarato, durante la cerimonia della firma, che il Senegal era intenzionato a “far progredire le relazioni economiche con l’Egitto e a rafforzare la cooperazione congiunta tra i due Paesi nel campo del commercio estero e delle PMI”. Il 7 luglio, il ministro egiziano del Commercio e dell’Industria, Nevine Gamea, aveva visitato Dakar come capo di una grande delegazione commerciale egiziana che comprendeva importanti aziende e uomini d’affari.

Il Ministero del Commercio senegalese ha dichiarato che l’Egitto è al quarto posto nell’elenco dei Paesi che esportano di più verso il mercato senegalese. Il Cairo sta poi cercando di rafforzare la sua presenza nella nazione dell’Africa occidentale attraverso investimenti. Nel campo dei progetti idrici, Khader aveva discusso, il 2 dicembre 2020, durante il suo incontro con il ministro senegalese dell’acqua e dell’igiene, Serigne Mbaye Thiam, dei modi per intensificare la cooperazione congiunta tra i due Paesi. I due avevano altresì affrontato la questione delle opportunità di investimento a disposizione degli imprenditori egiziani nel campo dei progetti idrici.

Nel settore dell’aviazione, invece, il ministro egiziano dell’aviazione civile, Mohammad Manar Enabah, aveva discusso, durante un incontro nel settembre 2020, con l’ambasciatore senegalese in Egitto, Elie C. Bay, della possibilità di operare un volo diretto tra Il Cairo e Dakar. Enabah ha anche espresso la disponibilità del suo Paese a fornire competenze egiziane al Senegal nei settori della formazione, della manutenzione e della gestione e delle infrastrutture aeroportuali.

Ma è soprattutto sulla questione della GERD che l’Egitto sta cercando di attirarsi i favori del Senegal. Il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha visitato Dakar lo scorso aprile, per discutere con il presidente Macky Sall proprio delle rispettive posizioni sul tema. Le recenti mosse egiziane verso il Senegal hanno poi spinto Sall a dichiarare, il 10 luglio, che “il suo Paese presiederà la prossima sessione dell’UA a febbraio e renderà la sua massima priorità trovare una soluzione radicale alla crisi della GERD, per preservare i diritti storici del popolo egiziano”.

Anche il Sudan sta seguendo le orme egiziane e intende approfittare della presidenza senegalese dell’UA, il prossimo anno, per ottenere il sostegno di Dakar sulla GERD. Durante la sua ultima visita nella capitale senegalese, a maggio, il ministro degli Esteri sudanese, Maryam al-Mahdi, ha invitato Sall a fare pressione sull’Etiopia affinché si convinca a firmare un accordo vincolante sulla gestione della diga.

L’Etiopia, dal canto suo, non è rimasta a guardare di fronte alle mosse portate avanti dal Cairo e da Khartoum per avvicinarsi al Senegal. L’ambasciatore etiope a Dakar, Melaku Legesse, ha incontrato Sall il 4 luglio e le due parti hanno discusso del punto di vista del governo etiope sulla crisi della GERD.

In questo contesto, Nader Nour el-Din, professore di risorse idriche presso l’Università del Cairo, ha dichiarato al quotidiano Al-Monitor: “L’Egitto è pienamente consapevole della portata della forza e dell’influenza del Senegal in Africa e in tutte le organizzazioni africane”. “Egitto e Senegal hanno stretti rapporti e la Fondazione Al-Azhar del Cairo svolge un ruolo influente nel Paese sostenendolo nella lotta contro l’estremismo e il terrorismo”, ha aggiunto. Nel dicembre 2020, una delegazione senegalese guidata dal coordinatore generale della lotta al terrorismo in Senegal, Saifallah Sol, ha visitato la Fondazione durante una visita nella capitale egiziana sottolineando la necessità di sforzi concertati per combattere l’estremismo e il terrorismo e raggiungere la sicurezza e la stabilità nella regione.

L’UA, attualmente guidata dalla Repubblica Democratica del Congo, ha svolto un ruolo debole nella gestione dei negoziati sulla GERD. L’Egitto sta dunque cercando di comunicare in anticipo al prossimo Paese che presiederà l’organizzazione l’importanza della questione, specificando la sua posizione in merito e le sue richieste prima che il Senegal inizi il suo mandato. Nour el-Din ha spiegato: “È chiaro che i negoziati riprenderanno ancora una volta sotto gli auspici dell’UA prima del terzo riempimento della diga, una richiesta che molti Paesi hanno espresso durante l’ultima sessione del Consiglio di sicurezza sulla crisi della GERD. Quindi è necessario prepararsi a quei negoziati e cercare un riavvicinamento con gli attori influenti, in particolare il Senegal, che è a capo dell’UA, attuale sponsor dei negoziati”.

Nell’aprile 2019, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi aveva visitato il Senegal nella prima visita del genere condotta in 12 anni dai leader del Paese nordafricano. Sisi aveva incontrato il suo omologo senegalese, Sall, e, già allora, entrambi avevano concordato sulla necessità di rafforzare la cooperazione reciproca a livello economico, commerciale e di investimento.

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Chiara Gentili

di Redazione

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