Georgia: al via le esercitazioni militari con la NATO

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 18:23 in Georgia NATO

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Le Forze Armate della Georgia hanno avviato, lunedì 26 luglio, le esercitazioni militari Agile Spirit, che si terranno in tre basi di addestramento del Paese. Si tratta di Senkai, nell’Ovest della Georgia, del meridionale Orfololo e di Vaziani, situato nella periferia della capitale Tbilisi.

A riferirlo, il medesimo lunedì, è stato il quotidiano russo Kommersant. Secondo quanto reso noto, alle manovre militari prenderanno parte 1.600 soldati georgiani e 700 statunitensi. A questi si aggiungeranno altrettanti 250.000 militari appartenenti a 13 Stati sia membri sia partner dell’Alleanza Atlantica. Tra questi, la testata russa ha menzionato le forze armate dell’Ucraina, le quali sono giunte nel Paese caucasico, approdando nel porto di Poti.

Nel corso della cerimonia di apertura delle operazioni belliche, tenutasi presso la base di Senkai, il ministro della Difesa della Georgia, Juansher Burchuladze, ha dichiarato che le esercitazioni permetteranno di incrementare la presenza della NATO nel Paese. Lo scopo delle manovre, a detta di Burchuladze, sarà quello di permettere alle truppe georgiane di interagire con quelle dell’Alleanza, al fine di migliorare l’operatività congiunta durante la pianificazione e l’esecuzione delle manovre.

In tale contesto, è importante sottolineare che, nell’ultimo periodo, la NATO ha svolto numerose esercitazioni militari congiunte nei territori dell’Est Europa, nei pressi del confine con la Federazione Russa. Le ultime, che si sono concluse il 10 luglio, sono le Sea Breeze 2021, capeggiate da Kiev e da Washington. Sono state avviate il 28 giugno nell’area Nord-Occidentale del Mar Nero e hanno coinvolto oltre 17 Paesi NATO e altri 15 Stati partner dell’Alleanza. Le manovre hanno visto dispiegati circa 32 navi da guerra, 40 aerei e 5.000 soldati. Da parte sua, la Federazione Russa aveva più volte richiesto l’annullamento delle esercitazioni, affermando di non gradire l’ingente presenza militare dell’Alleanza Atlantica nei pressi del confine con il Paese.

Al momento, Ucraina, Stati Uniti, Polonia e Lituania sono impegnate nelle operazioni Three Swords 2021. Queste ultime sono state avviate il 17 luglio e termineranno il 30 del mese. A fungere da sfondo delle manovre è il Centro Internazionale di Pace e Sicurezza (IPSC) di Yavoriv, non distante dalla città ucraina di Leopoli, a 70 chilometri dal confine con la Polonia. Tali manovre coinvolgeranno circa 1.200 militari e oltre 200 veicoli e attrezzature belliche. Parallelamente, dal 12 al 24 luglio, nel Sud dell’Ucraina si sono tenute le Cossack Mace 2021, capeggiate da Kiev e Londra. Tali operazioni hanno coinvolto 2.000 militari e oltre 300 unità di equipaggiamento bellico di 5 Paesi, quali Ucraina, Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti e Svezia. Le manovre sono state annunciate al fine di creare condizioni favorevoli e sviluppare il massimo grado di coordinamento tra le unità di Ucraina e Regno Unito, nonché incrementare il livello di cooperazione militare.

Oltre a queste, è importante ricordare le altre esercitazioni che l’Alleanza Atlantica ha condotto nei pressi del Mar Nero. A tal proposito, è importante ricordare che, il 28 maggio, la NATO ha avviato le manovre Steadfast Defender 2021, al largo delle coste del Portogallo. Successivamente, le operazioni sono state spostate nel Mar Nero e nell’ala meridionale dell’Alleanza, ovvero in Romania, in Ungheria e in Bulgaria. Altrettanto rilevante è ricordare che la NATO, dal 2 aprile a fine giugno, ha avviato le esercitazioni Defender Europe 2021. Queste ultime sono state definite come la più grande mobilitazione a guida statunitense e coinvolgono le truppe di 27 Stati, sia europei sia non europei. Le esercitazioni si svolgono presso i territori dei Paesi baltici, quelli del Nord Africa, e dei Balcani.

L’incremento della presenza militare della NATO nel Mar Nero non è stato accolto con favore da Mosca e ha contribuito ad acuire le già forti tensioni tra Russia e l’Alleanza. Nello specifico, il 23 giugno, la Flotta del Mar Nero della Federazione ha aperto il fuoco lungo la rotta della nave da guerra britannica HMS Defender perché quest’ultima aveva violato di tre chilometri il confine russo, al largo della costa della Crimea, nelle acque di Capo Fiolent. Dall’altra parte, il Ministero della Difesa della Gran Bretagna ha negato le dichiarazioni di Mosca, aggiungendo che la Marina della Federazione, in realtà, non avrebbe aperto il fuoco. Quanto all’accusa di violazione di territorio, la Royal Navy ha sottolineato che il transito, definito “innocente”, è stato effettuato in conformità con il diritto internazionale poiché reputa le acque crimeane come parte del territorio ucraino. Più tardi, il 27 giugno, sono stati rinvenuti documenti riservati del Ministero della Difesa britannico in cui erano contenuti dettagli sul passaggio del cacciatorpediniere HMS Defender nel Mar Nero. Nelle 50 pagine si legge che Londra, con il transito nei pressi della Crimea, aveva calcolato il rischio di una provocazione verso Mosca. Nonostante ciò, è stato comunque scelto di procedere e transitare nelle acque che la Russia definisce proprie. In tale contesto, è importante ricordare che l’annessione russa della suddetta regione ucraina è avvenuta il 16 marzo 2014. La Gran Bretagna, così come gran parte degli attori occidentali, non riconosce la validità del referendum, definendo la Crimea un territorio temporaneamente occupato dalla Russia.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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