Perù: Pedro Castillo annuncia il servizio militare per i giovani

Pubblicato il 30 luglio 2021 alle 13:23 in America Latina Perù

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente del Perù, Pedro Castillo, ha annunciato, mercoledì 28 luglio, nel suo primo discorso alla Nazione, che i giovani, noti come ninis, che né studiano né lavorano dovrebbero andare al servizio militare e che la sua amministrazione si espanderà e rafforzerà le milizie rurali per includerle nel sistema di sicurezza nazionale.

Il presidente ha inoltre sottolineato che promuoverà un programma che possa favorire l’ingresso volontario nel servizio militare del Paese. Castillo era un membro delle ronde contadine di Cajamarca, milizia andina autogestita che, dalla fine degli anni ’70, aveva combattuto la criminalità rurale.

Durante il suo discorso, il presidente ha anche annunciato che non guiderà il Perù dal Palazzo di Pizarro, la sede del Governo, poiché ha intenzione di trasformarlo in un museo. “Non governerò dalla sede ufficiale, perché credo che dobbiamo rompere con i simboli coloniali. Cederemo questo Palazzo al nuovo Ministero delle Culture in modo che possa essere utilizzato come museo che mostri la nostra storia”, ha comunicato il presidente, criticando lo sfruttamento delle ricchezze materiali durante il periodo della colonizzazione, in cui la maggior parte degli indigeni era “subordinata”.

Castillo ha approfittato del 200° anniversario della dichiarazione di indipendenza del Perù dalla corona spagnola per salutare diversi popoli indigeni, come i Quechua, gli Aymara e gli Shipibo, e ha concluso promettendo che alla fine del suo mandato, il 28 luglio 2026, riprenderà i suoi “soliti compiti di insegnamento”.

Diversi leader politici sono venuti in Perù per partecipare all’inaugurazione di Castillo, tra cui il presidente della Bolivia, Luis Arce, l’ex presidente boliviano Evo Morales, il presidente della Colombia, Iván Duque, il presidente del Cile, Sebastián Piñera, il capo di Stato argentino, Alberto Fernández, il re di Spagna, Felipe VI e il presidente dell’Ecuador, Guillermo Lasso, tra gli altri.

Il politico socialista, sconosciuto alla maggioranza della popolazione fino a poco prima delle elezioni, ha affermato, il 20 luglio, che ha intenzione di integrare diversi gruppi politici nel suo Governo, assicurando che questa decisione sarebbe un’opportunità per dare spazio ai diversi settori del Paese. “La gente ha bisogno di lealtà. Il mio Governo penserà alla salute del popolo peruviano e affronterà la crisi economica che ci sta attualmente affliggendo”, ha comunicato il politico di sinistra, che dovrà affrontare la pandemia di Covid-19 e riattivare l’economia nel Paese, che è il secondo produttore mondiale di rame.

Il sindacato delle compagnie minerarie ha affermato, in un comunicato, che “è tempo di dialogare” con il nuovo Governo per rafforzare la competitività del settore. “Oggi più che mai, abbiamo bisogno di autorità che si assumano con decisione l’impegno di intraprendere le riforme necessarie per rivitalizzare la nostra economia, garantendo lo stato di diritto”, ha affermato la National Society of Mining, Oil and Energy (SNMP).

Il nuovo presidente del Perù dovrà affrontare diverse questioni, tra cui la crescita delle disuguaglianze e della povertà e l’arrivo dell’ondata migratoria, principalmente venezuelana. “Vogliamo costruire un Paese più prospero e più giusto, in cui la ricchezza sia distribuita equamente tra tutti i peruviani”, ha riferito Castillo.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Ludovica Tagliaferri

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.