Serbia, Macedonia del Nord e Albania unite in una “Mini-Schengen”

Pubblicato il 28 luglio 2021 alle 16:15 in Albania Macedonia Serbia

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Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha iniziato oggi, mercoledì 28 luglio, una visita di due giorni in Macedonia del Nord per incontrare, a Skopje, il primo ministro Zoran Zaev. In occasione del viaggio, Vucic incontrerà anche il premier albanese, Edi Rama, nell’ambito dell’iniziativa di cooperazione denominata “Mini Schengen”. I tre parteciperanno al Forum economico per la cooperazione regionale organizzato dalle Camere di commercio di Serbia, Macedonia del Nord e Albania.

Secondo quanto anticipato la scorsa settimana dal presidente serbo, nel corso del Forum economico il nome dell’iniziativa di cooperazione verrà modificato, saranno firmati tre accordi e create “corsie preferenziali” ai valichi di frontiera per un passaggio più rapido delle persone. I leader serbo, albanese e macedone si sono opposti a Bruxelles per la lentezza del processo di allargamento dell’UE e hanno promesso di portare avanti una propria zona di viaggi e affari senza frontiere in attesa che il blocco li ammetta. “Sappiamo che c’è fatica nell’allargamento dell’UE”, ha detto in un’intervista Vucic, aggiungendo: “Noi intanto dobbiamo vedere cosa possiamo fare per noi stessi, cosa possiamo fare per le nostre persone, come possiamo espandere i nostri mercati”.

Anche Zaev ha espresso frustrazione per il fatto che “l’UE non starebbe mantenendo le sue promesse” e ha dichiarato: “Dobbiamo accelerare i benefici pratici per i nostri cittadini”. Rama, dal canto suo, ha paragonato le trattative con Bruxelles alla commedia esistenzialista di Samuel Beckett “Waiting for Godot”, in cui due uomini si impegnano in una serie di conversazioni spesso assurde mentre anticipano l’arrivo di qualcuno che non arriva mai.

Giovedì 29 luglio, sarà inaugurata ufficialmente la “Mini-Schengen travel and business zone” balcanica, modellata sull’esempio della zona Schengen UE. Comprenderà un graduale allentamento delle restrizioni di viaggio, “corsie verdi” più veloci alle frontiere, tempi di attesa ridotti per le merci e un più facile accesso ai permessi di lavoro. Si spera che la zona, che secondo Vucic dovrebbe essere creata entro la fine dell’anno, includa anche il Montenegro e la Bosnia-Erzegovina.

Il leader serbo ha affermato che la regione balcanica non può più aspettare di essere integrata nell’UE. Per essere accettati, i Paesi devono compiere prima progressi significativi, come riforme elettorali, giudiziarie ed economiche e il percorso ufficiale potrebbe essere diventato per gli stessi Balcani troppo impegnativo. Vucic è salito al potere sulla scia di un atteggiamento pro-UE, ma, come molti suoi colleghi, sta cominciando a guardare al blocco con crescente frustrazione. L’obiettivo della “Mini Schengen” è quello di cambiare la narrativa della regione, sia internamente, per allentare le tensioni etniche, sia esternamente, per continuare comunque a fare appello all’adesione all’UE e a maggiori investimenti, ha affermato Vucic.

La Macedonia del Nord di Zaev ha cambiato nome per rispettare le esigenze della Grecia, membro dell’UE, ma ha dichiarato che Bruxelles avrebbe “fallito” la regione. Il Paese è stato ammesso alla Nato l’anno scorso, poco dopo il cambio di nome, ma l’UE deve ancora aprire i colloqui di adesione con Skopje. “L’obiettivo finale è diventare un paese membro dell’UE”, ha assicurato Zaev, osservando però che “finché l’UE non decide, dobbiamo trovare il modo per continuare il processo di europeizzazione”.

La Commissione europea, che guida il processo di valutazione dei progressi verso l’adesione all’UE, ha affermato di voler continuare a sostenere gli sforzi per integrare tutte e sei le nazioni dei Balcani occidentali in un mercato regionale comune, rispecchiando il mercato unico dell’UE e applicando le regole e gli standard del blocco. “L’obiettivo finale, l’adesione all’UE, non è cambiato”, ha dichiarato un portavoce della Commissione. Per quanto riguarda la lentezza della procedura, la Commissione ha reso noto di aver esortato i governi nazionali ad andare avanti nelle trattative con l’Albania e la Macedonia del Nord “il prima possibile”. I due paesi avrebbero dovuto avviare i colloqui per l’adesione all’UE lo scorso anno, ma questo passo è ancora bloccato dalla Bulgaria. La Macedonia del Nord (ex Macedonia) è candidata all’UE da 18 anni, la Serbia da 9 e l’Albania da 7.

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Chiara Gentili

di Redazione

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