Cuba: preoccupazione per le “segnalazioni di gravi violazioni” dei diritti umani

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 7:23 in America centrale e Caraibi Cuba

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La Commissione interamericana per i diritti umani (IACHR) ha espresso la sua preoccupazione per le “segnalazioni di gravi violazioni” dei diritti umani durante le proteste, iniziate l’11 luglio a Cuba. L’Ufficio del Relatore Speciale per la Libertà di Espressione della IACHR ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna anche “gli atti di repressione riportati durante le manifestazioni”.

La Commissione ha affermato che le segnalazioni ricevute dalla società civile sono “serie e meritano attenzione” da parte delle autorità e della comunità internazionale. Secondo le informazioni ricevute, i giorni di protesta sono stati seguiti da uno schieramento della polizia sia nelle strade che nelle case private, che sarebbe durato diversi giorni.

Il meccanismo IACHR ha sottolineato che gli eventi denunciati comprendono l’arresto di centinaia di manifestanti, nonché azioni di sorveglianza e monitoraggio presso le loro residenze e l’apertura di processi giudiziari sommari “senza che sia adeguatamente garantito il diritto alla difesa delle persone detenute dallo Stato”. L’Ufficio del Relatore Speciale ha indicato che “è stato informato” di 12 persone che hanno ricevuto condanne da 10 mesi a 1 anno di carcere a seguito delle proteste dell’11 luglio.

Sulla base della situazione sociale dell’isola, la IACHR ha chiesto a tutti gli Stati delle Americhe di “adempiere al loro dovere internazionale di agire sulla base della legalità delle proteste e nel presupposto che non costituiscano una minaccia per l’ordine pubblico”.

Gli Stati Uniti hanno sanzionato, il 22 luglio, il ministro della Difesa cubano, Álvaro López Miera, e la Brigata Speciale Nazionale del Ministero degli Interni, nota come Berretti Neri, per i loro sforzi nel sedare le proteste a favore della democrazia nella nazione delle Antille. Il presidente degli USA, Joe Biden, ha sostenuto che le sanzioni sono state imposte affinché il Governo cubano sia “responsabile delle sue azioni” e ha anche avvertito che potrebbero essere annunciate nuove misure contro “i responsabili dell’oppressione del popolo cubano”. “Questo è solo l’inizio. Il nostro sostegno al popolo cubano è assicurato”, ha dichiarato Biden.

Cuba Decide, un gruppo in favore della democrazia, ha denunciato, il 20 luglio, che circa 219 persone sono state arrestate o sono scomparse nell’ambito delle proteste. Il Dipartimento del Tesoro ha affermato che la Brigata Speciale Nazionale del Ministero degli Interni è stata schierata dal Governo cubano durante le manifestazioni con lo scopo di “reprimere e attaccare i manifestanti”.

Le proteste a Cuba sono iniziate l’11 luglio, quando migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Paese, dall’Avana a Santiago, per protestare contro il Governo a causa della mancanza di cibo e delle medicine, delle interruzioni della connessione a Internet e della gestione della pandemia di Covid-19. A ciò si aggiunge anche l’embargo commerciale imposto dall’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. In seguito alle manifestazioni, il Governo del Paese latino-americano ha arrestato centinaia di manifestanti e ha temporaneamente revocato i dazi sull’importazione di cibo, medicinali e altri beni essenziali.

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Ludovica Tagliaferri

 

 

di Redazione

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