Pakistan-Arabia Saudita raggiungono l’allineamento su questioni bilaterali e regionali

Pubblicato il 28 luglio 2021 alle 19:19 in Arabia Saudita Pakistan

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Il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, ha incontrato il suo omologo pakistano, Shah Mehmood Qureshi, il 27 luglio, a Islamabad, in Pakistan. Le parti hanno dichiarato di essere “chiaramente allineate” su questioni bilaterali, così come sulla sicurezza regionale.

Al Saud ha condotto una visita di un giorno in Pakistan e tra i principali temi trattati vi sono stati gli affari economici, la sicurezza regionale e le problematiche legate alla diaspora dei pakistani che vivono in Arabia Saudita. Il ministro saudita ha dichiarato di aver trovato un chiaro allineamento con riferimento alle priorità “della stabilità e della sicurezza regionali, del dialogo e della risoluzione dei problemi attraverso il dialogo”. Al Saud ha rimarcato di aver determinato con Qureshi che la sicurezza è un aspetto fondamentale e che tra le questioni in cui le parti sono allineate vi sono i conflitti in Afghanistan, nel Kashmir, nei territori palestinesi e in Yemen.

D parte sua Qureshi ha anche sollevato la questione delle restrizioni di viaggio relative al coronavirus imposte dall’Arabia Saudita a coloro che viaggiano tra i due Paesi, chiedendo che vengano in parte rimosse visto il miglioramento della situazione in Pakistan. Qureshi ha affermato che, al momento, vi sarebbero circa 400.000 pakistani che risiedono o lavorano in Arabia Saudita che sono rimasti bloccati in Pakistan. In totale, secondo stime di Islamabad, sarebbero in totale circa 2 milioni i pakistani residenti in Arabia Saudita. Da parte sua, Al Saud ha dichiarato che le autorità saudite stanno lavorando in tal senso. Riad ha vietato i viaggi diretti dal Pakistan e ha approvato i vaccini AstraZeneca, Pfizer, Moderna e Johnson e Johnson, chiunque arrivi senza la somministrazione di uno tra essi è tenuto a rispettare una quarantena. Questo sarebbe però un costo che molti lavoratori pakistani hanno affermato di non potersi permettere, inoltre, il Pakistan ha inoculato gran parte della propria popolazione con vaccini cinesi.

Entrambi i ministri hanno poi affermato che i colloqui del 27 luglio si sono concentrati principalmente sulla decisione dei dettagli per stabilire come funzionerà il Saudi Pakistan Supreme Coordination Council (SPSCC), un organo annunciato a maggio che ha lo scopo di aumentare i collegamenti economici e di altro tipo tra i due Paesi. Il Pakistan e l’Arabia Saudita si sono impegnati a continuare “a lavorare a stretto contatto per rafforzare ulteriormente le relazioni bilaterali in tutti gli ambiti, con un focus particolare su commercio, investimenti, energia, ambiente e cultura”.

Al Saud è stato il primo funzionario saudita di alto profilo a recarsi in Pakistan dopo le tensioni che hanno di recente caratterizzato le relazioni bilaterali, storicamente amichevoli. Prima del 27 luglio, le parti avevano firmato una serie di accordi, l’8 maggio scorso, per migliorare i legami bilaterali, dopo mesi di relazioni tese a causa della regione a maggioranza musulmana del Kashmir. Qui, Islamabad ha dispute aperte con l’India e, nel 2020, aveva chiesto sostegno a Riad sostenendo che l’India non rispettasse i diritti della popolazione locale e non solo, senza però riceverlo.

In particolare, nel 2020, Riad aveva annullato l’invio di un miliardo di dollari in Pakistan nel quadro di un prestito da 3 miliardi di dollari e non aveva rinnovato una struttura di credito petrolifero da svariati miliardi di dollari al suo scadere. Prima di tali decisioni, Islamabad aveva respinto più richieste saudite di inviare truppe da terra in Yemen, a sostegno di una coalizione di Stati guidata dall’Arabia Saudita e intervenuta nel conflitto civile in Yemen, il 26 marzo 2015. Le tensioni tra Riad e Islamabad erano nate a causa delle dispute tra Pakistan e India relativamente alla regione del Kashmir. Quest’ultima si trova tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte la cui ripartizione non è riconosciuta dagli attori coinvolti, tant’è vero che Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra. Il 5 agosto 2019, l’India aveva revocato l’autonomia alla propria porzione di Kashmir e ne aveva cambiano lo status amministrativo. Il successivo 31 ottobre 2019, Nuova Delhi aveva quindi pubblicato una nuova mappa del Paese in cui i territori contesi con Islamabad erano stati fatti rientrare nel proprio territorio, insieme alle aree amministrate dal Pakistan che si era fortemente opposto a tali cambiamenti.  Nel mese di agosto 2020, Islamabad aveva chiesto a Riad di esporsi sulla questione e aveva sollecitato l’Organizzazione per la cooperazione islamica (OIC), con sede in Arabia Saudita, a convocare un incontro sul Kashmir e sulla Palestina, criticando il silenzio degli Stati arabi sulle “atrocità commesse contro i musulmani” in tali aree.

Nonostante, nel tempo, l’Arabia Saudita abbia sostenuto il Pakistan con ingenti somme di denaro, il Paese ha anche importanti legami commerciali con l’India e aveva deciso di non intervenire sulla questione del Kashmir. Oltre a questo, il Pakistan ha anche stretti legami con l’Iran, del quale, ad esempio, rappresenta gli interessi negli USA, ma che è anche il principale antagonista regionale di Riad. Al momento, oltre alla distensione con Riad, Islamabad sembrerebbe indirizzata verso un possibile miglioramento dei rapporti con Nuova Delhi mediato dagli Emirati arabi Uniti (UAE).

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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