Russia, FSB: arrestati due terroristi e sventato un attentato

Pubblicato il 1 agosto 2021 alle 6:44 in Russia

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Il Servizio Federale per la Sicurezza (FSB) della Federazione Russa ha dichiarato, giovedì 29 luglio, di aver arrestato due “terroristi armati” a Tyumen, città della Russia siberiana Occidentale dove gli uomini stavano programmando di organizzare un attentato terroristico.

A riferire la notizia, il medesimo giovedì, è stato il quotidiano russo Izvestija. L’operazione di arresto è stata svolta dall’intelligence russa nella notte tra il 28 e il 29 luglio. Gli aggressori, inizialmente, hanno fatto resistenza, aprendo il fuoco contro gli ufficiali dell’FSB. I due uomini, che hanno riportato ferite, sono poi stati posti in stato di fermo dalle Forze dell’ordine russe. Di conseguenza, il Tribunale del Paese ha avviato un procedimento penale ai sensi dell’articolo 317 del Codice penale della Federazione, che riguarda l’aggressione contro le Forze dell’ordine, ai sensi dell’articolo 222 per “detenzione illegale di armi” e, infine, in riferimento all’articolo 205 che fa riferimento al terrorismo.

Gli ufficiali dell’FSB hanno poi spiegato che, nel corso della perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti e sequestrati lotti di munizioni, di armi e di componenti di ordigni esplosivi improvvisati (IED). L’episodio è giunto dopo un’importante operazione antiterrorismo condotta dal Servizio Federale per la Sicurezza a Mosca e nella regione di Astrakhan. Nello specifico, il 5 luglio, i servizi segreti russi hanno annunciato di aver neutralizzato “una serie di attentati pianificati per i mesi di giugno, luglio e agosto 2021”. Le indagini hanno portato all’arresto di due militanti e all’uccisione di altri sei. Questi ultimi, stando all’ufficio stampa dell’FSB, hanno opposto resistenza durante l’arresto. Non è stato specificato se i sette miliziani fossero, in qualche modo, legati tra loro. Tuttavia, maggiori dettagli sono stati rilasciati sull’attacco che è stato sventato, il primo luglio, nella capitale russa. Secondo quanto riferito, l’uomo intendeva colpire un’area molto affollata di Mosca. Durante la perquisizione domiciliare le forze dell’ordine hanno sequestrato diversi dispositivi informatici, nonché armi da fuoco automatiche, munizioni e una granata F-1.

Le principali attività antiterroristiche in Russia sono svolte dal Servizio Federale per la Sicurezza (FSB), in collaborazione con il Ministero degli Affari Interni, la Rosguard, il Comitato per la Sicurezza Interna e il Comitato Investigativo, insieme ad altre agenzie di polizia. L’ufficio del Procuratore Generale della Federazione Russa svolge poi un ruolo di coordinamento nella lotta contro la criminalità. Il 9 marzo, al fine di ridurre la minaccia del terrorismo in Russia, la Camera Bassa della Federazione ha approvato in prima lettura un disegno di legge per bloccare i contenuti ritenuti estremisti o associabili al terrorismo. In passato, soprattutto a partire dal 1996, erano principalmente i separatisti ceceni a minacciare la sicurezza della Russia e ad organizzare assedi di matrice terroristica. I tre attentati più gravi che hanno colpito la nazione sono avvenuti a Stavropol, a Mosca e nell’Ossezia del Nord.  

Il primo si è verificato il 14 giugno 1995. Con il fine di richiedere il ritiro delle truppe russe dal Caucaso, un gruppo di separatisti ceceni prese in ostaggio circa 1.600 persone all’interno dell’ospedale cittadino. Le vittime totali furono 129, oltre a diverse centinaia di feriti. Il secondo attacco durò tre giorni, dal 23 al 26 ottobre 2002. Anche in questo caso, una coalizione di separatisti ceceni sequestrò circa 850 persone nel teatro Dubrovka di Mosca. In seguito a trattative non soddisfacenti, le autorità russe intervennero per porre fine al sequestro. La tragedia si concluse con la morte di 129 persone e numerosi feriti. Il terzo attentato era stato organizzato nella regione autonoma dell’Ossezia del Nord, a Beslan, quando, dal primo al 3 settembre 2004, un gruppo di separatisti ceceni attaccò una scuola. Durante l’assedio e l’assalto delle forze speciali russe morirono 334 persone, mentre oltre 800 rimasero ferite. Durante la missione del 2004, a guidare i gruppi d’assalto era Movsar Barayev, il nipote del comandante della milizia cecena, Arbi Barayev, organizzatore dei precedenti sequestri.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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