Perù: Castillo invierà al Congresso un progetto di riforma della Costituzione

Pubblicato il 1 agosto 2021 alle 7:23 in America Latina Perù

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Il nuovo presidente del Perù, Pedro Castillo, ha annunciato che invierà al Congresso un progetto di riforma della Costituzione promulgata nel 1993 dall’allora presidente del Paese, Alberto Fujimori.

Dopo aver affermato che il Perù non può essere “condannato a restare prigioniero della precedente Costituzione”, Castillo ha dichiarato che presenterà al Congresso un disegno di legge di riforma che, dopo essere stato discusso in Parlamento, “spera venga approvato e poi sottoposto a un referendum popolare”.

La proposta di Castillo di redigere una nuova Costituzione, che favorirebbe il liberalismo economico, è stata respinta dalla sua rivale di destra, Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente, e da altri avversari politici. “Insisteremo su questo progetto di riforma, ma nel quadro giuridico previsto dalla Costituzione. Dovremo conciliare le posizioni con il Congresso“, ha affermato il nuovo presidente, il cui partito Peru Libre ha solo 37 dei 130 seggi in Parlamento.

Castillo ha anche annunciato che non guiderà il Paese dal Palazzo di Pizarro, la sede del Governo, poiché ha intenzione di trasformarlo in un museo. “Non governerò dalla sede ufficiale, perché credo che dobbiamo rompere con i simboli coloniali. Cederemo questo Palazzo al nuovo Ministero delle Culture in modo che possa essere utilizzato come museo che mostri la nostra storia”, ha comunicato il presidente, criticando lo sfruttamento delle ricchezze materiali durante il periodo della colonizzazione, in cui la maggior parte degli indigeni era “subordinata”.

Durante il suo discorso, il presidente ha approfittato del 200° anniversario della dichiarazione di indipendenza del Perù dalla corona spagnola per salutare diversi popoli indigeni, come i Quechua, gli Aymara e gli Shipibo, e ha concluso promettendo che alla fine del suo mandato, il 28 luglio 2026, riprenderà i suoi “soliti compiti di insegnamento”.

Diversi leader politici sono venuti in Perù per partecipare all’inaugurazione di Castillo, tra cui il presidente della Bolivia, Luis Arce, l’ex presidente boliviano Evo Morales, il presidente della Colombia, Iván Duque, il presidente del Cile, Sebastián Piñera, il capo di Stato argentino, Alberto Fernández, il re di Spagna, Felipe VI e il presidente dell’Ecuador, Guillermo Lasso, tra gli altri.

Il politico socialista, sconosciuto alla maggioranza della popolazione fino a poco prima delle elezioni, ha affermato, il 20 luglio, che ha intenzione di integrare diversi gruppi politici nel suo Governo, assicurando che questa decisione sarebbe un’opportunità per dare spazio ai diversi settori del Paese. “La gente ha bisogno di lealtà. Il mio Governo penserà alla salute del popolo peruviano e affronterà la crisi economica che ci sta attualmente affliggendo”, ha comunicato il politico di sinistra, che dovrà affrontare la pandemia di Covid-19 e riattivare l’economia nel Paese, che è il secondo produttore mondiale di rame.

Il nuovo presidente del Perù dovrà affrontare diverse questioni, tra cui la crescita delle disuguaglianze e della povertà e l’arrivo dell’ondata migratoria, principalmente venezuelana. “Vogliamo costruire un Paese più prospero e più giusto, in cui la ricchezza sia distribuita equamente tra tutti i peruviani”, ha riferito Castillo.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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