Russia: condannate due spie per contrabbando di S-300 all’Ucraina

Pubblicato il 28 luglio 2021 alle 11:32 in Russia Ucraina

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Il Servizio Federale per la Sicurezza (FSB) della Federazione Russa ha reso noto, mercoledì 28 luglio, che due spie sono state condannate a 10 anni di carcere per contrabbando di parti del sistema aereo antimissilistico russo S-300 per conto di Ukroboronprom, la società statale militare di Kiev.

A riferirlo è stato il quotidiano russo Izvestija. Il 28 luglio, il Tribunale di Rostov ha giudicato colpevoli il cittadino russo Denis Lobov e l’armeno Ararat Khachatryan. Sui due uomini pendono le accuse di “alto tradimento” e di “spionaggio”, sulla base degli articoli 275 e 276 del Codice penale della Federazione. Le indagini dell’FSB hanno rivelato che Lobov e Khachatryan erano impegnati nella raccolta di informazioni altamente riverivate riguardanti alcune componenti dei sistemi antimissilistici russi S-300. Secondo quanto riferito dalla suddetta testata, i due condannati hanno anche consegnato alla società Ukroboronprom alcune parti dell’S-300, con riferimento alla componente nota come klystron. Ad occuparsi del trasferimento di questi ultimi era Khachatryan. In tale contesto, è importante ricordare che quest’ultimo, nel marzo 2020, era stato posto in stato di fermo dall’FSB, il quale lo aveva colto in fragrante nel corso di uno scambio illegale di documenti.

L’ucraina Ukroboronprom è un conglomerato in cui convergono oltre un centinaio di stabilimenti di produzione di armi. La società riunisce imprese multidisciplinari ucraine, le quali sono specializzate in vari settori della Difesa. È impegnata in attività economiche nel campo dello sviluppo, della fabbricazione, della riparazione e dell’ammodernamento di armi e equipaggiamenti militari, nonché coinvolta nella cooperazione militare e tecnica con Paesi del Medio Oriente, con il Pakistan e l’India. Ukroboronprom si occupa, nello specifico, della fabbricazione di carri armati, veicoli robotici, sistemi di difesa aerea e anticarro, ma anche di munizioni ed esplosivi e di propulsori per astronavi.

Un analogo episodio di arresto per spionaggio si è verificato, il 7 giugno, in Russia . In tale occasione, l’FSB ha posto in stato di fermo l’ucraino Alexey Semenyaka con l’accusa di fornire informazioni all’intelligence di Kiev, la SBU. Successivamente, l’FSB ha emesso un mandato di espulsione dell’uomo dal territorio della Federazione. Secondo quanto reso noto dal Servizio Federale per la Sicurezza di Mosca, era da tempo che l’intelligence ucraina coordinava l’attività dell’agente espulso. Nello specifico, Semenyaka riportava le informazioni raccolte a due ufficiali della SBU, i quali operano nel Dipartimento di Controspionaggio per la Difesa degli interessi nazionali (DKIB) nel campo della sicurezza delle informazioni. Si tratta del tenente Timur Gasymov e del vicecapo del DKIB, il tenente colonnello Igor Chernyak.

Il principale lavoro di antiterrorismo e antispionaggio in Russia è svolto dal Servizio Federale per la Sicurezza in collaborazione con il Ministero degli Affari Interni, la Rosguard, il Comitato per la Sicurezza Interna e altre agenzie di polizia. L’ufficio del procuratore generale della Federazione Russa svolge poi un ruolo di coordinamento nella lotta contro la criminalità.

A tal riguardo, nel 1998 è stata adottata la legge federale “Lotta al terrorismo”, che per la prima volta nella storia della Russia ha stabilito le basi giuridiche e organizzative della lotta al terrorismo, le questioni di coordinamento e di procedura delle autorità, nonché i diritti, gli obblighi e le garanzie dei diritti dei cittadini. Una nuova norma “Sulla lotta al terrorismo” è stata adottata nel 2006. Secondo il codice penale della Federazione Russa, i terroristi sono passibili della pena più severa, fino all’ergastolo. Inoltre, tali criminali sono detenuti separatamente in strutture di detenzione al fine di prevenire la diffusione dell’ideologia terroristica e impedire tentativi di recluta di altri prigionieri. Le richieste pubbliche di attività terroristiche o estremiste, l’addestramento in campi terroristici o la partecipazione a tali organizzazioni, il finanziamento di attività estremiste, sono altresì punibili ai sensi del diritto penale di Mosca.

In totale, tra il 2019 e il 2020, l’FSB ha prevenuto 27 attacchi terroristici, di cui la maggior parte di matrice islamista. Tra gli ultimi, il 27 marzo 2020, un attentato è stato impedito a Krasnodar. Le forze di sicurezza hanno arrestato un cittadino russo di 26 anni che aveva realizzato una bomba fatta in casa, nascosta poi nella sua auto, e possedeva un telefono contenente la corrispondenza con alcuni membri dell’ISIS.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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