Londra: donna ferita con coltello in un parco, indossava maglietta di Charlie Hebdo

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 14:50 in Europa UK

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Una donna è stata ferita da un individuo armato di coltello allo Speakers’ Corner di Hyde Park, a Londra, un luogo dove le persone si riuniscono per intavolare discorsi pubblici e dibattiti. Lo ha reso noto la polizia, specificando che la vittima, di 39 anni, si trova ora in ospedale ma non è in pericolo di vita, avendo riportato solo un lieve taglio alla testa. Il coltello utilizzato nell’aggressione è stato trovato subito dopo l’attacco, ma non sono stati ancora effettuati arresti. I filmati condivisi sui social media mostrano un individuo, vestito di nero, mentre si avvicina alla donna, che al momento indossava una maglietta con una stampa di Charlie Hebdo, la rivista satirica francese presa di mira dagli estremisti islamici che, il 7 gennaio 2015, hanno compiuto un attentato contro la sua sede dopo la pubblicazione di una vignetta sul profeta Maometto. 

Gli agenti di Westminster stanno lavorando con l’unità specializzata della Metropolitan police per indagare sulla vicenda e cercare di trovare la persona responsabile. La polizia ha specificato di essere stata chiamata poco dopo le 15:30 di domenica 25 luglio per essere informata dell’aggressione. Le autorità hanno descritto l’incidente come “molto angosciante” per la vittima. Alex Bingley, dell’Unità di comando del Central West, che si occupa della polizia a Westminster, ha dichiarato: “Questo è stato chiaramente un incidente molto doloroso per la donna coinvolta e gli agenti hanno trascorso del tempo con lei, mentre era in cura per il suo infortunio, per ottenere un resoconto di quanto accaduto”. “Sappiamo che a questo assalto ha assistito un certo numero di persone, molte delle quali lo hanno ripreso dai loro telefoni. Vorrei chiedere loro, se non l’hanno già fatto, di contattare la polizia”, ha aggiunto Bingley, specificando di essere “nelle prime fasi dell’indagine” e di star “lavorando duramente per rintracciare la persona responsabile”. “Chiederei alla gente di non speculare sul motivo dell’attacco fino a quando non avremo stabilito i fatti completi”, ha concluso. 

Nella strage seminata a Parigi e durata tre giorni, i due fratelli franco-algerini Said e Cherif Kouachi, 32 e 34 anni, fecero irruzione negli uffici della redazione di Charlie Hebdo armati di fucili d’assalto AK-47 e dichiarandosi membri di al-Qaeda nella penisola arabica (AQAP). Una volta entrati, i terroristi aprirono il fuoco contri i dipendenti urlando in arabo “Allahu Akbar” (“Dio è grande”) e uccidendo complessivamente 12 persone. Tra le vittime si contarono il direttore Stephane Charbonnier, che si firmava Charb, e i tre vignettisti Georges Wolinski, Cabu (Jean Cabut) e Tignous (Bernard Verlhac). Dopo essere fuggiti a bordo di una Citroen C3 nera, gli attentatori si imbatterono in un’auto della polizia, contro cui aprirono nuovamente il fuoco, uccidendo il brigadiere 42enne Ahmer Meraber, di religione musulmana e padre di due figli. Nel frattempo, l’8 gennaio, un terzo terrorista, Amedy Coulibaly, conoscente di Cherif Kouachi, uccise a colpi di arma da fuoco un agente di polizia presso Montrouge, nella periferia meridionale di Parigi, per poi fuggire. Lo stesso uomo, il 9 gennaio, uccise anche quattro uomini ebrei in un supermercato kosher. In un video, Coulibaly dichiarò di aver agito in nome dello Stato Islamico. Dopo giorni di inseguimento senza sosta, tutti e tre i terroristi furono rintracciati e uccisi dai colpi delle forze di sicurezza francesi.

Negli ultimi mesi del 2020, la Francia è tornata a vivere la minaccia del terrorismo islamico, subendo quattro attentati terroristici separati, i primi due riconducibili alla pubblicazione di vignette satiriche su Maometto. Il 25 settembre, un uomo, un 18enne di origine pakistana, arrivato in Francia tre anni prima, ha accoltellato 2 persone fuori dagli ex uffici della rivista satirica Charlie Hebdo, a Parigi. Il 16 ottobre, l’insegnante francese, Samuel Paty, è stato decapitato in pieno giorno davanti a una scuola in un comune francese a Nord della capitale per aver mostrato ai suoi studenti le vignette del profeta Maometto durante un corso sulla libertà di espressione. Il 29 ottobre, c’ è stato un attacco con coltello in una cattedrale della città di Nizza, dove il ventenne tunisino Brahim Aoussaoui, ha ucciso 3 persone, e solo due giorni dopo, un uomo ha sparato contro un prete greco ortodosso a Lione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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