Immigrazione: i fatti più importanti di luglio 2021

Pubblicato il 1 agosto 2021 alle 6:01 in Approfondimenti Immigrazione

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Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di luglio 2021, sono giunti in Europa, via mare e via terra, oltre 9.271 migranti, segnando una lieve diminuzione rispetto alle cifre registrate nel luglio 2020. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri risulta essere l’Italia, seguita da Spagna (16.009), Grecia (4.172), Cipro (1.074) e Malta (325). L’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) ha stimato che il numero di morti e dispersi in mare nei primi sette mesi del 2021 ammonta a 1.113, cifra significativamente superiore rispetto ai dati del 2020, quando, nello stesso periodo, persero la vita in mare 476 persone. Le prime cinque nazionalità dei migranti entrati in Europa, secondo le stime della UNHCR sono bangladese, tunisina, siriana, ivoriana ed egiziana.

Il mese di luglio è iniziato con un naufragio al largo della Tunisia, dove 43 migranti sono morti in mare, mentre 84 sono stati tratti in salvo. L’imbarcazione, partita dalla città Nord-occidentale libica di Zuara, il 3 luglio, e diretta in Italia, è affondata di fronte alla città di Zarzis, in Tunisia. Gli stranieri a bordo erano originari di Egitto, Sudan, Eritrea e Bangladesh. Nella prima settimana di luglio, complessivamente, la nave Ocean Viking, della Ong SOS Mediterranee, ha soccorso 572 migranti nelle acque al largo di Malta e della Libia.  

La mattina dell’11 luglio, un autobus che trasportava migranti afghani, pakistani e bangladesi ha avuto un incidente nella Turchia orientale, al confine con l’Iran, causando la morte di almeno 12 persone e il ferimento di altre 26. L’incidente è avvenuto nel distretto di Muradiye, nella provincia di Van, vicino al confine turco con l’Iran, dove il veicolo ha preso fuoco dopo essere caduto in un fosso. La Turchia costituisce un territorio di transito chiave per i migranti che cercando di entrare in Europa. Questi provengono principalmente dall’Iran, dall’Afghanistan e dal Pakistan, attraversano regolarmente il confine iraniano in Turchia a piedi prima di essere traghettati ad Ovest verso città come Istanbul e Ankara.

Il 12 luglio, le autorità di Melilla hanno riferito che 119 migranti erano riusciti ad entrare nella città autonoma scavalcando la recinzione che separa l’enclave spagnola nordafricana dal Marocco. Almeno 5 ufficiali della Guardia Civil e un migrante sono rimasti leggermente feriti nel tentativo di attraversamento, ha dichiarato un portavoce della delegazione del governo spagnolo a Melilla. Il funzionario, che ha parlato in condizione di anonimato, ha aggiunto che il resto delle persone che aveva provato ad entrare nell’enclave, un altro centinaio circa, è stato fermato dalle guardie sul lato marocchino del confine. I migranti, a detta della fonte, erano tutti uomini provenienti da Paesi dell’Africa subsahariana. Una volta a Melilla, il gruppo è stato portato nel Centro di permanenza temporanea (CETI) e sistemato in una zona speciale per essere sottoposto al test anti-coronavirus. I migranti saranno poi messi in quarantena, ha specificato il funzionario. Le forze di sicurezza marocchine “hanno collaborato attivamente” durante i tentativi di attraversamento al confine per impedire ai migranti di entrare a Melilla, ha riferito la delegazione del governo spagnolo nel territorio.

Il 15 luglio, con una maggioranza netta, la Camera dei Deputati italiana ha adottato il decreto missioni, il quale prevede il rinnovo dei finanziamenti alla Guardia Costiera libica, alimentando le tensioni in Parlamento, dove Italia Viva ha assunto una posizione complessa, votando a favore della risoluzione di maggioranza ma rifiutandosi di partecipare al voto sulla scheda 48, riguardante la Libia. I voti favorevoli sono stati 438, i contrari 2 e gli astenuti 2. La parte riguardante “l’assistenza nei confronti delle istituzioni libiche preposte al controllo dei confini marittimi” è stata tuttavia oggetto di maggiori discussioni. Alla fine, dopo l’ok alla relazione delle Commissioni Difesa ed Esteri con cui il governo si è impegnato a “verificare la possibilità che dalla prossima programmazione vi siano le condizioni per superare” la cooperazione con la Guardia costiera libica, trasferendola alla missione UE Irini, si è arrivati all’approvazione del testo con 361 voti a favore, 34 no e 22 astenuti. In base alle modifiche, approvate dopo lunghe trattative, nel 2022 sarà prevista la verifica delle condizioni per far transitare sotto l’egida della missione europea gli aiuti alla Guardia Costiera libica forniti oggi nell’ambito della missione italiana.

Il 20 luglio, la Francia e il Regno Unito hanno concordato di schierare un maggior numero di pattuglie di poliziae di investire in tecnologie di rilevamento lungo le coste francesi per cercare di impedire ai barconi di migranti di raggiungere le coste britanniche. Il governo francese ha affermato che si impegnerà a raddoppiare il numero di forze di polizia sulla costa settentrionale, tra le città di Boulogne e Dunkerque e intorno al porto di Dieppe, oltre a rafforzare i pattugliamenti aerei, nel tentativo di colpire le piccole imbarcazioni che tentano la pericolosa traversata della Manica. Da parte sua, il Regno Unito aiuterà a finanziare misure collaterali, come la costruzione di un maggior numero di centri e rifugi per migranti in Francia, investendo circa 62,7 milioni di euro tra il 2021 e il 2022. La decisione è stata presa dopo un incontro tra il ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin, e il suo omologo britannico, Priti Patel.

Gli ultimi dieci giorni del mese sono stati caratterizzati da una serie di indicenti in mare. Il 21 luglio, almeno 17 migranti sono morti in seguito al naufragio di un barcone, al largo della Tunisia. Più di 380, invece, sono stati salvati dalla Guardia costiera. L’imbarcazione era partita da Zuwara, sulla costa Nord-occidentale della Libia, con a bordo migranti provenienti da Siria, Egitto, Sudan, Eritrea, Mali e Bangladesh. Le 17 vittime sono tutte di nazionalità bengalese. Il 22 luglio, invece, una barca con a bordo 45 migranti è affondata al largo della Turchia Sud-occidentale. E ancora, il 27 luglio, un barcone con a bordo 75 persone si è capovolto al largo della Libia. Almeno 57 persone potrebbero essere morte, ha riferito il portavoce dell’IOM, Safa Msehli, specificando che l’imbarcazione era partita dalla città costiera occidentale di Homs, il 25 luglio.

Il 28 luglio, il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, è intervenuta nell’aula di Palazzo Montecitorio, a Roma, per rispondere al question time della Camera. Tra le cinque interrogazioni a risposta immediata, una ha toccato il tema dell’immigrazione e degli ultimi sviluppi in Tunisia. “Nonostante il difficile scenario in Tunisia sto mantenendo anche ora contatti diretti con le autorità di quel Paese per la prevenzione ed il contrasto dei flussi migratori irregolari”, ha assicurato il ministro, che ha aggiunto: “Gli ultimi avvenimenti e la grave crisi politica in Tunisia dimostrano l’estrema fragilità degli assetti istituzionali nordafricani e quindi l’oggettiva difficoltà di porre a regime misure efficaci di contenimento che possono essere perseguite solo con il consenso e la piena collaborazione tecnica dei governi di quei Paesi”.

Infine, negli ultimi giorni di luglio, Lampedusa ha assistito a molteplici sbarchi. Il 29 luglio, nell’arco di 24 ore, un totale 875 migranti è giunto sull’isola in seguito a 27 sbarchi consecutivi. L’ultimo, avvenuto nella tarda serata, ha riguardato 16 persone riuscite ad arrivare direttamente a Cala Pisana. A bloccare il gruppo, sequestrando il gommone di 5 metri, è stata la Guardia di finanza. A partire dalla mezzanotte, la motovedetta dei carabinieri ha intercettato e trasferito sul molo Favaloro 15 tunisini a bordo di un’imbarcazione di 6 metri e altri 9 a bordo di un barcone arrivato a circa un miglio dal porto. Alle 3, sempre i carabinieri hanno bloccato 20 subsahariani, fra cui 5 donne e 3 minori, a Cala Croce. L’imbarcazione, lunga 8 metri, è stata ritrovata e sequestrata. Alle 4, la motovedetta della Guardia di finanza ha recuperato e fatto sbarcare 13 uomini intercettati a poca distanza dalla baia di Cala Croce. Infine, un’ora dopo, la motovedetta della Capitaneria ha portato al molo Favarolo altri 8 tunisini. Il 30 luglio, 65 migranti hanno raggiunto la costa, dopo la mezzanotte, a bordo di 5 diverse imbarcazioni.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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