Coronavirus: il futuro dell’Africa dipende dall’Europa

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 6:01 in Africa Il commento

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Chiunque abbia a cuore l’Africa deve sperare che il vaccino risolva presto la crisi del Covid in Occidente. Cerchiamo di capire perché. In Africa, soltanto l’1% della popolazione è stato completamente vaccinato. La situazione non potrebbe essere più drammatica, non soltanto nel presente, ma anche in prospettiva. L’obiettivo dell’Organizzazione mondiale della sanità di vaccinare il 20% della popolazione africana entro la fine del 2021 sembra essere già utopico a molti osservatori internazionali. Si sono infatti combinati due tragici imprevisti. Il primo è che la campagna vaccinale in Africa non sta seguendo i ritmi sperati. Ci sono ritardi e difficoltà di varia natura, con la conseguenza che interi Paesi africani non hanno ancora assistito a una sola somministrazione del vaccino. Il secondo imprevisto è la variante delta, che si sta diffondendo tra gli africani con velocità impressionante. La variante delta, registrata in 32 Paesi africani, ha registrato una velocità di diffusione 225 volte maggiore rispetto alla prima ondata del virus originario in Africa. Gli Stati Uniti hanno annunciato di voler donare 25 milioni di dosi di vaccino, ma si tratta di una quantità irrisoria rispetto alle esigenze della grande popolazione africana. Siccome i Paesi occidentali si sono accaparrati la maggiore quantità possibile di vaccini, prenotandoli anche nel prossimo futuro, l’Africa non potrà sperare di ricevere le dosi di vaccino necessarie se prima l’Occidente non avrà posto fine alla crisi del Covid. Questa è una ragione in più per aiutare le persone a comprendere quanto sia importante vaccinarsi. Chi, non vaccinandosi, diffonde il virus in Europa, ritarda il giorno in cui l’Europa potrà tendere la mano all’Africa per fronteggiare la diffusione del virus. Mentre i Paesi africani lottano per ottenere una licenza temporanea con cui produrre gratuitamente il vaccino in proprio, i Paesi ricchi, ovvero Canada, Stati Uniti, Europa e Australia, hanno chiuso un accordo con Pfizer e Moderna per avere miliardi di dosi fino al 2023. Gli Stati Uniti hanno stretto un accordo per 1,3 miliardi di dosi di vaccino, che corrispondono a circa 5 dosi per ogni cittadino americano. Il Canada si è assicurato un accordo per 450 milioni di dosi di vaccino, pur avendo una popolazione inferiore ai 40 milioni di abitanti. Un altro accordo assicura al Regno Unito più di 500 milioni di dosi ovvero circa 8 dosi a persona. L’Australia ha ordinato 170 milioni di dosi per una popolazione di 25 milioni. L’Europa, tra le dosi già acquistate, e quelle che le arriveranno entro il 2023, raggiungerà la cifra di 3 miliardi di dosi, circa 6,6 dosi a persona. Questi numeri chiariscono quanto sia importante che europei, americani, australiani e canadesi, si vaccinino al più presto. Soltanto in questo modo gli africani potranno nutrire una speranza di uscire da quest’incubo. Questi dati sono apparsi su “Quartz” dell’8 giugno 2021, ma la situazione non è migliorata. Una piccola buona notizia giunge oggi dal Sudafrica, che, soltanto pochi giorni fa, ha trovato un accordo con Pfizer e BioNtech. I due colossi farmaceutici inizieranno a realizzare il loro vaccino in quel Paese martoriato dal virus a partire dal 2022. Attenzione però ai facili entusiasmi: i manager di quelle due imprese hanno dichiarato che non si tratta di un accordo, bensì di una “lettera di intenti”. Detto più chiaramente, Pfizer e BioNtech si sono impegnate a trasferire al Biovac Institute, basato a Cape Town, tecnologia e macchinari. I materiali per aiutare il Sudafrica proverranno dall’Europa e le prime dosi saranno prodotte nel 2022. Ma è fin troppo ovvio che, se la situazione non sarà prima migliorata in Europa, quella lettera di intenti rimarrà lettera morta. Forse troppo moderati, a noi non piace dire, come Biden, che chi non si vaccina è responsabile di milioni di morti. Ma vogliamo sicuramente richiamare l’attenzione sul fatto che il sabotaggio della campagna vaccinale in Europa, speriamo mai, avrebbe ricadute pesantissime sull’Africa. Nei primi giorni della pandemia, si era diffusa la credenza millenaristica che il mondo sarebbe cambiato, che sarebbe diventato più buono, che gli uomini avrebbero riscoperto nuovi valori, tra cui la solidarietà, il valore della vita e l’amore verso il prossimo. Non è accaduto. Speriamo, almeno, che gli uomini bianchi facciano presto a vaccinarsi.

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Alessandro Orsini

Articolo apparso sul “Messaggero”, riprodotto per gentile concessione del direttore.

di Redazione

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