Cina-USA: il colloquio tra Wang e Sherman

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 17:27 in Cina USA e Canada

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Il ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, ha incontrato la vice segretaria di Stato degli USA, Wendy Sherman, a Tianjin, in Cina, il 26 luglio, alla quale ha detto che il prossimo passo nelle relazioni Cina-USA può essere lo scontro o il loro sviluppo e miglioramento, Washington dovrebbe “riflettere attentamente” e “fare la scelta giusta”, seguendo tre linee di comportamento principali.

Per impedire che le relazioni bilaterali vadano fuori controllo Wang ha affermato che gli USA innanzitutto non devono sfidare, calunniare o tentare di sovvertire il percorso e il sistema del socialismo con caratteristiche cinesi. In secondo luogo, gli Stati Uniti non devono cercare di ostacolare o interrompere il processo di sviluppo della Cina. Infine, Washington non deve violare la sovranità nazionale cinese e ancor più l’integrità territoriale della Cina.

 A detta del ministro cinese, il nuovo governo di Joe Biden, insediatosi alla Casa Bianca il 20 gennaio scorso, avrebbe portato avanti le stesse politiche estreme e sbagliate della precedente amministrazione di Donald Trump nei confronti della Cina. Gli USA starebbero considerando Pechino come il loro principale avversario al punto di dirigersi verso l’accezione di nemico, nel tentativo di bloccare e interrompere il processo di modernizzazione della Cina. Tuttavia, Wang ha specificato che: “Il grande ringiovanimento della Nazione cinese è entrato in un processo storico irreversibile e nessuna forza o Paese possono fermarlo”. In tale contesto, il ministro ha poi ribadito che lo sviluppo della Cina non intende sfidare o sostituire gli USA e che il proprio Paese non esporta ideologie o modelli di sviluppo in quanto ritiene che ogni Nazione dovrebbe intraprendere percorsi adatti alle proprie condizioni nazionali.

Dopo aver parlato dello sviluppo cinese e della sua percezione, Wang ha discusso con Sherman le questioni di Xinjiang, Tibet, Hong Kong e Taiwan. Rispetto a quest’ultima Wang ha ribadito il principio “una sola Cina”, in base al quale l’siola fa parte del territorio cinese ed è una provincia di Pechino,  e ha affermato che, se le forze indipendentiste taiwanesi provocheranno, la Cina avrà il diritto di prendere tutte le misure necessarie per fermarle. A tal proposito, Wang ha consigliato agli USA di mantenere le proprie promesse e agire con cautela.

In conclusione, per Wang, attraverso il dialogo, Cina e USA possono trovare un modo di convivere pacificamente come due grandi Paesi con sistemi, culture e fasi di sviluppo diversi, altrimenti sarà una catastrofe. La Cina ha affermato di sperare che gli Stati Uniti stabiliscano una comprensione obiettiva e corretta della Cina, rinuncino all’arroganza e ai pregiudizi, smettano di comportarsi come insegnanti e tornino ad una politica razionale e pragmatica nei confronti di Pechinop. A tal proposito, per Wang la visita di Sherman in Cina potrebbe contribuire alla comprensione reciproca e ridurre il rischio di incomprensioni.

Da parte sua, Sherman ha invitato la Cina a lavorare con gli Stati Uniti su questioni globali come il cambiamento climatico e la pandemia di coronavirus, comportandosi come una “potenza responsabile”. Sherman ha detto di sperare che l’incontro sia stato un passo in avanti per le relazioni sino-statunitensi ma resta da vedere quali saranno gli sviluppi.

La visita in Cina della vice segretaria di Stato degli USA si inserisce all’interno di un tour asiatico che ha portato Sherman in Giappone, Corea del Sud e Mongolia. Prima di Wang, Sherman aveva incontrato il vice ministro degli Esteri della Cina, Xie Feng, che aveva proposto due elenchi agli Stati Uniti, uno nel quale ha richiesto a Washington la correzione di politiche, parole e azioni sbagliate nei confronti della Cina, l’altro contenente alcune questioni che preoccupano Pechino.

Secondo South China Morning Post, i colloqui del 26 luglio potrebbero essere una premessa fondamentale verso l’organizzazione di un incontro tra il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, e Wang, ma anche tra il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il suo omologo cinese, Xi Jinping.

Intanto, il 27 luglio, il segretario alla Difesa degli USA, Lloyd Austin, ha affermato di sperare di costruire un rapporto “costruttivo e stabile” con la Cina e le sue forze armate nonostante le continue e varie preoccupazioni su Pechino.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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