Nicaragua: gruppo dell’opposizione vuole affrontare Ortega alle elezioni

Pubblicato il 29 luglio 2021 alle 15:18 in America centrale e Caraibi

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Il gruppo di opposizione nicaraguense Alianza Ciudadanos por la Libertad (CxL) ha presentato, questo mercoledì 28 luglio, una formula presidenziale per affrontare il presidente del Paese, Daniel Ortega, alle elezioni generali. La formazione ha confermato Óscar Sobalvarro come candidato alla presidenza, sebbene fosse già stato ufficializzato, e Berenica Quezada come candidata alla vicepresidenza.

Il presidente di CxL, Kitty Monterrey, ha evidenziato che entrambi i politici hanno intenzione di partecipare alle elezioni generali del 7 novembre nonostante l’arresto di diversi candidati e leader dell’opposizione da parte del Governo Ortega. “Non vogliamo dare via libera al regime né che si dica che l’opposizione non si sia presentata”, ha affermato Monterrey presentando la formula presidenziale ed esortando la partecipazione alle elezioni “sebbene il processo sia “controllato” dai sostenitori di Ortega”. “L’opposizione democratica deve essere coraggiosa, forte e determinata, nonostante le difficoltà che sta attraversando”, ha ribadito il presidente del gruppo, insistendo che se non agirà in questo modo, “aprirà la strada a coloro che violano i diritti e che vogliono ottenere il potere imprigionando i loro avversari”.

Da parte loro, Sobalvarro ha comunicato che nel suo piano di Governo l’obiettivo principale è quello di restituire la libertà in Nicaragua, mentre Quezada ha sottolineato che vuole essere parte del “cambiamento” nel Paese centroamericano.

A partire dal 2 giugno, Ortega ha incarcerato 30 avversari politici, tra cui 7 candidati alla presidenza. L’ultimo arresto risale al 26 luglio, quando il politologo José Antonio Peraza, leader dell’Unità nazionale blu e bianca (UNAB), è stato accusato di “aver tradito la patria”. Secondo la polizia nazionale, Peraza è indagato per “atti che minano l’indipendenza, la sovranità e l’autodeterminazione incitando all’interferenza straniera negli affari interni” e per “aver richiesto interventi militari, organizzandosi con finanziamenti da potenze straniere per compiere atti di terrorismo e destabilizzazione, proponendo blocchi economici e commerciali”, ha indicato il verbale di polizia, sottolineando che sono reati previsti dalla legge 1055.

Peraza è membro del Grupo Promotor de Reformas Electorales (GPRE), un organismo della società civile che ha cercato di modificare il sistema elettorale in vista delle elezioni di novembre, in cui Ortega cercherà la sua terza rielezione consecutiva. Nell’intervista ha affermato che il Governo non ha soddisfatto nessuna delle “condizioni abilitanti” stabilite dal GPRE per andare a elezioni libere, né le riforme proposte dall’Organizzazione degli Stati americani (OAS).

Ortega ha giustificato gli arresti dicendo che la sua amministrazione stava perseguendo i criminali che tentavano di tramare un colpo di Stato contro di lui. Tuttavia, la società civile e diversi gruppi per i diritti umani hanno accusato il presidente del Nicaragua di “crescente autoritarismo”. José Miguel Vivanco, direttore per le Americhe di Human Rights Watch, ha dichiarato, il 22 giugno, che “la gravità e l’intensificazione della brutale repressione del Governo Ortega sui critici e i membri dell’opposizione nelle ultime settimane richiedono una maggiore pressione internazionale”.

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha affermato, il 12 luglio, che l’amministrazione Biden continuerà a utilizzare gli strumenti diplomatici ed economici a sua disposizione per “spingere per il rilascio dei prigionieri politici e per sostenere le richieste dei nicaraguensi di una maggiore libertà e di elezioni libere ed eque”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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