Indonesia: il coronavirus danneggia il settore manifatturiero

Pubblicato il 2 agosto 2021 alle 20:43 in Asia Indonesia

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Il Manufacturing Purchasing Managers’ Index (PMI) stimato da IHS Markit Indonesia, il 2 agosto,  è sceso a 40,1 nel mese di luglio 2021, posizionandosi al di sotto della soglia di 50 punti che indica il discrimine tra espansione e contrazione. Il Jakarta Post ha affermato che il dato potrebbe essere il risultato della ripresa dei contagi di coronavirus nel Paese, che ha costretto il governo di Jakarta a limitare spostamenti e attività commerciali.

L’ultimo sondaggio IHS Markit avrebbe mostrato che le misure di contenimento adottate dal governo di Jakarta in risposta all’ultima ondata di casi avrebbero danneggiato la produzione e la domanda, riportando il settore manifatturiero ad uno scenario di contrazione. Il PMI di luglio 2021 ha determinato la prima decrescita per il settore manifatturiero del Paese negli ultimi nove mesi, scendendo a 40,1 dal dato di dal 53,5 di giugno 2021. Il tasso di declino è stato il più rapido dal mese di giugno 2020 e, secondo IHS Markit, gli effetti dell’aumento dei casi di coronavirus sarebbero duplici. Da un lato la ripresa dei contagi ha attenuato le condizioni economiche generali colpendo la domanda, la produzione e l’occupazione. Dall’altro, la situazione delle catene di approvvigionamento e i costi per i produttori si sono aggravati. Secondo gli ultimi dati, la produzione manifatturiera e i nuovi ordini si sarebbero ridotti al ritmo più rapido da maggio 2020, ponendo così fine a otto mesi di crescita.

La contrazione dell’attività manifatturiera arriva dopo che il governo ha imposto regole di emergenza legate alla pandemia dall’inizio di luglio 2021, principalmente a Giava e Bali, che insieme contribuiscono significativamente al PIL del Paese. Al 2 agosto, Jakarta ha registrato un totale di 3.462.800 contagi e 97,291 decessi. Le dosi di vaccino somministrate al 27 luglio sono state invece 64.391.434 a fronte di una popolazione di oltre 270 milioni di persone.

Alla luce di tale scenario, sempre secondo IHS Markit, i produttori indonesiani avrebbero riportato un calo negli ordini di esportazione per la prima volta negli ultimi quattro mesi. A giugno, prima dell’imposizione delle misure di emergenza, le esportazioni del settore manifatturiero, che costituiscono il principale contributo alle esportazioni di merci indonesiane, sono aumentate del 45,91 % anno su anno, attestandosi a 14,08 miliardi di dollari, secondo Statistics Indonesia (BPS). Oltre al calo delle esportazioni, poi, l’ultimo inasprimento delle restrizioni ha anche costretto i produttori a licenziare alcuni lavoratori, sebbene è stato previsto molti dei licenziamenti saranno temporanei. Infine, i vincoli di fornitura indotti dalla pandemia hanno allungato i tempi di consegna parallelamente ad una scarsa domanda. Tali interruzioni hanno portato ad un aumento dei costi sia di input, sia di output. I primi, secondo IHS Markit, hanno subito l’aumento di prezzi più rapido da febbraio 2014.  

Nonostante l’attuale pressione, secondo Jakarta Post, i produttori in Indonesia sarebbero per lo più positivi sulle prospettive future. In un sondaggio effettuato nello scorso mese di luglio, i responsabili degli acquisti, in media, hanno espresso più ottimismo rispetto al mese prima relativamente ai prossimi 12 mesi, riponendo le loro speranze sulla domanda repressa che spingerà le vendite una volta che i contagi diminuiranno. Josua Pardede, capo economista della Permata Bank, ha affermato che il declino del PMI manifatturiero del Paese non è stato così forte come nei primi giorni della pandemia, perché il calo della mobilità è stato meno grave e, al momento, vi sarebbe una maggiore domanda di merci indonesiane dall’estero.

Mohammad Faisal, direttore esecutivo del Center for Reforms on Economics (CORE) Indonesia, ha affermato che per agosto è prevista un’altra contrazione dell’attività manifatturiera, anche se il governo ha esteso i limiti di emergenza solo fino alla metà delmese. Il PMI manifatturiero dovrebbe rimanere intorno a 40.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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