Francia: terzo weekend di proteste contro il Green Pass

Pubblicato il 1 agosto 2021 alle 10:06 in Europa Francia

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Più di 200.000 manifestanti si sono riversati nelle strade di Parigi e di diverse città francesi, il 31 luglio, per protestare contro l’obbligo di presentare il pass sanitario, altresì noto come Green Pass, per accedere a ristoranti, luoghi culturali e di svago, cinema, musei e mezzi di trasporto a lunga percorrenza.

Il pass è stato adottato in via definitiva il 25 luglio scorso, mentre la misura dovrebbe entrare in vigore il 9 agosto e si inserisce in un quadro di disposizioni più ampio che include altresì l’obbligo di vaccinazione per personale sanitario e badanti. Le nuove regole hanno, però, incontrato l’opposizione della popolazione francese che, per la terza settimana consecutiva, è scesa in piazza a protestare. Nella capitale, Parigi, gruppi di manifestanti “estremisti” si sono scontrati con le forze dell’ordine nei pressi di piazza della Bastiglia, dove gli agenti sono stati visti impiegare gas lacrimogeni per rispondere al lancio di oggetti e bottiglie di vetro. Stando a quanto riferito da un portavoce della polizia, 3 agenti sono rimasti feriti, mentre il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, ha dichiarato, sul proprio account Twitter, che, in totale, 19 manifestanti sono stati arrestati, 10 solo a Parigi.

Sebbene le autorità francesi si aspettassero un massimo di 150.000 manifestanti, il Ministero dell’Interno ha riferito che sono stati 204.090 i cittadini che hanno occupato le strade del Paese, di cui 14.250 solo a Parigi. Nella capitale, poi, sono stati dispiegati più di 3.000 tra agenti di polizia e gendarmi, al fine di frenare la folla di manifestanti e garantire la sicurezza di luoghi sensibili, dopo che la settimana precedente una simile mobilitazione ha interessato soprattutto gli Champs-Elysées.

Il numero di manifestanti è aumentato gradualmente dall’inizio delle proteste, riportando alla mente quanto accaduto a novembre 2018 con il movimento dei “gilet gialli”, nato come segno di protesta contro l’aumento del costo della vita e delle tasse sul carburante. Il weekend scorso, il 24 e 25 luglio, sono stati 161.000 i francesi scesi in piazza a protestare, in aumento rispetto ai 110.000 della settimana precedente. Secondo alcuni, si tratta di una prova di determinazione insolita per il Paese europeo, in un periodo dell’anno in cui si è soliti pensare alle vacanze estive.

I critici delle misure anti-Covid, approvate dal presidente francese, Emmanuel Macron, accusano il capo di Stato di calpestare le libertà personali degli individui e discriminare coloro che non vogliono vaccinarsi contro il Coronavirus, e parlano di “dittatura sanitaria”. “Stiamo creando una società segregata e credo sia inconcepibile agire in tal modo nella patria dei diritti umani”, ha affermato una manifestante a Parigi. “Libertà” è stato uno degli slogan principali inneggiati anche a Marsiglia, Lione, Montpelier, Nantes e Tolosa.

Secondo i risultati di uno studio di Harris Interactive x Euros Agency per LCI, pubblicato il 30 luglio, 4 francesi su 10 affermano di sostenere le manifestazioni contro l’istituzione di un pass sanitario. Tra i francesi a favore delle proteste, il 65% ha affermato di avere “l’impressione di vedersi imposto ciò che deve fare, di non avere scelta”. Secondo un altro sondaggio Ipsos-Sopra Steria per Franceinfo e Le Parisien, datato 16 luglio, il 62% dei francesi aveva dichiarato di essere favorevole all’istituzione di un pass sanitario per accedere ai luoghi pubblici e il 69% alla vaccinazione obbligatoria per gli operatori sanitari.

L’obiettivo di Macron è evitare un aumento dei casi positivi al Covid-19, in un momento in cui in Francia sono stati registrati 6.190.334 casi positivi e 112.055 decessi dallo scoppio della pandemia. Ai visitatori che si recano in musei, cinema o piscine è già negato l’ingresso se non possono presentare il certificato che dimostri di essere stati vaccinati contro il COVID-19, di essere risultati negativi a un test, oppure di essere guariti dall’infezione già contratta in precedenza. Il Parlamento ha approvato questa settimana la legge che renderà obbligatorie le vaccinazioni per gli operatori sanitari ed estenderà l’obbligo del pass sanitario a bar, ristoranti, fiere, treni e ospedali. Il portavoce del governo, Gabriel Attal, ha riferito che si passerà dapprima per un periodo di “adattamento” durante il quale non vi saranno sanzioni contro i trasgressori.

In tale quadro, tra il 31 luglio e il primo agosto, sono state introdotte nuove misure di confinamento a Martinique e Réunion, due territori in cui la copertura vaccinale è bassa e il tasso di incidenza è in forte aumento. I primi tre pazienti ricoverati a causa del Covid-19 a Martinique, dove i servizi ospedalieri sono saturi, sono stati trasferiti a Parigi. Nelle metropoli francesi la pandemia è in aumento soprattutto nelle zone turistiche, dove sono state introdotte misure sanitarie a livello dipartimentale, come in Savoia dove il prefetto ha annunciato, il 30 luglio, il ritorno dell’obbligo di indossare la mascherina all’aperto nelle zone con “grandi assembramenti”.

Le persone non vaccinate contro il Covid-19 rappresentano circa l’85% dei pazienti ricoverati in Francia, anche in terapia intensiva, e il 78% dei decessi dovuti al virus, secondo uno studio pubblicato il 31 luglio. Il 27 luglio è stata superata la soglia del 50% della popolazione completamente vaccinata, livello comunque ancora lontano dalla soglia di immunità collettiva stimata intorno al 90%.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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