USA: la Cina sta costruendo silos di lancio per missili nucleari

Pubblicato il 31 luglio 2021 alle 7:44 in Cina USA e Canada

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La Federazione degli scienziati americani ha dichiarato che, dal mese di marzo 2021, la Cina sta costruendo una base che ospita 110 silos missilistici nucleari nella parte orientale della regione dello Xinjiang, a Yumen e Hami, sulla base di immagini scattate da satelliti commerciali.

La notizia divulgata dalla Federazione degli scienziati americani è stata pubblicata dal New York Times, il 26 luglio, ed è stato stimato che  siano circa 110 i silos in fase di costruzione nel sito di, situato a circa 2.000 km a Ovest da Pechino. Per gli scienziati Matt Korda e Hans M. Kristensen, la costruzione del silo a Yumen e Hami costituirebbe l’espansione più significativa dell’arsenale nucleare cinese di tutti i tempi. I nuovi silos collocati a meno di tre km l’uno dall’altro.

 Gli studiosi hanno osservato che, per decenni, la Cina ha avuto circa venti silos per grandi missili a combustibile liquido, chiamati DF-5. Tuttavia, oltre alla recente scoperta, il James Martin Center for Nonproliferation Studies di Monterey aveva già individuato un altro sito analogo a Yumen, nella provincia di Gansu, nel Nord-Est della Cina, che ospiterebbe 120 silos, portando il totale a 230. Entrambi i siti coprono una superficie di circa 800 km2 e i silos contenuti possono ospitare missili balistici intercontinentali.

Già nel mese di febbraio, la Federazione degli scienziati statunitensi aveva segnalato l’espansione di silos missilistici in un sito di addestramento militare vicino a Jilantai, nella Mongolia Interna, dove erano stati individuati gruppo ha trovato 14 nuovi silos in costruzione. Per gli scienziati di Washington, il nuovo sito individuato nello Xinjiang sarebbe una delle cinque basi militari in cui le forze cinesi hanno costruito laser in grado di sparare fasci di luce concentrata contro satelliti da ricognizione, per lo più inviati in volo dagli Stati Uniti, in gradi di oscurare o disabilitare i sensori ottici.

Il New York Times ha avanzato varie teorie sul cambiamento della strategia cinese in materia. La costruzione dei silos missilistici da parte cinese potrebbe indicare una vasta espansione dell’arsenale nucleare di Pechino e mettere in luce “il desiderio di una superpotenza economica e tecnologica di dimostrare che, dopo decenni di moderazione, che è pronta a gestire un arsenale delle dimensioni di quello di Washington o di Mosca”. Un’altra possibilità è che la Cina sia preoccupata sia dal sistema di difesa missilistico statunitense, sempre più efficace, sia dalla crescita nucleare dell’India, che è stata rapida, sia dall’annuncio di nuove armi ipersoniche e autonome da parte della Russia. Tutto ciò incoraggerebbe la Cina a perseguire un deterrente più efficace. Una terza ipotesi è che la Cina sia preoccupata che i suoi missili terrestri siano vulnerabili ad attacchi e, costruendo più di 200 silos, distribuiti in due località, potrebbero essere spostati rendendo difficile capire dove siano. Quella tecnica è vecchia quanto la corsa agli armamenti nucleari. Altra ipotesi avanzata dalla testata statunitense, infine, è che possa trattarsi di uno “stratagemma negoziale creativo, anche se costoso”. Infine, per il New York Times, i silos sarebbero “chiaramente in costruzione per essere scoperti”.

Le istituzioni cinesi non hanno commentato formalmente la notizia. Tuttavia, più testate legate al governo cinese hanno scritto sull’argomento. Huanqiuwang, ad esempio, ha ritenuto che la notizia divulgata dal New York Times serva a fare pressioni sull’opinione pubblica sulla Cina. Per la testata cinese gli USA avrebbero ritenuto che l’opinione pubblica occidentale abbia un effetto sulla Cina e possa indurla a cambiare comportamento. Infine, alcune forze statunitensi vorrebbero utilizzare la notizia come scusa per gli Usa per arricchire il proprio arsenale.

Un esperto di studi sulla difesa presso l’Institute for National Policy Research di Taiwan, Kuo Yu-jen, citato da Associated Press, ha affermato che sarebbe molto difficile determinare un conteggio accurato dei silos sotterranei di qualsiasi Paese, ma le immagini satellitari rilasciate sembrerebbero “molto, molto simili” ai silos missilistici. Secondo lo studioso, la notizia sarebbe stata un avvertimento da parte degli Stati Uniti ad altri attori internazionali rispetto al fatto che la Cina starebbe violando un consenso internazionale orientato al disarmo nucleare, mentre sta sviluppando le sue capacità in termini di armi nucleari. Oltre a questo, la notizia potrebbe essere anche un messaggio di Washington per Mosca che, insieme all’Europa, potrebbe essere minacciata dalle accresciute capacità cinesi.

Lo Stockholm International Peace Research Institute ha stimato che l’arsenale nucleare cinese sia composto da circa 350 testate, mentre gli Stati Uniti o la Russia ne hanno circa 6.000 ciascuno. Il Pentagono ha poi affermato che la Cina raddoppierà almeno le dimensioni del suo arsenale in 10 anni.

Durante l’amministrazione di Donald Trump, Washington ha cercato di coinvolgere la Cina in programmi di controllo sugli armamenti e, in particolare, nel trattato sulla riduzione e limitazione della rispettiva deterrenza di armi nucleari, noto come New Strategic Arms Reduction Treaty (New START), tra Russia e Stati Uniti ma Pechino non ha finora accettato tale iniziativa. Trump aveva minacciato di ritirare Washington dall’intesa se la Cina non si fosse unita ma il nuovo presidente, Joe Biden, ha deciso di rinnovarlo con la Russia affermando, però, di volere che la Cina si unisca a un’intesa di tale genere.

I rapporti arrivano in un momento in cui le relazioni tra Stati Uniti e Cina sono tese rispetto a varie tematiche riguardanti commercio, tecnologia, sicurezza informatica, diritti umani e politica estera. In tale quadro, per Associated Press l’espansione della forza nucleare cinese sarebbe un fattore tenuto in considerazione nei calcoli degli Stati Uniti per potenziali scontri militari su questioni quali Taiwan o il Mar Cinese Meridionale.

di Redazione

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