Nave USA nello Stretto di Taiwan, per la Cina Washington distrugge pace e stabilità

Pubblicato il 29 luglio 2021 alle 17:30 in Cina Taiwan USA e Canada

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Il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense USS Benfold di tipo Arleigh Burke ha attraversato lo Stretto di Taiwan, il 28 luglio, attirando critiche da parte cinese.

Il portavoce del comando orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) della Cina, il colonnello dell’Esercito Shi Yi, ha dato la notizia del transito dello USS Benfold e ha affermato che il comando orientale dell’EPL ha organizzato forze aeree e navali per seguire e monitorare l’imbarcazione durante tutto il suo percorso. Shi ha affermato che le frequenti azioni provocatorie di tale genere da parte degli Stati Uniti dimostrano che Washington è il maggior “distruttore” della pace e della stabilità dello Stretto di Taiwan, nonché la maggior causa di rischi per la sicurezza. Il portavoce ha quindi specificato che le truppe del comando orientale dell’EPL sono pronte a rispondere a tutte le minacce e provocazioni e sono determinate, fiduciose e capaci di difendere la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della Cina.

La settima flotta della Marina statunitense ha affermato che lo USS Curtis Wilbur ha attraversato lo Stretto di Taiwan per dimostrare l’impegno statunitense verso la libertà e l’apertura della regione dell’Indo-Pacifico. Gli USA hanno poi specificato che le proprie forze armate “volano, navigano e operano ovunque la legge internazionale lo consente”.

Lo USS Benfold aveva già attirato l’attenzione cinese il 12 luglio scorso, transitando nei pressi delle isole Xisha, note anche come isole Paracelso, nel Mar cinese Meridionale, senza l’autorizzazione del governo cinese. Tale arcipelago è rivendicato da Cina, Taiwan e Vietnam. Prima del 28 luglio, il 22 giugno, il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense USS Curtis Wilbur, invece, aveva attraversato lo Stretto di Taiwan. Prima ancora, lo scorso 7 aprile,anche il cacciatorpediniere USS John McCain aveva attraversato lo Stretto di Taiwan,. In tale occasione, Pechino aveva affermato che gli USA stessero inviando segnali fuorvianti alle forze indipendentiste taiwanesi, danneggiando deliberatamente la situazione regionale, mettendo a repentaglio la pace e la stabilità dello Stretto di Taiwan.

Secondo un think tank con sede a Pechino, il South China Strategic Situation Probing Initiative, citato da South China Morning Post ,negli ultimi cinque anni, le forze armate statunitensi hanno intensificato le operazioni di libertà di navigazione nella regione. Nel 2016, tre navi da guerra statunitensi avevano navigato entro 12 miglia nautiche dalle isole controllate dalla Cina nel Mar Cinese Meridionale. Nel 2017 azioni di tale genere erano state quattro, nel 2018 cinque, otto nel 2019 e nove nel 2020. Secondo altre fonti, nello Stretto di Taiwan i transiti sarebbero stati nove nel 2019 e quindici nel 2020.

Pechino considera l’isola una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale, in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito Progressista Democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza. Al momento, l’EPL sta conducendo frequenti operazioni militari nei pressi di Taiwan.

In tale contesto, gli USA sono il maggior sostenitore dell’isola, nonché il suo principale fornitore di armi di difesa. Durante l’amministrazione dell’ex presidente, Donald Trump, Washington ha adottato più iniziative volte ad intensificare i propri legami con Taipei, nonostante, dal primo gennaio 1979, gli USA abbiano riconosciuto ufficialmente il governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, rinunciando a riconoscere la legittimità del governo di Taiwan. Anche con l’ascesa del nuovo presidente statunitense gli USA sembrerebbero voler continuare a sostenere Taiwan.  Di fronte alle crescenti pressioni militari esercitate da Pechino, Washington ha ripetutamente ribadito che il suo sostegno per Taiwan è “solido come una roccia”. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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