Qatar: ministro degli Esteri in Iran, una visita inaspettata

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 12:51 in Iran Qatar

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Il ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha svolto una visita non annunciata in Iran, dove ha incontrato funzionari di alto livello, oltre al presidente neoeletto Ebrahim Raisi.

Al-Thani, il quale ricopre altresì l’incarico di vice primo ministro, è giunto in Iran il 25 luglio, giorno in cui ha incontrato sia Raisi sia il suo omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif. Nel corso dei colloqui, l’attenzione è stata rivolta allo sviluppo delle relazioni bilaterali tra Doha e Teheran. A tal proposito, il presidente Raisi ha affermato che il proprio Paese è particolarmente interessato a rafforzare i legami con il Qatar e che, più in generale, le relazioni tra l’Iran e i suoi vicini regionali rappresentano una priorità del nuovo governo in materia di politica estera. Per il capo di Stato neoeletto, la sicurezza della regione richiede legami di cooperazione basati sulla fiducia, senza l’ingerenza di forze straniere. L’Iran, ha poi affermato Raisi, “vuole il bene di tutti” e, pertanto, si impegnerà a raggiungere tale obiettivo. Anche al-Thani ha affermato che Doha mira a stringere e rafforzare legami di cooperazione con Teheran, con il fine di garantire sicurezza a livello regionale.

La visita di al-Thani in Iran si colloca a pochi giorni di distanza dal suo viaggio a Washington, dove, il 22 luglio, ha tenuto colloqui con il suo omologo statunitense, il Segretario di Stato Antony Blinken. In tale occasione, il ministro qatariota ha messo in luce l’importanza di instaurare un dialogo aperto e trasparente tra l’Iran e i Paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), al fine di portare stabilità nell’intera regione. Ciò è giunto a margine di discussioni su una serie di dossier regionali, tra cui Afghanistan, Siria e Palestina.

In realtà, già nel mese di febbraio scorso, il Qatar aveva espresso la volontà di mediare tra Teheran e i rivali regionali, Riad in primis, e di aiutare l’Iran e gli USA a trovare un’intesa in merito all’accordo sul nucleare iraniano, altresì noto come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA).  Secondo alcuni, il Qatar si trova in una posizione tale da poter colmare il divario tra Iran e Stati Uniti. Da un lato, Doha intrattiene buone relazioni con Teheran, migliori rispetto ai vicini del Golfo, ed è legata alla Repubblica islamica anche da una “relazione di necessità”, che trae origine dal giacimento di gas condiviso. Dall’altro lato, il Qatar ospita una delle maggiori basi militari statunitensi in Medio Oriente ed è stato considerato un forte alleato degli Stati Uniti da diverse amministrazioni presidenziali.

Come affermato dalla portavoce del Ministero degli Esteri qatariota, Lolwah al-Khater, gli sforzi profusi da Doha hanno favorito una de-escalation tra l’Iran e gli USA tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, in un momento di massima tensione tra i due Paesi, il cui apice è stato raggiunto con la morte del generale a capo della Quds Force, Qassem Soleimani, rimasto ucciso, il 3 gennaio 2020, a seguito di un raid ordinato dall’ex presidente statunitense, Donald Trump.

Gli sforzi di mediazione a livello regionale hanno, invece, ricevuto maggiore slancio a seguito dell’apparente disgelo annunciato il 5 gennaio scorso, con la cosiddetta dichiarazione di al-Ula. In particolare, quest’ultima ha posto fine all’embargo imposto, dal 5 giugno 2017, contro Doha da parte di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (UAE), Bahrein ed Egitto, i quali avevano accusato il Qatar di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. A seguito dell’intesa raggiunta ad al-Ula, il 18 gennaio, il ministro qatariota al-Thani aveva dichiarato che il suo governo sperava che i Paesi arabi vicini potessero riprendere a dialogare con Teheran, e, in tal caso, Doha era pronta a mediare con chiunque lo desiderasse, Stati Uniti compresi. Parallelamente, il Qatar aveva dichiarato di essere disponibile a tenere un incontro tra i membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo e la Repubblica Islamica dell’Iran.

Ad oggi, tale incontro non si è ancora tenuto, mentre lo sguardo è rivolto soprattutto a un possibile riavvicinamento tra Teheran e Riad. I primi segnali in tal senso sono emersi  il 18 aprile, quando il Financial Times aveva diffuso la notizia di un colloqui tra alti funzionari iraniani e sauditi, presumibilmente svoltosi il 9 aprile a Baghdad, e che, secondo un alto funzionario iraniano e due fonti regionali, aveva l’obiettivo di allentare le tensioni tra Iran e Arabia Saudita, due “Paesi nemici”. In tale quadro si inseriscono altresì le dichiarazioni del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, che, nel corso di un’intervista televisiva del 27 aprile, trasmessa da al-Arabiya, ha mostrato toni “conciliatori” nel parlare della posizione del proprio Paese nei confronti dell’Iran, affermando di essere alla ricerca di “buone relazioni”.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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