Corea del Nord: nel 2020 la peggior contrazione del PIL dagli anni Novanta

Pubblicato il 2 agosto 2021 alle 7:34 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Banca di Corea (BOK), ovvero la banca centrale della Corea del Sud, ha affermato, il 30 luglio, che, nel 2020, l’economia della Corea del Nord ha subito la sua più grande contrazione negli ultimi ventitré anni a causa delle sanzioni delle Nazioni Unite, delle misure di contenimento del coronavirus e di catastrofi climatiche.

Secondo la BOK, il PIL della Corea del Nord si è contratto del 4,5% nel 2020 in termini reali. Tale riduzione sarebbe stata la peggiore dal 1997 avrebbe invertito la crescita dello 0,4% registrata nel 2019, che era stata la prima espansione in tre anni. La BOK ha pubblicato stime annuali sulla produzione economica della Corea del Nord a partire dal 1991, sulla base delle informazioni dell’intelligence, del governo e delle agenzie commerciali estere della Corea del Sud. I dati relativi al 2020 hanno mostrato che la produzione industriale, che rappresenta il 28% dell’economia Nord-coreana, è diminuita del 5,9%, mentre la produzione di agricoltura, silvicoltura e pesca è diminuita del 7,6%. Anche il settore dei servizi, che rappresenta un terzo dell’economia, è diminuito 4,0%.

Una fonte del governo Sud-coreano con informata sulla questione ha rivelato a Reuters che la Corea del Nord starebbe affrontando la sua peggiore crisi economica dalla carestia degli anni Novanta che aveva ucciso ben 3 milioni di persone. Stavolta, tuttavia, sarebbero stati segnalati pochi morti grazie agli aiuti cinesi e al rilascio riserve militari e di emergenza. Per la fonte, dall’inizio della pandemia di coronavirus, quasi due anni di chiusura delle frontiere del Paese e eventi climatici quali tifoni avrebbero aggravato la crisi Nord-coreana ma non al punto da danneggiare le fondamenta dell’ economia nazionale.

Come riferito da Reuters, la BOK sarebbe la fonte più attenibile rispetto alla situazione economica in Corea del Nord ma altri esperti avrebbero affermato che la situazione potrebbe essere anche peggiore di quanto prospettato dall’istituto di Seoul. Un professore di economia alla Seoul National University specializzato in Corea del Nord, Kim Byeong-yeon, ha stimato che la contrazione economica Nord-coreana nel 2020 potrebbe essere stata anche del 20% tenendo conto del ruolo dei mercati informali che, secondo lo studioso, la BOK tende a sopravvalutare durante i periodi di crisi. Secondo Kim la crisi Nord-coreana sarebbe particolarmente acuta e potrebbe avere gravi ripercussioni anche alla luce del fatto che la popolazione ha molti più interessi e conoscenze economiche rispetto agli anni Novanta.

Ad oggi, la Corea del Nord non ha confermato alcun caso coronavirus ma ha chiuso i confini e imposto rigorose misure di prevenzione, quali, ad esempio, una quarantena di 30 giorni per coloro che mostravano sintomi, il divieto di viaggiare sul territorio nazionale e di accesso alla capitale Pyongyang. Secondo un funzionario della BOK tali misure avrebbero avuto un grave impatto sui settori manifatturiero e dei servizi.

Lo scorso 13 luglio, il rappresentante permanente della Corea del Nord alle Nazioni Unite aveva affermato che il Paese sta affrontando problemi dovuti ad una produzione alimentare insufficiente e a carenza di medicinali necessari, compresi i vaccini contro il coronavirus. La pandemia avrebbe indebolito Pyongyang riducendo anche i rapporti commerciali con la Cina, il maggior partner economico della Corea del Nord. A dimostrazione di questo, l’interscambio commerciale tra le parti tra gennaio e maggio 2021 è stato riportato a 51,61 milioni di dollari, in calo dell’84% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Oltre a questo, nel 2020, è stato stimato che il valore degli scambi avuti dalla Corea del Nord sia stato di 860 milioni di dollari 1/4 del volume nel 2019 e un 1/8 nel 2016. Il Paese starebbe affrontando la peggior crisi economica mai vissuta dagli anni Novanta.

La Corea del Nord è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni e avrebbe portato avanti i propri programmi.

Lo scorso 5 gennaio, in occasione del congresso del Partito dei Lavoratori di Corea (WPK), il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, aveva affermato che il piano economico quinquennale del 2016 non era riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati in quasi la totalità dei settori previsti e aveva dichiarato di aver appreso “dolorose lezioni dall’esperienza”. Dal 2016, Kim ha cercato di accelerare la crescita economica e potenziare la fornitura elettrica nel Paese.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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