Malesia: riapre il Parlamento, tensioni tra governo e opposizione

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 18:31 in Asia Malesia

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La camera bassa del Parlamento della Malesia si è riunita, il 26 luglio, dopo oltre sei mesi di interruzione delle attività parlamentari a causa dell’emergenza sanitaria attiva nel Paese. Durante la seduta è stato stabilito che lo stato d’emergenza per la pandemia di coronavirus non sarà prolungato oltre il primo agosto prossimo e che la sessione si concentrerà esclusivamente sulla pandemia e non saranno consentite votazioni o altre mozioni.

Durante la seduta parlamentare straordinaria, che durerà cinque giorni, il primo ministro, Muhyiddin Yassin, ha affermato che la Malesia, come altri Paesi, non è stata risparmiata dalla variante delta del coronavirus, ritenuta maggiormente contagiosa. Il premier ha poi difeso le politiche del suo governo, affermando che gli aiuti economici sono stati distribuiti alle famiglie povere e alle imprese gravemente colpite dal blocco. Rispetto alle vaccinazioni, Muhyiddin ha dichiarato che queste sono state accelerate ed è previsto che la maggior parte della popolazione sarà vaccinata entro la fine dell’anno. Alla fine della sessione, il premier non ha partecipato alla sessione di domande dei parlamentari alle quali ha risposto invece il ministro delle finanze.

L’opposizione ha criticato il governo per non essere riuscito ad affrontare la crisi dell’epidemia nonostante dal primo giugno scorso sia stato indetto un lockdown nazionale. L’ex primo ministro malese Mahathir Mohamad ha esortato Muhyiddin a dimettersi e ha affermato che il suo “governo non eletto” ha fallito, dichiarando altresì che la sessione parlamentare iniziata il 26 luglio è stata una farsa perché i dibattiti e il voto non sono stati consentiti. Secondo quanto stabilito dall’esecutivo, la sessione parlamentare ordinaria riprenderà solo a settembre.

Oltre alle critiche dell’opposizione, il 26 luglio, il ministro della Legge, Takiyuddin Hassan, ha affermato che il governo non cercherà di prolungare le misure di emergenza e ha dichiarato che, il 21 luglio scorso, sono state annullate tutte le ordinanze di emergenza. I membri dell’opposizione hanno chiesto perché tale scelta non sia stata annunciata prima.

Al momento, la Malesia si trova in uno stato d’emergenza, dichiarato da Muhyiddin lo scorso 12 gennaio e che è previsto resterà in vigore fino al prossimo primo agosto, a causa della diffusione del coronavirus. Da tale data in poi, le sedute parlamentari erano state sospese. In molti hanno criticato tale decisione sostenendo si sia trattato di un tentativo del premier di rinsaldare il suo potere e, dopo aver subito varie pressioni, tra cui quella del sovrano malese, il sultano Abdullah Ahmad Shah, Muhyiddin aveva deciso di riconvocare il Parlamento per il 26 luglio. In tale quadro, l’8 luglio scorso, il partito di maggioranza nella coalizione di governo della Malesia, lo United Malays National Organization (UMNO), aveva annunciato il ritiro del proprio sostegno all’esecutivo del premier malese. Ciò nonostante, il procuratore generale della Malesia, Idrus Harun, aveva però specificato che il governo del premier sarebbe restato in piedi fin quando la perdita della maggioranza sarebbe stata provata in Parlamento.

Secondo analisti citati da Associated Press, la fine dell’emergenza annunciata il 26 luglio non è stata inaspettata in quanto il sovrano, probabilmente, non avrebbe acconsentito ad una proroga. Oltre a questo, secondo un membro dell’Istituto per gli affari internazionali di Singapore, Oh Ei Sun, gli annullamenti delle ordinanze potrebbero aiutare Muhyiddin ad evitare i voti parlamentari sulle stesse  che potrebbero essere viste come una prova di sostegno alla sua leadership.

Il 25 luglio, in Malesia, il totale dei contagi ha superato la soglia di un milione con 17.045 casi giornalieri, crescendo di otto volte rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 77% dall’inizio del lockdown, mentre i decessi sono stati in totale 7.994. Secondo i dati del Ministero della Salute della Malesia, al 24 luglio, più di 11,5 milioni di persone nel Paese hanno ricevuto la prima dose del vaccino contro il coronavirus, mentre oltre 5,39 milioni, pari al 16,5% della popolazione totale, hanno completato la vaccinazione.

L’attuale governo di Muhyiddin, appartenente al partito Bersatu, ha assunto la leadership della Malesia dopo che, il 24 febbraio 2020, era caduto l’esecutivo guidato dall’alleanza Pakatan Harapan, con a capo l’ex-premier, Mahathir Mohamad, quando molti dei suoi membri si erano uniti ad altri partiti dell’opposizione portando l’ex-primo ministro alle dimissioni. Quest’ultimo, a sua volta, era al potere dalle elezioni dell’8 maggio 2018, che aveva vinto contro la coalizione del Barisan Nasional, dominata da UMNO, che aveva governato la Malesia per 6 decenni. Secondo gli avversari di Muhyiddin, il suo governo sarebbe il frutto di un “furto di potere”, in quanto sarebbe stato istituito grazie ad uno spostamento di alleanze avvenuto a seguito delle dimissioni del suo predecessore e non attraverso il processo elettorale. Al contempo, i suoi sostenitori hanno chiesto ripetutamente al premier malese di indire una votazione nazionale che gli consenta di assicurarsi una maggioranza e un mandato solidi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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