Libia: ucciso il leader di una milizia filo-Haftar, responsabile dei crimini di Tarhuna

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 15:16 in Africa Libia

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Il capo della milizia Kaniyat, Muhammad al-Kani, alla guida di un gruppo armato affiliato all’Esercito Nazionale Libico (LNA), è stato ucciso a seguito di un agguato perpetrato da uomini armati non identificati.

La notizia è stata riportata da diversa media libici, tra cui Akhbarlibya24, secondo cui al-Kani è stato assassinato all’alba di oggi, martedì 27 luglio, mentre si trovava nella sua abitazione situata nell’area di Bouatni, nella periferia della città orientale di Bengasi. Sinora, non vi è stato alcun annuncio ufficiale da parte delle autorità libiche. Una fonte della sicurezza ha riferito al quotidiano al-Araby al-Jadeed che il corpo di al-Kani è stato trasferito all’ospedale di Bengasi, mentre le squadre locali hanno avviato indagini su quanto accaduto. Secondo le prime informazioni fornite dai residenti di Bouatni, un gruppo di uomini armati mascherati, giunti a bordo di quattro veicoli, ha fatto irruzione nell’abitazione di al-Kani, e successivamente sono stati uditi colpi da arma da fuoco. Durante l’assalto, si pensa sia rimasto ucciso anche un altro membro della milizia Kanyat, Abdel Bari al-Shaqaqi, mentre tre combattenti sarebbero stati catturati e trasferiti verso una destinazione al momento ignota. Fonti di Bengasi hanno poi rivelato che la responsabilità dell’agguato potrebbe essere fatta risalire al gruppo rivale di Tariq bin Ziyad, guidato dal figlio del generale Khalifa Haftar, Saddam.

A seguito dell’accaduto, i cittadini di Tarhuna sono stati visti scendere per le strade della città per festeggiare l’uccisione di al-Kani. Quest’ultimo guidava una milizia, Kaniyat, accusata di aver perpetrato massacri in tale città, situata a circa 95 km a Sud-Est di Tripoli. In particolare, Tarhuna era stata impiegata dalle forze dell’LNA, guidate dal generale Khalifa Haftar, nella campagna volta alla conquista di Tripoli, intrapresa il 4 aprile 2019. Poi, a seguito della sua liberazione, avvenuta il 5 giugno 2020, il precedente governo di Tripoli ha scoperto dei veri e propri cimiteri, oltre a circa 112 cadaveri depositati in pozzi, contenitori di ferro o ammassati in fosse comuni. Si pensa che questi fossero sia civili locali, contrari alla presenza dell’esercito di Haftar, sia soldati di Tripoli catturati dall’LNA. In realtà, già nell’aprile 2019 vi erano state circa 100 segnalazioni in merito alle torture, uccisioni e sfollamenti forzati portati avanti a Tarhuna da parte di forze locali fedeli ad Haftar. Le vittime erano perlopiù cittadini, funzionari statali, combattenti catturati e attivisti della società civile. Non da ultimo, il 13 settembre 2019, erano state registrate esecuzioni sommarie presso la prigione di Tarhuna.

Circa il ruolo di al-Kani, al-Araby al-Jadeed racconta che il leader, insieme a sei dei suoi fratelli, aveva formato la milizia armata di Tarhuna, inizialmente nota con il nome di Ottava Brigata, nel 2013. Da quel momento, Muhammad ha svolto un ruolo sempre più influente nella città orientale, attraverso operazioni quali arresti e sparizioni forzate, il che ha spinto il Pubblico ministero a emettere mandati di arresto contro i capi della milizia, il 13 novembre 2017. Il gruppo di al-Kani ha poi partecipato, nel 2018, in un attacco nel Sud-Ovest di Tripoli, dove si è scontrato, per circa un mese, con le forze affiliate al precedente governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA). L’anno successivo, nel 2019, la milizia di al-Kani si è unita all’LNA nell’operazione di Haftar contro Tripoli, trasformando Tarhuna in una base funzionale a tale offensiva. A tal proposito, si pensa che dalla città di Tarhuna gli aerei emiratini lanciassero droni contro i quartieri residenziali della capitale.

Il 22 marzo scorso, la milizia Kaniyat è stata sanzionata dall’Unione Europea per presunti omicidi extragiudiziali e sparizioni forzate commesse tra il 2015 e il 2020. Pochi mesi prima, il 25 novembre 2020, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva inserito il medesimo gruppo nella lista nera di Washington per violazione dei diritti umani. Nonostante l’opposizione della Russia, con una mossa unilaterale, gli USA hanno sanzionato al-Kaniyat e due leader, Muhammad al-Kani, e suo fratello, Abdul Rahim, ai sensi del Global Magnitsky Act. Questo ha consentito al governo degli Stati Uniti di prendere di mira gli abusi e le violenze, congelando i beni della milizia e vietando agli statunitensi di intrattenere rapporti con le persone colpite dalle sanzioni. 

Quanto accaduto il 27 luglio è ulteriore indice della precaria sicurezza dell’Est libico, tuttora controllato dai gruppi fedeli al generale Khalifa Haftar, dove continuano a verificarsi operazioni di vendetta o “regolamento di conti” tra le bande libiche locali. Sebbene le autorità della Libia orientale abbiano più volte riferito di aver condotto indagini su uccisioni “illegali”, i responsabili di tali crimini, a cui si fa riferimento con “uomini armati non identificati”, non sono ancora stati portati davanti alla giustizia.

Alla base della mancanza di sicurezza, sia nell’Est sia nell’Ovest libico, secondo alcuni, vi è l’assenza di un apparato militare unificato. Le istituzioni di sicurezza statali risultano essere ancora divise e, di conseguenza, non in grado di fronteggiare situazioni che potrebbero sfociare nel caos. Inoltre, il governo ad interim guidato da Abdul Hamid Dabaiba sembra non avere ancora un piano chiaro per affrontare gruppi armati locali, volto ad arrestare i combattenti “fuorilegge” e ad includerne altri nelle forze regolari statali. Unificare i servizi e le autorità di sicurezza e portarli sotto il controllo dello Stato è uno dei diversi dossier definiti più “spinosi” per il governo Dabaiba, impegnato a guidare la Libia nel percorso di transizione democratica, e, in particolare, verso le elezioni del 24 dicembre 2021, oltre che nel garantire stabilità alla popolazione e a porre fine alla crisi scoppiata nel 2011. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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