USA: sequestrata nave di Singapore, trasportava petrolio in Corea del Nord

Pubblicato il 31 luglio 2021 alle 19:46 in Corea del Nord Singapore USA e Canada

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Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha riferito di aver sequestrato una petroliera di Singapore, presumibilmente impiegata per consegnare petrolio alla Corea del Nord, in violazione delle sanzioni internazionali.

La notizia è giunta il 30 luglio, a seguito della sentenza emessa da un giudice federale di New York, con cui gli USA sono stati autorizzati ad assumere la proprietà della petroliera M/T Courageous, al momento situata in Cambogia. L’imbarcazione in questione ha una capacità di 2.734 tonnellate ed era stata acquistata da un cittadino di Singapore, Kwek Kee Seng, per ora ancora in stato di libertà. A detta di Washington, si pensa che la petroliera, la quale ha smesso si trasmettere informazioni sulla propria posizione tra agosto e dicembre 2019, sia stata impiegata per trasferire prodotti petroliferi alle navi nordcoreane ed effettuare spedizioni dirette al porto di Nampo, nella Corea del Nord. A tal proposito, le immagini satellitari relative a quel periodo hanno mostrato che la petroliera ha trasferito carichi di petrolio, dal valore pari a più di 1,5 milioni di dollari, a una nave nordcoreana, Saebyol.

Le autorità cambogiane avevano sequestrato la petroliera nel marzo 2020, rispettando un mandato degli Stati Uniti datato 2 aprile 2020, e da allora hanno tenuto la Courageous nel proprio territorio. Risale, invece, al 23 aprile scorso l’azione di confisca civile intentata dall’ufficio del procuratore statunitense per il distretto meridionale di New York. “Kwek e i suoi co-cospiratori si sono impegnati in un ampio piano per eludere le sanzioni degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite, utilizzando navi sotto il loro controllo per trasportare segretamente carburante in Corea del Nord”, afferma la dichiarazione del Dipartimento di Giustizia del 30 luglio.

Inoltre, per gli Stati Uniti, Kwek avrebbe cercato di nascondere il piano utilizzando società fittizie e mentendo alle autorità marittime internazionali sulla reale identità della M/T Courageous. Alla luce di ciò, il cittadino singaporiano è stato accusato di cospirazione per eludere le sanzioni economiche contro la Corea del Nord, oltre che di riciclaggio di denaro. Tuttavia, non è chiaro perché le accuse contro Kwek siano state avanzate dopo più di un anno dal sequestro della nave.

Nel giustificare la propria sentenza, il Dipartimento statunitense ha fatto riferimento all’International Emergency Economic Powers Act e al North Korea Sanctions and Policy Enhancement Act del 2016, con cui alla Corea del Nord, ufficialmente conosciuta come Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC), e agli individui o entità che, per il Dipartimento del Tesoro, Office of Foreign Assets Control, sono coinvolti nell’agevolazione della proliferazione delle armi di distruzione di massa, è stato vietato di impegnarsi in transazioni con individui statunitensi o utilizzare il sistema finanziario degli Stati Uniti.

Pyongyang è soggetta anche a sanzioni Onu dal 2006. Queste sono state approvate con nove risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e mirano a frenare i programmi missilistici balistici e nucleari nordcoreani, tagliando le risorse necessarie a finanziare tali progetti, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, tra cui quello petrolifero. Tuttavia, il Paese avrebbe più volte violato le disposizioni e avrebbe portato avanti i propri programmi.

Ad oggi, le relazioni tra gli USA e la Corea del Nord risultano essere ancora tese. Nonostante la speranza degli USA di una risposta positiva di Pyongyang alla proposta di organizzare un incontro “ovunque, in qualsiasi momento e senza precondizioni”, il 23 giugno, il ministro degli Esteri nordcoreano,  Ri Son Gwon, ha escluso la possibilità per il proprio Paese di intrattenere dialoghi con gli USA, affermando che ciò “non porterebbe da nessuna parte”. In tale quadro si inseriscono le dichiarazioni, del 21 luglio, della vicesegretaria di Stato degli USA, Wendy Sherman. Quest’ultima, dopo aver incontrato i suoi omologhi del Giappone e della Corea del Sud, ha riferito che i tre Paesi si sono coordinati per inviare “un messaggio chiaro” alla Corea del Nord. Ad ogni modo, “la prossima mossa della Corea del Nord è imprevedibile”, ha dichiarato il viceministro degli esteri giapponese, Takeo Mori, in tale occasione, evidenziando come la cooperazione trilaterale con gli Stati Uniti sia stata cruciale per la denuclearizzazione della Corea del Nord. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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