Iran: neutralizzato un gruppo di terroristi azeri

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 16:19 in Azerbaigian Iran

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Le autorità iraniane hanno annunciato, martedì 27 luglio, di aver neutralizzato un gruppo terroristico che operava nella provincia Nord-occidentale dell’Azerbaigian, nei pressi della città di Bukan.

A riferirlo è stata l’agenzia di stampa russa TASS, citando i dati dell’omologa iraniana Tasnim, con riferimento alla dichiarazione delle Forze Armate del Paese. Nel corso dell’operazione, le autorità di Teheran hanno identificato e neutralizzato un gruppo composto da tre militanti terroristi. Due di questi sono rimasti uccisi, mentre un altro è rimasto ferito dall’incursione delle forze armate iraniane. A seguito di tale epilogo, altri tre uomini appartenenti al medesimo gruppo, il cui nome non è stato specificato, hanno tentato di soccorrere il ferito. Le autorità di Teheran sono riuscite ad arrestare anche i restanti aggressori.

Le Forze Armate dell’Iran conducono regolarmente operazioni per identificare i gruppi antigovernativi attivi nel Paese. Anche il 26 luglio, le autorità del Paese hanno posto in stato di fermo un totale di 36 terroristi, accusati di pianificare “azioni di sabotaggio” in diverse aree dell’Iran.

La lotta al terrorismo è una delle priorità dell’Azerbaigian, il quale attribuisce grande importanza al rafforzamento dei legami internazionali nel campo della sicurezza. Le organizzazioni terroristiche bandite includono Al-Qaeda, Al-Nusra Front e Hizb ut-Tahrir. In tale contesto, è importante sottolineare che, tra il 1980 e il 1990, è andato incontro ad una fase di “rinascita islamica”. È in questo periodo che hanno avuto origine molti gruppi islamisti locali. Tra il 1990 e il 1991, a ridotto dell’indipendenza del Paese dall’ex Unione Sovietica, tali gruppi si sono offerti di inviare militanti per sostenere il terrorista Saddam Hussein nella Guerra del Golfo.

In tale contesto, è importante ricordare i maggiori attacchi terroristici che hanno colpito il Paese Asiatico. Il primo attentato risale al 19 marzo 1994 ed è avvenuto a Baku, capitale dell’Azerbaigian. In tale occasione, una bomba è stata fatta esplodere nella stazione metropolitana “20 gennaio”. L’attentatore suicida, che è morto sul colpo, è stato identificato come Oktay Gurbanov. Come risultato del primo attacco, 14 persone sono state uccise e 49 ferite. Il secondo attacco è stato perpetrato il 3 luglio. La bomba, anche in questo caso, è stata fatta esplodere in una stazione ferroviaria della capitale, denominata “28 maggio”. Il bilancio delle vittime è stato di 13 morti e 42 feriti. In entrambi i casi, la paternità degli attacchi è stata attribuita al gruppo Sadval, un movimento separatista legzino, ormai scomparso.

Il Movimento Nazionale Lezgin, denominato Sadval, che in azero significa unità, è stato fondato nel luglio 1990 nella città autonoma di Derbent, presso la regione del Daghestan. I militanti chiesero l’unificazione del popolo Lezgin, che viveva in Azerbaigian, e gli altri cittadini che si trovavano nel Daghestan. Secondo quanto sostenuto dai militanti, gli era stata “negata l’opportunità di sviluppare la loro cultura” sotto il dominio sovietico. Il leader del movimento Sadval, Nazim Hajiyev, è stato ucciso nella sua casa nel Daghestan, nel marzo del 2016. Tale evento, insieme all’impegno delle unità antiterrorismo del Paese, ha portato al graduale sradicamento del movimento terrorista.  

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione