Nigeria: banditi insoddisfatti del riscatto sequestrano il negoziatore

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 16:17 in Africa Nigeria

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In Nigeria, banditi armati hanno rapito il negoziatore inviato per pagare il riscatto necessario a garantire il rilascio di 136 studenti presi in ostaggio due mesi fa da una scuola islamica nel Nord della nazione.

Il direttore dell’istituto, Abubakar Alhassan, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che i rapitori avevano chiesto una cifra pari a 30 milioni di naira (circa 73.000 dollari) per liberare i ragazzi. La scuola aveva contribuito alla somma e i genitori avevano venduto diverse proprietà per raccogliere denaro. Tuttavia, quando il negoziatore è arrivato sul posto per consegnare il riscatto, è stato preso e sequestrato perché, a detta dei banditi, la somma sarebbe stata troppo bassa. Il governo, dal canto suo, ha dichiarato che non pagherà alcun riscatto. Il presidente, Muhammadu Buhari, ha ordinato alle forze di sicurezza di cercare ovunque gli studenti e di liberarli.

“Abbiamo venduto la maggior parte delle nostre proprietà e utilizzato i nostri risparmi per fare in modo che i nostri figli venissero restituiti. Sfortunatamente, dopo tutto lo sforzo, hanno detto che non abbiamo portato i soldi richiesti”, ha riferito Ibrahim Salihu, padre di due dei bambini rapiti dalla scuola, nello stato nigeriano del Niger. “Ora non ci resta nulla e i nostri figli sono ancora tenuti prigionieri”, ha aggiunto.

Domenica 25 luglio, un altro gruppo di banditi ha rilasciato 28 studenti rapiti, il 5 luglio scorso, dalla Bethel Baptist High School di Kaduna. Ancora 81 ragazzi rimangono tuttavia in ostaggio.

Il Nord-Ovest e le regioni centrali della Nigeria sono caduti preda di bande armate di ladri e rapitori di bestiame negli ultimi anni. Nelle loro incursioni, questi gruppi di criminali sono soliti fare irruzione nei villaggi, uccidendo e rapendo i residenti, oltre a razziare gli allevamenti dopo aver saccheggiato e bruciato le case. I banditi hanno altresì intensificato i raid nelle scuole e i sequestri di studenti in cambio di riscatto. Ciò soprattutto dopo il famoso rapimento, nel 2014, di circa 276 studentesse della scuola secondaria di Chibok, organizzato da militanti islamisti dell’organizzazione terroristica di Boko Haram nello Stato del Borno.

Da dicembre 2020, più di 1.000 persone sono state rapite. La maggior parte è stata successivamente liberata, ma alcuni sono rimasti uccisi. I gruppi di banditi operano dai campi nella vasta foresta di Rugu, che attraversa gli stati di Zamfara, Katsina e Kaduna in Nigeria, fino al vicino Niger. 

Le bande di criminali locali non sono l’unica minaccia per la regione settentrionale del Paese, dove da anni opera anche il gruppo terroristico di Boko Haram e la sua fazione separatista, conosciuta con l’acronimo ISWAP. Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale. Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dello Stato Islamico in Siria e Iraq ha riconosciuto e nominato Abu Musab al-Barnawi come leader de facto dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa tra la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020. Il 6 giugno, l’ISWAP ha annunciato che Shekau sarebbe morto a seguito dell’esplosione di un ordigno, il 18 maggio, mentre tentava di scappare da un assalto dei militanti dello Stato Islamico. 

Secondo le Nazioni Unite, i gruppi armati hanno costretto alla fuga quasi 2,4 milioni di persone in Nigeria e nei Paesi vicini.

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di Redazione

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