Nigeria: scontri tra polizia e banditi, 7 morti

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 17:42 in Africa Nigeria

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In Nigeria, un capo della polizia locale e 6 banditi sono rimasti uccisi in uno scontro nello stato sudorientale di Imo. L’episodio è avvenuto lunedì 26 luglio, quando un gruppo di uomini armati è stato avvistato mentre entrava nella città di Omuma a bordo di un convoglio formato da tre veicoli. La polizia è intervenuta immediatamente, uccidendo 6 persone e arrestandone 11. Le autorità non hanno fornito informazioni sui banditi, evitando di specificare a quale gruppo appartenessero. 

La Nigeria sudorientale, dove risiede la maggior parte dei membri del gruppo etnico Igbo, è stata colta da settimane di tensione da quando Nnamdi Kanu, leader del popolo indigeno del Biafra (IPOB), un’organizzazione che l’esercito nigeriano ha etichettato come terroristica, è stato arrestato. In passato, le autorità nigeriane hanno accusato i membri dell’IPOB di attacchi alle stazioni di polizia nel Sud-Est del Paese. Un portavoce del gruppo, tuttavia, ha riferito che gli uomini armati sorpresi a Omuma lunedì sono sconosciuti all’organizzazione.

Kanu ha già trascorso due anni in carcere accusato di associazione a delinquere e appartenenza a un’organizzazione illegale, ma era scomparso dopo essere stato rilasciato su cauzione nell’aprile 2017. Da allora, la posizione del leader dell’IPOB non è stata chiara, ma il governo ha fortemente criticato i suoi post sui social media, ritenendoli la causa della crescente insofferenza che avrebbe portato ad una nuova ondata di attacchi nel Sud-Est della Nigeria. Il 20 luglio è stato arrestato e, in questi giorni, verrà processato in Nigeria. A maggio, la polizia aveva lanciato un’operazione nelle regioni sudorientali del Paese, per reprimere l’aumento della violenza, scatenando il timore di un ritorno alla guerra.

Il Popolo Indigeno del Biafra (IPOB) è un’organizzazione separatista nigeriana, il cui principale obiettivo è creare uno Stato indipendente del Biafra. Il gruppo è stato fondato nel 2012 dallo stesso Nnamdi Kanu, attivista nigeriano britannico. I sostenitori di IPOB includono principalmente persone dei gruppi etnici Igbo, Anang, Igbanke, Igala e Idoma all’interno dell’ex territorio del Biafra. Negli anni, l’organizzazione ha criticato il governo federale nigeriano per la distribuzione iniqua delle risorse, l’emarginazione etnica e la repressione militare. Il 18 settembre 2017 l’Alta Corte Federale di Abuja ha definito l’IPOB un’organizzazione terroristica ai sensi del Terrorism Act della Nigeria. L’organizzazione ha cercato di ribaltare la decisione del tribunale nel 2018, senza successo. 

L’insicurezza domina quasi tutto il territorio nazionale nigeriano. Il Nord-Ovest è il fulcro di una recente ondata di rapimenti di massa di studenti da parte di banditi che cercano di ottenere riscatti, mentre il Nord-Eest rimane preda dell’insurrezione islamista che coinvolge le organizzazioni di Boko Haram e dello Stato islamico nell’Africa occidentale (ISWAP) e ha provocato la morte, negli ultimi dieci anni, di circa 350.000 persone. I furti e i sequestri sono all’ordine del giorno in tutto il Paese, così come i conflitti tra pastori e agricoltori, che provocano spesso violenze e scontri mortali. Secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), a rendere ancora più pericolosa la minaccia dei gruppi di banditi locali sarebbe il fatto che questi criminali starebbero formando alleanze con i militanti islamisti appartenenti a Boko Haram. Quest’ultima è un’organizzazione nata nel 2002 in Nigeria come movimento religioso finalizzato a riformare la società in base ad un’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza regionali hanno inferto duri colpi al gruppo di Boko Haram, costringendolo a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha continuato a perpetrare attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia i militari che i civili.  

Oltre a Boko Haram, uno dei gruppi più temuti nell’area è ISWAP, nato da una divisione interna all’organizzazione madre. Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale. Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dello Stato Islamico in Siria e Iraq ha riconosciuto e nominato Abu Musab al-Barnawi come leader de facto dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa tra la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020. Il 6 giugno, l’ISWAP ha annunciato che Shekau sarebbe morto a seguito dell’esplosione di un ordigno, il 18 maggio, mentre tentava di scappare da un assalto dei militanti dello Stato Islamico. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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