La Guinea Equatoriale chiude la sua sede diplomatica nel Regno Unito

Pubblicato il 26 luglio 2021 alle 17:51 in Guinea Equatoriale UK

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La Guinea Equatoriale chiuderà la sua missione diplomatica a Londra. Lo ha annunciato, lunedì 26 luglio, il ministro degli Esteri del Paese, dopo che il Regno Unito, la scorsa settimana, ha sanzionato il figlio del presidente, nonché vice-presidente, Teodoro Nguema Obiang Mangue, accusandolo di aver travasato beni statali sul suo conto bancario. Le sanzioni britanniche, emesse il 22 luglio, sono state definite dalle autorità del Paese africano “unilaterali e illegali”.

“La prima decisione che l’esecutivo di Malabo ha preso è la chiusura totale della nostra sede diplomatica a Londra”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Simeon Oyono Esono, alla televisione di stato. “La Guinea Equatoriale non accetterà interferenze nei suoi affari interni, una violazione dei principio del diritto internazionale”, ha aggiunto. 

Londra, nello specifico, ha sanzionato Teodoro Obiang Mangue per aver sottratto milioni di dollari che sarebbero stati presumibilmente spesi in ville di lusso, jet privati e altri acquisti personali, come un guanto da 275.000 dollari indossato da Michael Jackson. Venerdì 23 luglio, il Ministero degli Esteri della Guinea Equatoriale ha dichiarato che le sanzioni contro Mangue sono state imposte illegalmente e che il vice-presidente non ha mai effettuato investimenti in Gran Bretagna né è stato accusato in tribunale. “Le sanzioni infondate imposte dal governo britannico sono giustificate dalle manipolazioni, dalle menzogne e dalle iniziative malevole promosse da alcune organizzazioni non governative contro la buona immagine della Guinea Equatoriale”, si legge nel comunicato. Il Regno Unito, la scorsa settimana, aveva reso noto che stava imponendo il congelamento dei beni e il divieto di viaggio nei confronti di Mangue per garantire che non fosse più in grado di incanalare denaro attraverso le banche britanniche o di entrare nel Paese.

La Guinea Equatoriale è un piccolo Stato di circa 1,4 milioni di abitanti, con la maggioranza della popolazione che vive in povertà nonostante le ricche riserve di petrolio. Tra il 1968 e il 1979, il presidente autocratico, Francisco Macias Nguema, ha messo in crisi tutte le istituzioni politiche, economiche e sociali del Paese prima di essere deposto da suo nipote, Teodoro Obiang, con un colpo di Stato. Obiang governa la nazione dall’ottobre 1979. È stato eletto diverse volte dal 1996 ed è stato recentemente rieletto nel 2016. Stando a quanto riferito dalla Central Intelligence Agency (CIA), le elezioni presidenziali e legislative della Guinea Equatoriale, dal 1996, sono state considerate fraudolente e macchiate da brogli. Il presidente esercita un controllo quasi totale sul sistema politico e ha posto barriere legali e burocratiche che ostacolano l’opposizione politica.

La Guinea Equatoriale ha sperimentato una rapida crescita economica nei primi anni del ventunesimo secolo grazie alla scoperta di grandi riserve di petrolio nel 1996. La produzione ha raggiunto il picco alla fine del 2004 e da allora è lentamente diminuita, anche se continuano le ricerche aggressive di nuovi giacimenti di petrolio. Nonostante la fortuna economica del Paese, derivante dalle potenzialità di questo settore, che ha portato ad un massiccio aumento delle entrate del governo negli anni passati, il calo dei prezzi globali del petrolio a partire dal 2014 ha messo a dura prova il bilancio statale e ha spinto il Paese in una recessione economica. Più del 76% della popolazione continua a vivere in povertà, secondo i dati della Banca Mondiale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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