El Salvador: decretata la cattura internazionale dell’ex presidente Sánchez Cerén

Pubblicato il 29 luglio 2021 alle 12:18 in America centrale e Caraibi

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Il Procuratore Generale della Repubblica (FGR) ha riferito, il 28 luglio, che un giudice di pace di El Salvador ha decretato la ricerca e la cattura internazionale dell’ex presidente del Paese, Salvador Sánchez Cerén, e di altri 4 ex funzionari con l’accusa di arricchimento illecito e riciclaggio di denaro. “Il giudice ha deciso di rilasciare un documento all’Interpol affinché possano essere localizzati e messi a disposizione dei tribunali competenti”, ha comunicato Maricela Velásquez, capo dell’Unità antiriciclaggio.

Da parte sua, il ministro salvadoregno della Giustizia e della Sicurezza, Gustavo Villatoro, ha dichiarato, in un’intervista televisiva, che “ciò che sappiamo, dai dati che abbiamo nella Direzione della Migrazione, è che Sánchez Cerén è partito nel novembre dello scorso anno diretto in Nicaragua”. Il funzionario ha precisato che “questo è l’ultimo posto in cui abbiamo saputo dove si trova”.

Sánchez Cerén è il quarto presidente salvadoregno ad avere un mandato di cattura per presunta corruzione. Secondo la FGR, Sánchez Cerén avrebbe ricevuto 530.000 dollari di bonus irregolari quando ricopriva la carica di vicepresidente, tra il 2009 e il 2014, sotto la guida di Mauricio Funes. Entrambi sono esponenti del partito di sinistra Fronte di liberazione nazionale Farabundo Martí (FMLN).

La Procura ha ordinato la cattura di 10 ex funzionari del Governo di Funes, tra cui l’ex ministro della Salute ed ex sindaco di San Salvador, Violeta Menjíbar, l’ex ministro delle Finanze, Carlos Enríquez Cáceres, l’ex ministro del Lavoro, Calixto Mejía Hernández, l’ex viceministro dell’Agricoltura e dell’Allevamento, Alexander Flores, e l’ex viceministro della Tecnologia, Erlinda Handal. Tutti questi ex funzionari sono stati accusati di riciclaggio di denaro, di appropriazione indebita e di arricchimento illecito.

In una conferenza stampa, Il procuratore generale dello Stato latino-americano, Rodolfo Delgado, ha ribadito l’importanza dell’aiuto internazionale per localizzare Cerén. “Abbiamo chiesto all’Interpol un allarme rosso per attivare i suoi meccanismi di ricerca contro Sánchez Cerén”, ha dichiarato il procuratore generale. Il presidente in carica, Nayib Bukele, ha descritto il suo predecessore come un “fuggiasco”, per aver lasciato il Paese, nel dicembre del 2020. Funes ha precisato, dal canto suo, che Sánchez Cerén “non è mai stato informato di essere indagato dalla Procura e che quindi non ha lasciato El Salvador per evitare che fosse catturato”. Inoltre, Funes ha accusato il procuratore generale di mentire, poiché tutti i trasferimenti di denaro per le spese dello Stato “sono stati autorizzati dall’Assemblea legislativa”.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha identificato più di 50 funzionari ed ex funzionari, inclusi ex presidenti e legislatori attivi, sospettati di corruzione o di minare la democrazia in tre Paesi dell’America centrale, ovvero Guatemala, Honduras ed El Salvador. In quest’ultimo, diverse figure politiche sono state inserite nella lista, tra le quali il capo di Stato maggiore, Carolina Recinos, l’ex ministro della sicurezza, Rogelio Rivas, e il legislatore Guillermo Gallegos, leader del partito GANA, dopo la destituzione di cinque alti giudici della Corte Suprema e del Procuratore Generale che erano ritenuti ostili al presidente, il primo maggio. In risposta, Bukele ha sottolineato, il 2 maggio, che “El Salvador ha intenzione di lavorare con la comunità internazionale, ma questa dovrebbe prima uscire dagli affari del Paese”.

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Ludovica Tagliaferri

 

 

di Redazione

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