Yemen, Ma’rib: la tregua è sempre più lontana

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 11:57 in Medio Oriente Yemen

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Le milizie di ribelli Houthi hanno intensificato i propri attacchi nella regione strategica di Ma’rib, situata a circa 120 chilometri a Est di Sana’a. Parallelamente, dopo una tregua apparente durata settimane, il gruppo sciita ha ripreso a lanciare droni e missili balistici contro il Sud dell’Arabia Saudita.

Stando a quanto riportato da fonti yemenite, le forze filogovernative, sostenute da gruppi armati locali e dalla coalizione a guida saudita, il 25 luglio, sono riuscite a frenare uno degli attacchi più violenti lanciati dalle milizie Houthi nei fronti occidentali di Sirwah e al-Kassara, provocando ingenti perdite, sia materiali sia in termini di vite umane, per i ribelli. Secondo una fonte militare, sono almeno 40 i combattenti Houthi rimasti uccisi o feriti nelle ultime ore, mentre in 24 ore il gruppo sciita ha dovuto far fronte a circa 30 raid condotti dalla coalizione guidata da Riad.

Parallelamente, l’esercito yemenita è stato in grado di riprendere il controllo di una serie di postazioni rilevanti, tra cui Ras al-Sammar, al-Kutt e Jabal al-Alib. Un altro fronte che continua ad essere particolarmente attivo è quello di al-Mashjah, anch’esso situato nell’Ovest della provincia di Ma’rib. Tali sviluppi si collocano nel quadro della perdurante offensiva lanciata dal gruppo sciita a febbraio 2021, il cui obiettivo è espugnare un governatorato, Ma’rib, ricco di risorse petrolifere, considerato dagli Houthi una “carta vincente” da ottenere prima di avviare eventuali negoziati di pace. 

In concomitanza con le offensive presso i fronti yemeniti, le forze di difesa aerea saudita hanno dichiarato, nella sera del 24 luglio, di aver intercettato 4 droni e un missile balistico, presumibilmente lanciati dai ribelli, contro i territori meridionali dell’Arabia Saudita, tra cui Jizan e Khamis Mushait. Gli attacchi, ha riferito la coalizione, sono stati respinti, mentre le forze guidate da Riad continuano ad adottare le misure operative necessarie a salvaguardare soggetti e oggetti civili. Era dal mese di giugno che non si registravano attacchi contro il Regno del Golfo, sebbene sia dall’intervento della coalizione internazionale in Yemen, del 26 marzo 2015, che i territori sauditi sono considerati dagli Houthi un obiettivo legittimo da colpire, in risposta allo “assedio” dell’alleanza internazionale in Yemen.

La calma delle ultime settimane aveva fatto pensare a una tregua non annunciata, probabilmente raggiunta grazie alla mediazione del Sultanato dell’Oman, dopo la visita di una delegazione omanita a Sana’a, il 5 giugno scorso. Tuttavia, l’escalation militare a Ma’rib ha riportato la situazione al punto di partenza, considerato che il gruppo Houthi ha lanciato violenti attacchi contro la suddetta regione, mentre prova a frenare l’avanzata delle forze filogovernative nel governatorato centro-meridionale di al-Bayda’. Qui, il 2 luglio, l’esercito yemenita ha dato il via a un’operazione militare, probabilmente con l’obiettivo di proseguire successivamente verso poter Sana’a e Dhamar. Gli attacchi aerei e le battaglie delle ultime ore si sono concentrati perlopiù nei distretti di Nata e Numan, nell’Est di al-Bayda’.

Negli ultimi anni, Ma’rib, regione ad oggi ancora controllata per buona parte dalle forze filogovernative, aveva rappresentato un riparo sicuro e stabile. Fino all’inizio del 2020, la città era rimasta lontano da tensioni e conflitti, grazie alla presenza di risorse quali petrolio e gas e alla vicinanza con l’Arabia Saudita, oltre che al sostegno delle tribù locali. Ciò ha consentito alla regione di “fiorire” rispetto alle altre zone circostanti, consentendo altresì l’apertura di ristoranti e l’avvio di progetti di costruzione. La situazione è, però, notevolmente cambiata da quando gli Houthi hanno volto lo sguardo verso tale provincia per completare i propri piani espansionistici. Il governatorato, altresì sede del Ministero della Difesa yemenita, riveste una rilevanza strategica per gli Houthi, in quanto costituisce una porta d’accesso verso Sana’a che consentirebbe loro di consolidare in parte i progetti auspicati. Ad ogni modo, sinora, il gruppo sciita non è riuscito a ottenere alcun risultato significativo.

Il conflitto civile in Yemen ha avuto inizio a seguito del colpo di Stato Houthi del 21 settembre 2014, e vede contrapporsi i ribelli sciiti, sostenuti da Teheran, e le forze legate al governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale. Dal 26 marzo 2015, l’esercito filogovernativo è coadiuvato da una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita, formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait e Bahrain.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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