NATO: intercettati 3 velivoli russi sopra il mar Baltico

Pubblicato il 30 luglio 2021 alle 18:32 in NATO Russia

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Due caccia della NATO, un Eurofighter spagnolo e un F-35 italiano, hanno intercettato un gruppo di “aerei militari russi” nello spazio Aereo del Mar Baltico. A rivelarlo, venerdì 30 luglio, è la Joint Air Operations Command dell’Alleanza Atlantica in Germania.

Secondo la nota riportata dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti, i caccia di Roma e di Madrid hanno ricevuto l’ordine di decollare a seguito del rilevamento di tre aerei non segnalati in partenza da Kaliningrad, l’enclave russa in Europa. I radar dell’Alleanza hanno poi rivelato che è altamente probabile che si trattasse di due aerei russi per la guerra elettronica, Il-22PP, e un caccia Su-24. Nello spesso spazio aereo, i sistemi di riconoscimento della NATO hanno altresì rilevato la presenza del velivolo russo Il-76, il cui decollo non era stato segnalato alle Forze Alleate. La NATO ha dunque osservato che il velivolo in questione non aveva fornito il piano di volo e non poteva essere identificato da un segnale transponder. Pertanto, l’Alleanza ha classificato tale episodio come una “minaccia per la sicurezza dell’aviazione civile”.  Nonostante ciò, dopo aver analizzato il percorso del Il-76, l’Alleanza ha dichiarato che si trattava di un’operazione di routine e che il velivolo non ha attraversato lo spazio aereo della NATO.

Da parte sua, la Russia ha dichiarato che tutti i voli dei propri caccia “sono effettuati in stretta conformità con le regole internazionali per l’uso dello spazio aereo su acque neutre” e che non sono mai stati “violati i confini di altri Stati”. Anche l’8 luglio, si è verificato un episodio analogo, quando un caccia russo proveniente da Kaliningrad ha interrotto temporaneamente la conferenza stampa congiunta di Spagna e Lituania. In tale occasione, due Eurofighter spagnoli hanno ricevuto l’ordine di decollare per intercettare un Su-24 di Mosca che volava sopra le acque del Mar Baltico. Anche in questo caso, il caccia russo non aveva presentato in anticipo il “piano di volo”.

Nel frattempo, il giorno precedente, è stato riferito che, nel corso del 2020, i sistemi di intercettazione degli USA hanno registrato un forte aumento della presenza di caccia russi nell’area dell’Alaska e dell’Artico. Tali cifre record non venivano raggiunte “dai tempi della Guerra Fredda”. Dall’altra parte, le autorità frontaliere della Federazione hanno dichiarato che, a partire dal mese di giugno, è stato registrato un netto aumento dell’attività militare della NATO “lungo tutto il perimetro del Paese”. Non si tratta della prima volta in cui le autorità russe pongono l’accento sull’aumento delle esercitazioni militari della NATO nei pressi della Russia. Anche il 25 marzo, il capo della Commissione per la Difesa e la Sicurezza del Consiglio della Federazione Russa (CF), il colonnello Viktor Bondarev, aveva dichiarato che, nel 2021, il numero di voli di ricognizione della NATO vicino al confine di Stato russo era incrementato di oltre il 30%.

In tale contesto, è importante ricordare che gli Stati Uniti ritengono che le esercitazioni contestate dalla Russia mirino a dimostrare alle Forze Armate di Mosca la “capacità di poter eseguire continuamente missioni di volo e di agire prontamente a sostegno di alleati e partner”. In particolare, gli USA e la NATO hanno più volte espresso preoccupazione per la crescente capacità militare della Russia, e temono il potenziamento dei contingenti di Mosca e la sua “propensione ad invadere la sovranità di altri Paesi”, in riferimento all’annessione della Crimea nel 2014. Per tale motivo, il maggior coinvolgimento della NATO viene legittimato alla luce delle azioni della Russia. Al contrario, per Mosca il dispiegamento di contingenti NATO vicino i propri confini viene interpretato come una minaccia per la sicurezza della nazione. Secondo il Ministero della Difesa russo, aerei e navi statunitensi si avvicinano regolarmente ai propri confini, talvolta simulando attacchi missilistici

Tuttavia, è importante sottolineare che quanto accaduto l’8 luglio e il 30 luglio non rappresenta un caso eccezionale poiché, su base regolare, i velivoli della NATO dispiegati nelle Repubbliche Baltiche ricevono l’ordine di scortare gli aerei russi, i quali solitamente non commettono mai violazioni dello spazio aereo nazionale.  Infine, l’enclave di Kaliningrad, che si trova tra la Polonia e la Lituania, con accesso sul Mar Baltico, è geograficamente separata dal resto della Russia. Garantendo accesso al blocco europeo e alle regioni dell’Alleanza Atlantica, l’area è strategicamente importante per la Russia. Per tale ragione, il Cremlino vi ha costruito numerose basi militari dotate di missili di difesa aerea S-300 e S-400, nonché di missili anti-nave Oniks e Iskander.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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