Barcone si capovolge al largo della Libia, si temono 57 morti

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 9:14 in Immigrazione Libia

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Un barcone carico di migranti si è capovolto al largo della Libia. Almeno 57 persone potrebbero essere morte, ha riferito il portavoce dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), Safa Msehli, specificando che l’imbarcazione era partita dalla città costiera occidentale di Homs, domenica 25 luglio. A bordo c’erano almeno 75 persone. Diciotto sono state salvate e riportate a terra, lunedì 26 luglio. I sopravvissuti, provenienti da Nigeria, Ghana e Gambia, hanno riferito che la nave si era fermata per via di un problema al motore, per poi capovolgersi a causa del maltempo. “Secondo i superstiti portati a riva dai pescatori e dalla Guardia costiera, almeno 20 donne e due bambini sarebbero tra coloro che sono annegati”, ha scritto Msehli su Twitter.

Il naufragio di domenica è l’ultimo di una lunga serie al largo delle coste libiche e tunisine. Solo pochi giorni fa, il 21 luglio, almeno 17 migranti sono morti annegati dopo che il loro barcone è affondato vicino alla Tunisia. L’imbarcazione era partita da Zuwara, sulla costa nord-occidentale della Libia, con a bordo migranti provenienti da Siria, Egitto, Sudan, Eritrea, Mali e Bangladesh. Le 17 vittime avevano tutte nazionalità bengalese. In quella stessa giornata, circa 500 persone erano state invece intercettate dalla Guardia costiera e riportate in Libia. 

Negli ultimi mesi, sono aumentati i tentativi di traversata verso l’Europa e, in particolare, verso l’Italia. Gli arrivi sulle coste italiane, uno dei principali punti di sbarco per i migranti in partenza dalla Libia, erano diminuiti negli ultimi anni, ma i numeri sono tornati a crescere nel 2021. Le partenze sono aumentate soprattutto dalla Libia. Quasi 15.000 rifugiati, richiedenti asilo e migranti sono stati intercettati nella prima metà di quest’anno, una cifra che, secondo i dati delle Nazioni Unite, supera il totale degli sbarchi di tutto il 2020. L’ONG Amnesty International ha affermato che, nei primi sei mesi del 2021, più di 7.000 persone intercettate in mare sono state riportate in Libia e rinchiuse nei centri di detenzione del Paese nordafricano.

La rotta del Mediterraneo centrale continua ad essere la più pericolosa ma anche la più utilizzata dai migranti che tentano di raggiungere l’Europa. Le persone che hanno attraversato questo tratto di mare, nel mese di giugno, sono state circa 4.700, il doppio rispetto ad un anno fa. Tunisini e bengalesi sono le due nazionalità più frequenti rilevate quest’anno lungo la rotta centrale del Mediterraneo. 

Secondo quanto reso noto, il 13 luglio, dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), il numero di migranti morti in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa è più che raddoppiato quest’anno. Stando alle statistiche, oltre 1.146 persone sono morte in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa nella prima metà del 2021. Lo scorso anno, 513 migranti avevano perso la vita nello stesso periodo. Nel 2019, erano stati 674. La maggior parte delle morti è stata registrata nel Mediterraneo (896), con un aumento del 130% rispetto allo stesso periodo del 2020. Quella del Mediterraneo centrale si è riconfermata la rotta più pericolosa al mondo, con 741 decessi finora. Segue il Mediterraneo orientale, con 149 morti registrate. Sei migranti hanno invece perso la vita cercando di raggiungere la Grecia via mare dalla Turchia. Gli altri 250 decessi rilevati dall’IOM nella prima metà del 2021 si sono verificati nella tratta verso le Isole Canarie, nell’Oceano Atlantico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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