Cuba: gli USA considerano di aumentare le sanzioni

Pubblicato il 30 luglio 2021 alle 10:52 in Cuba USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, terrà, questo venerdì 30 luglio, un incontro con i leader cubano-americani per discutere delle recenti proteste a Cuba, per considerare di imporre nuove sanzioni e di garantire l’accesso a Internet alla popolazione dell’isola. La Casa Bianca non ha fornito dettagli su altre misure che potrebbero essere adottate.

Tra le persone che incontreranno il presidente degli Stati Uniti c’è Yotuel Romero, uno degli autori della canzone “Patria y vida!”, diventata l’inno delle recenti manifestazioni, Ana Sofía Peláez, fondatrice del Miami Freedom Project, e l’ex sindaco di Miami, Manny Díaz.

L’incontro si svolgerà quasi tre settimane dopo le proteste dell’11 luglio, in cui per la prima volta dagli anni ’90, migliaia di cubani sono scesi in piazza all’Avana e in altre città della nazione delle Antille per protestare contro la mancanza di cibo e di medicine e le interruzioni di corrente.

José Miguel Vivanco, direttore per le Americhe dell’organizzazione Human Rights Watch, ha ritenuto che l’accesso a Internet a Cuba “deve essere una delle massime priorità” del Governo Biden. “L’utilizzo dei social networks sull’isola è stata una vera rivoluzione che ha permesso alla popolazione di comunicare, di organizzare proteste e di denunciare gli abusi quasi subito, cosa che sarebbe stata impossibile qualche anno fa”, ha comunicato il direttore.

Per quanto riguarda le sanzioni, Vivanco ha affermato che il loro valore è “per lo più simbolico”, perché “non è realistico pensare che queste misure cambieranno la situazione nella nazione caraibica” e ha ritenuto per fermare le violazioni dei diritti umani nell’isola sarebbe necessaria una “condanna multilaterale e coordinata”.

L’Ufficio del Relatore Speciale per la Libertà di Espressione della Commissione interamericana per i diritti umani (IACHR) ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna “gli atti di repressione riportati durante le manifestazioni”. La IACHR ha affermato che le segnalazioni ricevute dalla società civile sono “serie e meritano attenzione” da parte delle autorità e della comunità internazionale. La Commissione ha sottolineato che gli eventi denunciati comprendono l’arresto di centinaia di manifestanti, nonché azioni di sorveglianza e monitoraggio presso le loro residenze e l’apertura di processi giudiziari sommari “senza che sia adeguatamente garantito il diritto alla difesa delle persone detenute dallo Stato”. L’Ufficio del Relatore Speciale ha indicato che “è stato informato” di 12 persone che hanno ricevuto condanne da 10 mesi a 1 anno di carcere a seguito delle proteste dell’11 luglio.

Gli Stati Uniti hanno sanzionato, il 22 luglio, il ministro della Difesa cubano, Álvaro López Miera, e la Brigata Speciale Nazionale del Ministero degli Interni, nota come Berretti Neri, per i loro sforzi nel sedare le proteste a favore della democrazia nella nazione delle Antille. Il presidente degli USA ha sostenuto che le sanzioni sono state imposte affinché il Governo cubano sia “responsabile delle sue azioni” e ha anche avvertito che potrebbero essere annunciate nuove misure contro “i responsabili dell’oppressione del popolo cubano”. “Questo è solo l’inizio. Il nostro sostegno al popolo cubano è assicurato”, ha dichiarato Biden.

Johana Tablada, vicedirettrice per gli affari degli Stati Uniti presso il Ministero degli affari esteri di Cuba, ha affermato, dal canto suo, che i funzionari americani non sono a conoscenza della “vera situazione” dello Stato latino-americano, che sta affrontando una crisi economica e una nuova ondata di infezioni da coronavirus. “Si parla solo di un cattivo Governo e di persone che stanno combattendo per la loro libertà, stereotipi che spaventano chiunque non abbia mai messo piede a Cuba”, ha comunicato Tablada, in un’intervista con l’agenzia di stampa The Associated Press.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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