Russia-USA: avviato il dialogo sulla stabilità strategica

Pubblicato il 28 luglio 2021 alle 18:44 in Russia USA e Canada

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Nella città svizzera di Ginevra sono iniziati, mercoledì 28 luglio, i negoziati tra Russia e Stati Uniti sulla stabilità strategica. A riferirlo è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti, citando fonti proprie presso la delegazione di Mosca e di Washington.

Le trattative si svolgeranno a porte chiuse e sono state avviate a seguito del primo vertice transatlantico tra il presidente russo, Vladimir Putin, e l’omologo statunitense, Joe Biden. La delegazione interdipartimentale russa è guidata dal viceministro degli Esteri della Federazione, Sergey Ryabkov, mentre quella degli USA dalla prima vicesegretaria di Stato, Wendy Sherman. Per quanto riguarda il focus dei colloqui, il 27 luglio il Ministero degli Esteri di Mosca aveva sottolineato che le delegazioni avrebbero discusso di questioni legate al mantenimento e al rafforzamento della stabilità strategica, nonché delle prospettive future per lo sviluppo di ulteriori misure che garantiscano il controllo degli armamenti.

Anche l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, ha commentato il summit delle due delegazioni. Secondo quanto reso noto, la parte russa è pronta a discutere di qualsiasi arma avente un potenziale strategico, sia nucleare sia non nucleare, sia difensiva sia offensiva. Antonov ha altresì rivelato che Mosca avrebbe in cantiere un nuovo piano per incrementare la sicurezza.

Nel frattempo, il medesimo 28 luglio, l’ambasciatore russo a Washington ha dichiarato che la Russia potrebbe escludere gli Stati Uniti dall’elenco dei “Paesi Ostili”. La condizione è però che gli USA applichino una “profonda revisione” della linea politica adottata nei confronti della Federazione. Per Antonov, il recente approccio di Washington verso Mosca ha causato “profonda instabilità nelle relazioni bilaterali”. Oltre a ciò, l’ambasciatore ha ribadito che la Russia, in più occasioni, ha notificato gli USA sulla sua disponibilità ad avviare una “cooperazione costruttiva”.

Al vertice russo-americano di Ginevra del 16 giugno, Putin e Biden hanno raggiunto un accordo sulla ripresa dei negoziati sulla stabilità strategica. Il 21 giugno, la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha dichiarato che per appianare totalmente le tensioni tra Mosca e Washington sono necessari ulteriori incontri bilaterali. “Potremmo aver bisogno di diversi vertici per raggiungere un certo grado di distensione in questo mondo di crescente tensione”, ha osservato la diplomatica, valutando lo stato attuale delle relazioni tra i due Paesi.

I rapporti tra Russia e Stati Uniti, fondamentali per la sicurezza e la stabilità globale, hanno attraversato un periodo difficile a causa dei diversi approcci delle due nazioni a una serie di importanti questioni internazionali. Ciò nonostante, proprio per le elevate responsabilità degli attori a livello mondiale, Mosca e Washington stanno provando a rilanciare il dialogo bilaterale. I primi tentativi sono stati avviati lo scorso 19 maggio, quando il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha incontrato a Reykjavík, a margine del Consiglio Artico, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken. Un secondo incontro di alto livello tra i due Paesi si è tenuto, il 24 maggio scorso, quando il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolai Patrushev, e il consigliere nazionale per la Sicurezza degli USA, Jake Sullivan, si sono riuniti a Ginevra per approfondire alcune questioni di stabilità strategica e la normalizzazione delle relazioni russo-americane. In entrambe le occasioni, l’esito del dialogo è stato definito “costruttivo”.

Tali iniziative sono poi culminate con l’incontro faccia a faccia tra i due presidenti, il quale è stato anche il primo vertice russo-americano dal 16 luglio 2018, quando Putin aveva tenuto un colloquio con l’ex capo della Casa Bianca, Donald Trump. Tra gli spunti positivi del summit di Ginevra, oltre alla distensione diplomatica relativa al ritorno degli ambasciatori, Putin e Biden hanno dichiarato di voler avviare consultazioni sulla cyber-sicurezza, lo scambio di prigionieri e il controllo delle armi. Proprio su quest’ultimo tema, nonostante le conferenze stampa dei due leader si siano svolte separatamente, è stata rilasciata una dichiarazione congiunta riguardo l’arsenale nucleare, in cui si legge che la Federazione Russa e gli Stati Uniti hanno confermato di aderire al principio secondo cui “non potranno esserci vincitori in una guerra nucleare”.

Nonostante tali sviluppi, il 20 giugno, Washington ha comunicato l’elaborazione di un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, per condannare le condizioni di detenzione dell’oppositore del Cremlino, Alexey Navalny, e per colpire le società russe coinvolte nella costruzione del Nord Stream 2. Parallelamente, sempre il 20 giugno, l’ambasciatore russo negli USA è rientrato a Washington al fine di normalizzare le relazioni bilaterali. “Non è un segnale che ci aspettavamo a seguito del vertice”, ha commentato tuttavia Antonov in relazione alle nuove misure. Successivamente, il 24 giugno, anche l’ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca, John Sullivan, è giunto nella capitale russa.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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