Nuovo assalto letale al confine tra Niger e Mali

Pubblicato il 27 luglio 2021 alle 10:27 in Africa Niger

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Un gruppo di uomini armati ha ucciso almeno 14 civili in un attacco effettuato domenica 25 luglio nel Niger occidentale, nel distretto di Banibangou della regione di Tillabéri, a circa 50 chilometri dal confine con il Mali.

L’assalto ha avuto luogo intorno alle 15, ora locale, quando gli assalitori, che non sono stati identificati, sono arrivati al villaggio di Wiye, a bordo di motociclette. Questi hanno preso di mira indiscriminatamente i civili, uccidendone 14, di cui 9 che stavano lavorando nei campi, secondo quanto ha riferito il Ministero degli Interni in una dichiarazione letta il 26 luglio alla televisione nazionale. Una persona ferita è stata evacuata per essere curata nella capitale, Niamey. L’esecutivo ha anche fatto sapere che le misure di sicurezza sono state intensificate ed è in corso un’indagine per identificare e processare i responsabili di “questi attacchi codardi e barbari”. Finora non ci sono state rivendicazioni da parte di gruppi armati o organizzazioni terroristiche. 

Banibangou si trova all’interno della cosiddetta “regione dei tre confini” – o triborder area – che unisce Niger, Burkina Faso e Mali. Questa zona è da anni teatro di sanguinosi attacchi da parte di gruppi armati legati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico. L’ultimo assalto risale all’11 luglio, quando almeno 5 civili, 4 soldati dell’esercito nazionale e 40 aggressori armati sono deceduti in uno scontro armato, presso il villaggio di Tchoma Bangou. Il più letale episodio si era verificato il 21 marzo, quando un gruppo di uomini armati ha ucciso 141 persone nella vicina regione di Tahoua, sempre nel Sud-Ovest del Niger, al confine con il Mali. Meno di una settimana prima, il 15 marzo, 58 persone avevano perso la vita in un attacco in un villaggio situato a Tillabéri. Nonostante i ripetuti sforzi delle autorità per mettere in sicurezza l’area, le violenze sono aumentate nel 2021 e sono spesso perpetrate da uomini armati in motocicletta che fuggono oltre il confine in Mali, dopo i loro raid.

Un contingente di 1.200 soldati ciadiani è schierato nella regione dei tre confini, come parte di una forza multinazionale messa insieme dal gruppo G5 Sahel, che comprende Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger. In questo territorio la violenza è cominciata ad aumentare a seguito di un’insurrezione jihadista, nel 2012, durante la quale i tuareg si sono alleati con alcuni militanti islamisti e hanno preso il controllo del Nord del Mali, per poi espandersi nei Paesi vicini, soprattutto nei confinanti Burkina Faso e Niger. La situazione non ha fatto che alimentare i conflitti etnici e religiosi già presenti nel territorio, causando tensioni e spargimenti di sangue negli anni. Nello specifico, gli attacchi nel Niger occidentale sono cresciuti in modo drastico nei primi 4 mesi del 2021, causando la morte di oltre 300 persone. 

Per quanto riguarda il rapporto dell’Italia con questa regione, è importante specificare che, nella sua ultima visita nel Paese, il 2 giugno, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha sottolineato che il Niger rappresenta un “partner prioritario” nella regione saheliana, cruciale per la stabilità regionale, per il contrasto al terrorismo jihadista e per la gestione dei flussi migratori verso il Mediterraneo. In questo quadro si conferma l’impegno italiano verso il Paese, in termini di cooperazione allo sviluppo, come conferma la firma di un nuovo accordo quadro in materia. La visita in Niger costituiva la seconda missione del Ministro Di Maio nel Sahel, dopo quella in Mali dell’8 aprile scorso, e si colloca “nel quadro della priorità che tutta l’Africa riveste per l’Italia, come dimostrato anche dall’attenzione speciale che sarà dedicata al Continente africano dalla Presidenza Italiana del G20”, secondo la Farnesina.

A proposito dell’interesse nella regione, il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, durante l’incontro del 13 aprile a Roma con la sua omologa francese, Florence Parly, ha annunciato che l’Italia aprirà una nuova base militare in Niger, la cui costruzione inizierà a partire da luglio. Al momento, non ci sono state discussioni al riguardo in Parlamento, ma anche Di Maio ha ribadito l’intenzione di aprire questa nuova base militare. Tuttavia, il ministro degli Esteri non ha specificato le tempistiche, affermando che “la regione sub-sahariana del Sahel ha assunto un valore sempre più strategico per l’Italia, diventando la frontiera meridionale dell’Europa” e che in questo quadro l’impegno della missione italiana in Niger si configura come “uno degli strumenti più qualificati della nostra presenza nel Paese”. Quindi, Niamey è senza dubbio un luogo di estrema rilevanza, “dove costruire una base militare italiana che spero potremo inaugurare molto presto”. 

A proposito della collaborazione tra Parigi e Roma in questa regione del mondo, nella sua visita del 2 giugno, il ministro degli Esteri italiano ha ribadito supporto dell’Italia alla Task Force Takuba, che rafforza l’intervento europeo in Sahel. Il contingente italiano che partecipa a tale operazione sarà pienamente operativo entro l’estate e l’intera missione ha l’obiettivo di supportare le forze di sicurezza locali, nel contrasto ai crescenti fenomeni di matrice jihadista nella tri-border area. La Task Force Takuba è stata lanciata dalla Francia e da altri 13 Paesi europei, in coordinamento con gli eserciti del Mali e del Niger. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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