Russia-Bolivia: la penetrazione energetica in Bolivia con il nuovo centro nucleare

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 11:10 in Bolivia Russia

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La società energetica russa Rosatom ha avviato, martedì 27 luglio, il progetto che prevede la costruzione di un complesso di reattori nucleari in Bolivia, denominato Centro per la ricerca e la tecnologia nucleare.

A riferirlo è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti, spiegando che si tratta di un progetto innovativo e senza analoghi al mondo. Grazie alla posizione geografica in cui sarà collocato – a 4.000 metri dal livello del mare – il sito si svilupperà verticalmente, raggiungendo un’altezza senza precedenti. Parallelamente, il vicedirettore generale della statale russa Rosatom, Kirill Komarov, ha riferito che il Centro, secondo le previsioni, dovrebbe essere operativo a partire dal 2024. Per Komarov, si tratta di un “miracolo tecnologico” perché permetterà alla Bolivia di entrare nel novero dei Paesi più innovativi al mondo.

Il nuovo sito sarà dotato di un reattore basato sulla tecnologia ad acqua pressurizzata, che raggiungerà una potenza fino a 200 kW. A questo si aggiungerà un impianto sperimentale polivalente, nonché un complesso di strutture ingegneristiche che ospiterà diverse tipologie di laboratori. Gli investimenti totali che permetteranno di concretizzare il progetto ammonteranno a 300 milioni di dollari. In questo senso, è importante sottolineare che l’impegno del colosso energetico russo non si limiterà solo al parziale finanziamento del progetto. La compagnia statale di Mosca, nello specifico, offrirà anche corsi per la formazione del personale scientifico e ingegneristico, al fine di trasmettere agli studiosi dello Stato dell’America Meridionale il know-how russo nel campo energetico e nucleare.

L’accordo che ha concretizzato il progetto è stato sottoscritto il 19 settembre 2017 a Vienna. In tale occasione, l’Agenzia per l’energia atomica della Bolivia e l’Istituto statale di progettazione specializzata – parte del colosso Rosatom – hanno siglato un contratto per formalizzare la costruzione del Centro per la ricerca e la tecnologia nucleare (Citiden) a El Alto, in Bolivia. La firma è avvenuta alla presenza del direttore generale di Rosatom, Alexey Likhachev, e il viceministro dell’Energia boliviano, Alberto Echasu.

La penetrazione della Russia in America Latina si concretizza ulteriormente con il suddetto Centro energetico, essendo quest’ultimo uno dei più grandi progetti di Mosca nel territorio meridionale. Una volta operativo, il Centro aprirà nuove opportunità al Cremlino, poiché potrà esportare tecnologie nucleari pacifiche anche verso gli altri Paesi della regione. Nonostante le relazioni diplomatiche tra Russia e Bolivia risalgano alla fine del 1800, è nel 2009 che l’intenzione di sviluppare la partnership bilaterale si è concretizzata. Il 16 febbraio 2009, l’allora presidente boliviano, Evo Morales, è giunto in visita ufficiale nella Federazione, diventando il primo capo di Stato della Bolivia a visitare formalmente la Russia.

La cooperazione russo-boliviana trova le sue fondamenta nell’analoga posizione che i due Paesi hanno nelle questioni chiave dell’agenda internazionale. Inoltre, l’asse è particolarmente sviluppato nel campo energetico e commerciale. Il colosso energetico russo, Gazprom, di proprietà statale, insieme a Total E&P Bolivie e TecPetrol de Bolivia, hanno avviato progetti congiunti per lo sviluppo del giacimento di petrolio nell’Isola di Incahuasi. Oltre a questo, Gazprom e Total E&P Bolivie sono impegnati nell’esplorazione geologica dei giacimenti di idrocarburi nel blocco Azero. Per quanto riguarda la sfera economica, è importante ricordare l’istituzione della Commissione intergovernativa russo-boliviana per il commercio e la cooperazione economica (CIG). La prima riunione di tale formato si è tenuta nel maggio del 2013, nella città di Santa Cruz de la Sierra. Successivamente, un altro incontro si è tenuto nel maggio del 2017 a Mosca.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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