Perù: a capo del Congresso un membro dell’opposizione moderata

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 14:47 in America Latina Perù

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L’avvocato di centrodestra, María del Carmen Alva, è stata eletta, questo lunedì 26 luglio, come nuovo capo del Congresso del Perù, due giorni prima che il politico di sinistra, Pedro Castillo, assumesse la presidenza del Paese. “In questo momento di polarizzazione che sta vivendo il nostro Stato, vi esorto all’unità a un dialogo rispettoso per affrontare insieme le sfide attuali”, ha comunicato Alva, sottolineando che “la frammentazione del Congresso ci costringe a salvare uno dei principi fondamentali, il rispetto per tutte le minoranze, dato che nessuna ha la maggioranza”.

Nel nuovo Congresso peruviano sono presenti 10 partiti politici, i cui 130 membri hanno prestato giuramento il 23 luglio. Il partito di Castillo, Peru Libre, possiede 37 seggi, mentre quello di Keiko Fujimori, Fuerza Popular, ne ha 24.

Il presidente ad interim, Francisco Sagasti, ha ritenuto importante che il rapporto tra l’Esecutivo e il Congresso sia “più fluido” nei prossimi anni, essendo entrambe le istituzioni poteri statali fondamentali per il futuro del Paese. “Abbiamo cercato di dimostrare che è possibile lavorare insieme e colmare differenze e punti di vista diversi”, ha riferito Sagasti nella sua ultima conferenza stampa.

Castillo è stato proclamato, il 19 luglio, presidente del Perù. Secondo il conteggio dell’Ufficio nazionale dei processi elettorali, il politico di sinistra ha ottenuto il 50,125% dei voti, mentre la sua rivale di destra, Fujimori, ha ottenuto il 49,875%. Castillo ha ricevuto le congratulazioni da vari Paesi, come gli USA, il Messico, l’Argentina, la Colombia, il Venezuela e Cuba, tra gli altri Governi della regione. Il politico socialista, sconosciuto alla maggioranza della popolazione fino a poco prima delle elezioni, non ha rinunciato alla sua promessa di redigere una nuova Costituzione che dia allo Stato un ruolo maggiore nell’economia, ma ha chiarito che questa rimarrà in vigore “fino a quando il popolo vorrà”.

Il presidente del Perù ha riferito, il 20 luglio, di voler integrare diversi gruppi politici nel suo primo Governo. Castillo ha affermato che questa decisione è un’opportunità per dare spazio ai diversi settori del Paese. “La gente ha bisogno di lealtà. Il mio Governo penserà alla salute del popolo peruviano e affronterà la crisi economica che ci sta affliggendo”, ha comunicato il politico di sinistra, motivato a riattivare l’economia nel Paese che è il secondo produttore mondiale di rame.

Il rapporto di Castillo con il nuovo Congresso sarà fondamentale per le sue riforme. Il nuovo presidente del Perù governerà il Paese per i prossimi 5 anni, fino al 2026, e dovrà affrontare diverse questioni, tra cui la pandemia di Covid-19, la caduta dell’economia, la crescita delle disuguaglianze e della povertà, nonché l’arrivo dell’ondata migratoria, principalmente venezuelana. Secondo un rapporto del Ministero della Salute, i casi di Covid-19 in Perù sono saliti a 198 milioni dall’inizio della pandemia, a fronte di circa 187 mila decessi. Il Governo ha prorogato lo stato di emergenza fino al 2 settembre 2021, al fine di proseguire la lotta contro il Covid-19 nel Paese.

L’inaugurazione del nuovo presidente avverrà nel giorno in cui il Perù commemora il bicentenario dell’indipendenza, dichiarato il 28 luglio 1821 dal generale argentino José de San Martín. “Mentre si commemora il bicentenario, è simbolico che una donna presieda il Consiglio di amministrazione” del Congresso, ha affermato Alva.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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