Costa d’Avorio: incontro tra vecchi rivali

Pubblicato il 28 luglio 2021 alle 10:50 in Africa Costa d'Avorio

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Il presidente della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, ha accolto nel Paese il predecessore, Laurent Gbagbo, nel primo incontro tra i due dal conflitto civile scoppiato circa dieci anni fa.

“Incontro cordiale e fraterno con il mio giovane fratello Laurent Gbagbo. Lavoreremo per creare fiducia a beneficio del nostro Paese”, ha scritto Ouattara su Twitter, martedì 27 luglio. In una conferenza stampa congiunta, il presidente ha affermato che “la crisi aveva creato differenze ma che tutto questo è ormai alle spalle”. “Ciò che è importante per la Costa d’Avorio è la pace nel nostro Paese”, ha aggiunto, parlando davanti ai giornalisti e accanto al rivale di vecchia data. Gbagbo, 76 anni, è tornato alla ribalta da quando, il mese scorso, ha fatto ritorno nella nazione, dopo aver vinto una causa storica presso la Corte penale internazionale (ICC). Le accuse nei suoi confronti avevano a che fare con quanto successo nella guerra civile del 2010-2011, durante la quale circa 3.000 persone erano rimaste uccise. Gbagbo, al potere dal 2000, si era rifiutato di accettare la sconfitta elettorale e di cedere il mandato a Ouattara. Gli scontri che ne seguirono divisero il Nord e il Sud del Paese. Dopo essere stato espulso, l’ex presidente venne portato in aereo all’Aia, nel 2011, per essere accusato di crimini contro l’umanità, un reato da cui alla fine è stato assolto.

In occasione dell’incontro di martedì, Gbagbo ha chiesto il rilascio dei prigionieri detenuti dopo la crisi politica di dieci anni fa. “Ho informato il presidente che ero il loro leader e voi sarete d’accordo con me che oggi sono fuori. Sono stati imprigionati. Vorrei che il presidente facesse tutto il possibile per aiutarli”, ha dichiarato l’ex capo di Stato in conferenza stampa. “Incontrare il presidente Ouattara è esattamente in linea con il nostro modo di pensare”, ha aggiunto. Per il portavoce del governo, Amadou Coulibaly, “il dialogo nel Paese deve continuare, perché questa è la volontà del governo”.

Secondo alcuni media locali, il solo fatto di vedere Ouattara e Gbagbo insieme è considerato un segnale di distensione e un’immagine forte per gli ivoriani che cercano la pace e la riconciliazione nazionale. Tuttavia, una parte dell’entourage, come il portavoce di Gbagbo, Justin Katinan Kone, ha esortato il pubblico a “non esagerare” la portata dell’incontro. “Questa è una visita di cortesia all’anziano presidente. Se aiuta ad alleviare l’atmosfera politica, tanto meglio”, ha detto Kone. Più entusiasta l’opinione di Franck Anderson Kouassi, portavoce del partito Ivorian Popular Front (FPI) di Gbagbo.”Laurent Gbagbo è in uno spirito di apertura, dialogo e riconciliazione”, ha detto all’agenzia di stampa Agence France Presse. 

Ouattara, 79 anni, ha ottenuto una vittoria schiacciante nelle ultime elezioni, il 31 ottobre scorso. La votazione è stata caratterizzata da scontri violenti e accuse di brogli, con la credibilità dei risultati minata da un boicottaggio dell’opposizione. Dopo che Ouattara aveva annunciato l’intenzione di correre per un terzo mandato consecutivo, pesanti scontri erano scoppiati tra manifestanti e forze di sicurezza, con decine di persone rimaste uccise. L’incontro tra i due leader della Costa d’Avorio potrebbe servire, secondo alcuni, a riportare stabilità e a diffondere un senso di riconciliazione nel Paese.

Gbagbo, tuttavia, non ha fatto trapelare nulla sul ruolo politico che potrebbe svolgere in patria ora che è tornato. L’ex presidente mantiene il forte sostegno della sua base elettorale, in particolare nel Sud e nell’Ovest della nazione. Cresciuto negli anni ’70 come attivista di sinistra, contribuendo a porre fine al sistema del partito unico dopo l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, Gbagbo ha portato avanti una presidenza segnata da ribellioni, guerre civili, divisioni nazionali ed elezioni ripetutamente rinviate, pur conservando sempre un gran numero di sostenitori, che lo consideravano difensore dei poveri e degli oppressi.

Una questione delicata è quella della pena a 20 anni di carcere per l’ex presidente, condannato in contumacia per aver “saccheggiato” la Banca centrale degli Stati dell’Africa occidentale (BCEAO) durante il conflitto del 2010-11. Le autorità, tuttavia, hanno lasciato intendere che questa sentenza sarà revocata. Issiaka Diaby, che dirige un’associazione denominata Collettivo delle vittime della Costa d’Avorio, ha criticato le decisioni, definite “selettive”, del sistema giudiziario. “Crediamo che la riconciliazione non possa essere ridotta a un incontro tra due cittadini”, ha detto Diaby martedì durante la cerimonia in un cimitero di Abidjan per onorare le vittime del conflitto.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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