Macron rassicura la Polinesia: “verità” e “trasparenza” sui test nucleari

Pubblicato il 28 luglio 2021 alle 17:52 in Asia Francia

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha chiesto “verità” e “trasparenza” sui test nucleari effettuati dalla Francia sugli atolli polinesiani tra il 1966 e il 1996. “Abbiamo un debito verso di voi”, ha affermato Macron, mercoledì 28 luglio, reclamando un “risarcimento migliore per le vittime”. 

Le dichiarazioni del presidente francese sono state rilasciate durante il suo tour nell’arcipelago, iniziato sabato 24 luglio. Arrivato a Papeete, capitale della Polinesia francese, Macron è stato accolto con ghirlande di fiori e danze tahitiane. Il viaggio avrebbe l’obiettivo, non dichiarato, di rafforzare la presenza geopolitica di Parigi nel Pacifico. Dal 2004, la Polinesia ha uno statuto autonomo e si definisce “un Paese d’oltremare all’interno della Repubblica, governato liberamente e democraticamente, dai suoi rappresentanti”. Macron è ancora il suo capo di Stato e la visita, tanto attesa, fa parte di quello che il suo ufficio chiama il “Tour de France” del presidente, volto a riaffermare “la sua vicinanza ai territori d’oltremare”. 

La presenza di Parigi nella regione, tuttavia, la porta a fare i conti con un tema che rappresenta ancora una ferita per il popolo polinesiano. Si tratta dei circa tre decenni di test nucleari condotti dalla Francia nell’arcipelago e la discussione sui risarcimenti per le vittime delle radiazioni. I test, effettuati per soddisfare la volontà francese di dotarsi di armi nucleari, rimangono una fonte di profondo risentimento per la popolazione, visti come prova di atteggiamenti coloniali razzisti che hanno ignorato la vita degli isolani. “Durante questa visita, il presidente ha voluto stabilire un dialogo forte e trasparente incoraggiando diversi passi concreti, con l’apertura degli archivi di stato e il risarcimento individuale”, ha affermato un funzionario presidenziale francese, intervistato da Agence France Presse ma rimasto anonimo. 

All’inizio del mese, funzionari francesi hanno negato qualsiasi insabbiamento sull’esposizione alle radiazioni in una riunione con i delegati del territorio semi-autonomo guidati dal presidente della Polinesia francese, Edouard Fritch. L’incontro è avvenuto dopo che il sito web investigativo Disclose aveva riferito, a marzo, che l’impatto dei test era stato molto più ampio di quanto le autorità avessero riconosciuto, citando documenti militari francesi declassificati. Solo 63 civili polinesiani sono stati risarciti per l’esposizione alle radiazioni da quando i test sono terminati nel 1996, aveva rilevato Disclose, stimando che più di 100.000 persone potrebbero essere state colpite in totale, con leucemie, linfomi e altri tumori. Patrick Galenon, l’ex presidente della Cassa di previdenza sociale Cps del territorio, ha affermato che le donne polinesiane di età compresa tra 40 e 50 anni “hanno i più alti tassi di cancro alla tiroide al mondo” e che il fondo ha speso 670 milioni di euro per curare le malattie causate dalle radiazioni dal 1985.

I residenti della Polinesia francese speravano quindi che Macron si scusasse e che dichiarasse il suo impegno nel risarcimento delle vittime delle radiazioni. Le dichiarazioni di mercoledì 28 luglio sono state un tentativo di venire incontro a queste richieste. Dopo 17 test nucleari nel Sahara, la Francia trasferì nel 1966 i suoi esperimenti nella Polinesia francese, sugli atolli di Mururoa e Fangataufa, dove effettuò 193 nuovi test in trent’anni. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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