La Colombia chiede agli Stati Uniti di dichiarare il Venezuela un Paese sponsor del terrorismo

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 10:03 in Colombia Venezuela

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Il Governo della Colombia ha chiesto agli Stati Uniti, il 26 luglio, di dichiarare il Venezuela un Paese che promuove il terrorismo. Il presidente colombiano, Iván Duque, ha rivolto questa domanda all’ambasciatore degli Stati Uniti in Colombia, Philip Goldberg, durante l’installazione del III Seminario Internazionale per l’Analisi e la Prevenzione del Terrorismo Urbano a Bogotá. “Il regime dittatoriale del Venezuela, con gruppi armati come i dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) e l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), merita una denominazione dagli Stati Uniti come Paese promotore del terrorismo”, ha affermato Duque.

Il capo di Stato colombiano ha asssicurato che la nazione guidata dal presidente venezuelano, Nicolás Maduro, “sta proteggendo” i membri del Grupo Armado Organizado residual 33, accusato di essere responsabile di un attentato con autobomba a un battaglione dell’esercito a Cúcuta e dell’attacco subito dallo stesso Duque, il 25 giugno, mentre viaggiava in elicottero con altri membri del Governo, nel Nord-Est del Paese.

Sei persone, che sarebbero coinvolte nell’attacco contro il presidente della Colombia, sono state catturate, il 19 luglio, a Cúcuta e Tibú, nel Norte de Santander. Tra gli arrestati, ci sono un ex membro delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC), una scorta dell’Unità nazionale di protezione (Unp), un ex capitano dell’esercito insieme a suo padre e una donna che lavorava nell’area vigilanza dell’aeroporto di Cucuta. Si tratta del primo attacco contro un capo di Stato colombiano in circa 20 anni.

Il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, ha respinto le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Colombia e ha assicurato che in territorio venezuelano non ci sono potenti leader di bande criminali o membri delle FARC.  Attraverso il suo account Twitter, Arreaza ha riferito a Duque di non “essere così cinico, essendo a capo di un narco-Governo che esporta droga e violenza e che invia mercenari per assassinare i presidenti nella regione”. Il ministro degli Esteri venezuelano ha fatto riferimento all’assassinio del presidente di Haiti, Jovenel Moïse, avvenuto all’alba del 7 luglio e in cui erano implicati diversi ex soldati colombiani.

Il Governo del Venezuela ha respinto, il 23 luglio, le accuse mosse dalle autorità colombiane sulla sua presunta partecipazione a un attentato contro Duque. In un messaggio diffuso sui social network, Arreaza ha assicurato che il presidente colombiano “sta dando la colpa al Venezuela” per cercare di nascondere i problemi del suo Paese. “La Colombia è piena di violenza e di gruppi armati. La sua economia si affida al traffico di droga e ci sono massacri e attentati quotidiani di leader sociali”, ha affermato il ministro degli Esteri venezuelano.

La Colombia ha a lungo accusato il Venezuela di fornire rifugio agli ex combattenti delle FARC, tra cui l’ex capo guerrigliero Márquez, che rifiutano l’accordo di pace firmato con il Governo nel 2016. Tuttavia, l’esercito venezuelano è stato impegnato, dal 21 marzo, a combattere contro le FARC nello Stato di Apure, al confine con la Colombia.

Le relazioni tra Caracas e Bogotà sono sempre più tese da quando la Colombia si è unita agli Stati Uniti e ad altri Paesi della comunità internazionale nel riconoscere il leader dell’opposizione venezuelana, Juán Guaidó, come presidente del Paese, nel 2019.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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