Myanmar: annullati i risultati delle ultime elezioni

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 7:17 in Myanmar

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La giunta militare al potere in Myanmar dal primo febbraio scorso ha annullato i risultati delle elezioni dello scorso 8 novembre vinte dalla Lega nazionale per la Democrazia (NDL), con a capo Aung San Suu Kyi.

I militari hanno affermato che le votazioni non erano state libere ed eque e che tale conclusione è stata raggiunta in seguito ad indagini che avrebbero scoperto oltre 11 milioni di casi di frode elettorale. Il presidente della commissione elettorale del Myanmar, Thein Soe, ha affermato che la NDL avrebbe cercato di accaparrarsi potere statale e candidati da altri partiti utilizzando come scusa le restrizioni per il coronavirus. Soe ha affermato che l’annullamento è avvenuto perché le elezioni non sono state giuste ed eque ma non ha affermato se saranno organizzate nuove votazioni o meno. In precedenza la giunta militare al potere aveva annunciato che avrebbe indetto elezioni entro due anni dal primo febbraio scorso e che avrebbe potuto sciogliere la NDL.

In un rapporto sui sondaggi del 2020, il gruppo di monitoraggio della Rete asiatica per le elezioni libere ha affermato che le elezioni sono state “in generale, rappresentative della volontà del popolo”.

I militari del Myanmar ha preso il potere il primo febbraio scorso, dopo aver arrestato, nella stessa giornata, la leader del governo civile che è stato rovesciato, Aung San Suu Kyi, l’allora presidente, Win Myint, e altre figure di primo piano dell’esecutivo. I poteri legislativi, esecutivi e giudiziari sono stati trasferiti al comandante in capo delle forze armate, Min Aung Hlaing, mentre il generale Myint Swe è stato nominato presidente ad interim del Paese. L’Esercito ha giustificato le proprie azioni denunciando frodi elettorali avvenute durante le elezioni dello scorso 8 novembre che avevano decretato vincitore con l’83% dei voti la Lega nazionale per la Democrazia (NDL), il partito allora al governo con a capo Aung San Suu Kyi. Quest’ultima è attualmente sotto processo in diversi casi che la vedono sotto accusa per reati quali violazione delle restrizioni per contenere il coronavirus e importazione illegale di walkie talkie, che potrebbero determinare oltre dieci anni di carcere.

Dal primo febbraio scorso, il Myanmar ha assisto a sconvolgimenti interni su più fronti. In primo luogo, dal 6 febbraio, sono nati sia un movimento di disobbedienza civile, con il quale molti dipendenti pubblici hanno lasciato il proprio impiego, sia proteste della popolazione, che l’Esercito ha represso con la violenza. Sarebbero oltre 900 le persone morte negli scontri. In secondo luogo, l’Esercito ha ripreso a combattere contro diverse milizie etniche presenti da decenni in Myanmar, le quali si sono avvicinate ai manifestanti fornendo loro anche addestramento militare. I combattimenti nelle aree periferiche del Paese stanno generando centinaia di migliaia di sfollati e si teme per la loro dispersione anche oltre ai confini birmani. Infine, il 16 aprile scorso, più membri del Parlamento birmano deposti, alcuni leader delle proteste e altri rappresentanti di alcune minoranze etniche del Paese hanno istituito un governo di unità nazionale (GUN), che, dal 5 maggio scorso, ha un corpo armato noto come Forza di difesa del popolo. Il GUN e le sue milizie sono stati classificati come un gruppo terroristico l’8 maggio scorso.

Al momento il Paese sta affrontando poi difficoltà legate ad una nuova ondata di coronavirus. Oltre a questo, il 26 luglio, la Banca mondiale ha stimato che l’economia del Myanmar dovrebbe contrarsi del 18% nel 2021, a causa dei disordini seguiti al colpo di Stato e alla terza ondata di coronavirus.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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