Hong Kong: 9 anni di carcere per violazione della legge sulla sicurezza nazionale

Pubblicato il 30 luglio 2021 alle 18:21 in Cina Hong Kong

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Alta Corte della regione amministrativa speciale di Hong Kong, il 30 luglio, ha emesso la prima condanna per la violazione della legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, condannando a nove anni di carcere l’imputato Leon Tong Ying-kit, giudicato colpevole di incitamento alla secessione e attività terroristiche.

In particolare, la pena detentiva per la condanna di incitamento alla secessione è stata fissata a sei anni e mezzo, mentre, per quella di attività terroristiche a otto anni. Il tribunale ha stabilito che cinque anni e mezzo delle due condanne saranno scontati contemporaneamente. Oltre a questo, l’uomo non potrà guidare per i prossimi dieci anni. Tong ha già passato 13 mesi in custodia e sconterà la propria pena nella prigione di massima sicurezza Stanley e non potrà essere rilasciato anticipatamente per almeno cinque anni.

La condanna dell’imputato è riferita a fatti avvenuti a Wan Chai e risalenti al primo luglio 2020, quandoil 24eene  Leon Tong Ying-kit si è lanciato a bordo della propria moto contro un gruppo di agenti di polizia mentre portava una bandiera che invocava la liberazione di Hong Kong. L’uomo avrebbe colpito tre agenti della polizia ferendoli. Dopo quindici giorni di udienza, lo scorso 27 luglio, tre giudici dell’Alta Corte di Hong Kong avevano stabilito che l’uomo fosse colpevole delle accuse di incitamento alla secessione e di attività terroristica. L’uomo è così diventato il primo sospettato e accusato di violazione della legge sulla sicurezza di Hong Kong, in vigore dal primo luglio 2020. 

Oltre a questo, la sentenza ha stabilito che lo slogan delle manifestazioni pro-democrazia del 2019 “Liberare Hong Kong, la rivoluzione dei nostri tempi”, esibito da Leon Tong Ying-kit, ha natura “separatista”. Ciò potrebbe segnare un precedente per sentenze successive. Inoltre, il 24enne è stato ritenuto colpevole di separatismo per essersi lanciato contro i poliziotti “convertendo la propria moto in un’arma letale”.

Quest’ultima era stata approvata il giorno prima dall’Assemblea Nazionale del Popolo di Pechino e con essa sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e azioni di terrorismo sull’isola, rendendoli atti criminali per i quali sono previste pene fino all’ergastolo. Oltre a questo, è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale, che prevede l’impiego sull’isola di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino.

La legge sulla sicurezza nazionale era arrivata dopo che, nel 2019, l’isola era stata teatro di proteste iniziate il 31 marzo di quell’anno, quando gli abitanti dell’isola erano scesi in strada per manifestare contro una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione verso la Cina continentale per i residenti di Hong Kong. Nonostante tale proposta fosse stata ritirata, le proteste si erano evolute in una generale rivendicazione contro le ingerenze del governo centrale di Pechino nelle questioni interne dell’isola, diventando sempre più violente. Per la Cina la legge sulla sicurezza nazionale è servita a stabilizzare Hong Kong e a ripristinare sull’isola un ambiente adatto agli affari in seguito alle proteste del 2019.

Hong Kong fa ufficialmente parte della Cina dal primo luglio 1997, quando fu ultimato il passaggio della sua sovranità dal Regno Unito al governo di Pechino, secondo una serie di condizioni stabilite nella Dichiarazione congiunta sino-inglese, siglata il 19 dicembre 1984 e registrata come un trattato dall’Onu. In base a tale documento, le relazioni di Hong Kong con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza all’isola, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi adottato da Pechino. Tale principio e modalità di gestione sarebbero dovuti restare in vigore fino al 2047, per alcuni critici, già la legge sulla sicurezza nazionale avrebbe anticipato la loro scadenza.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.