USA: Austin visita il Sud-Est Asia e parla di Cina

Pubblicato il 28 luglio 2021 alle 18:30 in Cina USA e Canada

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Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, si è recato in visita in Vietnam, il 28 luglio, nel quadro di un viaggio nel Sud-Est asiatico durante il quale ha visitato anche Singapore, il 27 luglio. Gli incontri di Austin hanno trattato vari temi tra i quali il ruolo della Cina nella regione con particolare riferimento al Mar Cinese Meridionale.

 A Singapore, Austin ha affermato che gli USA perseguiranno una relazione costruttiva e stabile con la Cina, che comprenderà maggiori comunicazioni in caso di crisi con l’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) della Cina. Tuttavia, in tale circostanza, Austin ha anche ribadito che le rivendicazioni di Pechino su pressoché tutto il Mar Cinese Meridionale “non hanno alcun fondamento nel diritto internazionale” e “calpestano la sovranità degli Stati nella regione”. Austin ha affermato che gli Stati Uniti continueranno a sostenere gli Stati che si affacciano su tali acque nel far valere i propri diritti sulla base del diritto internazionale. Oltre a questo, Austin ha anche ricordato che gli USA restano impegnati verso gli obblighi derivanti dai trattati di difesa che hanno siglato con il Giappone e con le Filippine.

Dopo aver parlato del Mar Cinese Meridionale, Austin ha affermato che “la riluttanza di Pechino a risolvere le controversie in modo pacifico e a rispettare lo stato di diritto” non riguarda solamente le dispute marittime. Austin ha citato anche “aggressioni contro l’India”, “attività militari destabilizzanti e altre forme di coercizione contro il popolo di Taiwan” e “genocidio e crimini contro l’umanità contro i musulmani uiguri nello Xinjiang”.

Di fronte a tali dichiarazioni, il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha affermato che gli Stati Uniti hanno ignorato i fatti, hanno deliberatamente diffamato la Cina, hanno interferito nei suoi affari interni e hanno creato problemi tra i Paesi della regione per servire i propri interessi geopolitici. Zhao ha quindi esortato gli Stati Uniti a fare di più per la pace e la stabilità nella regione.

Il 28 luglio, Austin ha in programma incontri con il suo omologo vietnamita, Phan Van Giang, il premier, Pham Minh Chinh, e il presidente, Nguyen Xuan Phuc. Il giorno dopo, il segretario alla Difesa degli USA si recherà nelle Filippine. La visita di Austin in Vietnam si colloca durante una nuova ondata di coronavirus nel territorio vietnamita, dove la capitale Hanoi e metà del Paese sottoposti a misure di isolamento. Alla luce dell’emergenza coronavirus, gli Stati Uniti hanno donato 5 milioni di dosi del vaccino Moderna al Vietnam.

Secondo South China Morning Post, durante la visita di Austin nel Paese le parti si concentreranno sulla cooperazione in materia di sicurezza e difesa. Alcune fonti hanno rivelato alla testata che Austin potrebbe discutere della fornitura di navi della guardia costiera statunitense al Vietnam per pattugliamenti marittimi e la possibilità di una terza visita della portaerei americana per segnalare legami strategici più stretti tra i paesi. Le parti dovrebbero poi firmare un memorandum d’intesa (MOU) sull’eredità della guerra del Vietnam, conclusasi nel 1975 con la vittoria comunista sul Vietnam del Sud e il ritiro delle truppe statunitensi. In base a quest’ultimo, gli Stati Uniti dovrebbero aiutare il Vietnam a localizzare, identificare e recuperare i resti di centinaia di migliaia di soldati vietnamiti morti durante la guerra e ancora elencati come dispersi. USA e Vietnam hanno normalizzato i rapporti nel 1995.

Sia, il Vietnam, sia le Filippine si oppongono alle rivendicazioni cinesi nel Mar Cinese Meridionale. In particolare, per Pechino, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, nello specifico, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti, comprese le Xisha, provocando proteste da parte degli altri Paesi. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti.

In tale quadro, gli USA sono presenti militarmente nel Mar Cinese Meridionale e rifiutano le rivendicazioni di sovranità cinesi. Le navi da guerra statunitensi conducono spesso esercitazioni di “libertà di navigazione”, per assicurare “la libertà e l’apertura dell’Indo-Pacifico”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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