Cina-India: continua il dialogo militare sulle dispute di confine

Pubblicato il 2 agosto 2021 alle 19:23 in Cina India

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Gli eserciti di Cina e India hanno organizzato il dodicesimo incontro a livello militare per risolvere le tensioni di confine a Moldo-Chushul, dal 31 luglio, lungo la Linea di controllo effettivo (LAC), il confine de facto tra India e Cina, secondo quanto riferito da Huanqiuwang il 2 agosto.

Secondo quanto riferito da Huanqiuwang, le parti avrebbero continuato a promuovere scambi di opinioni “in modo franco e sincero” sul disimpegno dei rispettivi soldati lungo la sezione occidentale della LAC. Le due parti avrebbero definito l’ultimo ciclo di colloqui costruttivo e utile a rafforzare ulteriormente la comprensione reciproca e avrebbero deciso di mantenere attivo il dialogo e di risolvere quanto prima le questioni rimanenti. Oltre a questo, durante i colloqui Cina e India hanno deciso di continuare a compiere sforzi efficaci per garantire la stabilità della situazione lungo la sezione occidentale della LAC e di mantenere congiuntamente la pace e la tranquillità dell’area.

Secondo quanto riferito dal quotidiano indiano The Economic Times, il 12esimo incontro a livello militare sarebbe servito a parlare del disimpegno militare nelle alture di Gogra e nell’area nota come Hot Springs. Queste ultime sarebbero le ultime due aree dalle quali devono essere ritirati i rispettivi soldati dopo la smobilitazione delle truppe dal lago Pangong Tso.

Prima del dodicesimo incontro a livello militare, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, aveva incontrato il suo omologo indiano, Subrahmanyam Jaishankar, il 14 luglio, nella capitale del Tajikistan, Dusanbe, con il quale aveva parlato delle tensioni che hanno caratterizzato il confine sino-indiano nel corso del 2020. Il precedente 9 aprile, invece, si era tenuto invece l’11esimo incontro a livello militare.

La LAC è un punto cruciale nelle relazioni sino-indiane in quanto si regge su un fragile equilibrio in tutti e tre i settori in cui può essere suddivisa, ovvero quello orientale, centrale e occidentale. Nel 2020, le tensioni di confine tra gli eserciti indiano e cinese si sono riaccese in più segmenti della LAC. In particolare, tra il 5 e il 6 maggio 2020, si erano verificati i primi scontri fisici tra i due eserciti nella zona del passo di Nathu La, nello Stato indiano del Sikkim, nel settore centrale della LAC. Successivamente, il 15 giugno, un altro scontro era culminato nella morte di circa 20 soldati indiani nella valle di Galwan, situata tra l’area di Aksai Chin, amministrata dalla Cina, e il territorio indiano di Ladakh, nel settore occidentale della LAC. Per mesi, la Cina non aveva fornito un numero esatto dei propri caduti in tale episodio fin quando, lo scorso 19 febbraio, aveva annunciato di aver perso almeno 4 uomini e di aver riportato anche un ferito grave. L’episodio è stato l’incidente che ha causato il maggior numero di vittime tra i due eserciti dal 1967, nonché la prima volta dal 1975 in cui scontri di confine sino-indiani hanno causato vittime.

In seguito, il 7 settembre 2020, Nuova Delhi e Pechino si erano poi accusate reciprocamente di aver sconfinato nel territorio l’una dell’altra e di aver aperto il fuoco in segno di avvertimento, per la prima volta dal 1975, nella zona del lago Pangong Tso, un bacino che si estende dal territorio indiano di Ladakh fino alla regione autonoma del Tibet cinese e che è attraversato dalla LAC. Così facendo, le parti avevano violato un accordo firmato dalle due potenze il 29 novembre 1996 e che impedisce ad entrambe di aprire il fuoco o detonare esplosivi entro 2 km dalla LAC.

Parallelamente ai momenti di tensione, da maggio 2020, sono in corso più round di negoziati a livello militare e diplomatico per cercare di ridimensionare gli attriti lungo la LAC. Tra i risultati ottenuti, dal mese di febbraio 2021, le parti hanno iniziato a ritirare i soldati dei rispettivi eserciti schierati lungo il settore centrale della LAC all’altezza del lago Pangong Tso. Al momento, come sottolineato dalla parte indiana dopo l’incontro tra i ministeri degli Esteri del 14 luglio, la situazione deve essere ancora risolta nelle restanti aree della LAC.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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